| Tfr: nel buco nero dei fondi
pensione
Nel 93 Interviene su questa materia il decreto legislativo n.124 varato dal governo Amato che prevedeva, una volta entrato in vigore, il versamento dell'intero Tfr, in caso di adesione ai Fondi pensione. In cambio le aziende avrebbero avuto incentivi fiscali. Ma, il decreto Amato è rimase inattuato perché gli incentivi fiscali previsti furono ritenuti insufficienti da Confindustria. La storia dei Fondi pensione, da questo momento, rimane strettamente collegate al Tfr. Nel 1995 con la controriforma pensionistica varata dal governo Dini, il trattamento di fine rapporto viene esteso anche ai dipendenti pubblici. E' questo un elemento fortemente voluto per sostenere il decollo dei Fondi pensione con l'utilizzo del Tfr, visto che tutti i tentativi precedenti avevano datio scarsi risultati. Col decreto legislativo n. 299 del 17 agosto 1999 si
conclude l'operazione per creare le premesse utili per mettere a disposizione della
previdenza integrativa l'intero flusso di Tfr, calcolato in circa 25mila miliardi
l'anno. Questo provvedimento completa il quadro di incentivi e convenienze per le
imprese medio-grandi , a compensazione del venir meno dell'autofinanziamento garantito dal
Tfr ( già a fine 98 governo e forze sociali avevano concordato su un provvedimento
che dava possibilità alle imprese sopra i 50 dipendenti di trasformare in titoli il
trattamento di fine rapporto mentre, per quelle sotto i 50 dipendenti fissava
benefici fiscali) Ora, sia i Fondi pensione che il Tfr sono strettamente collegati al completamento della controriforma pensionistica . Questo grazie all'estensione del metodo contributivo che ridufcendo i rendimenti pensionistici pubblici costringe molti a valutare l'opportunità di aderire (a proprie spese) ad un fondo previdenziale integrativo.
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