CONTRATTI ATIPICI E FLESSIBILITA'
Allo scopo di fornire una definizione di "contratto tipico", si
potrebbe denominare "tipico" quel
contratto che permette al lavoratore l'esercizio dei suoi diritti e il godimento del
beneficio delle garanzie da esso derivanti, secondo quanto stabilito nella legislazione
nazionale e nelle direttive e convenzioni internazionali.
Per contro, si può definire come "atipico" non soltanto ogni
contratto di lavoro temporaneo o a tempo
parziale ma tutti quei contratti assoggettati
a delle relazioni di sotto-occupazione che hanno instaurato nel tempo un processo di precarizzazione del lavoro.
Una delle parole simbolo su cui si fonda la modernizzazione
dell'organizzazione del lavoro è sicuramente
"flessibilità":
questo principio - consacrato negli anni '80 al punto di diventare la qualità
per eccellenza del lavoro e dell'impiego - ha legittimato il dibattito sulle garanzie,
diritti e normative esistenti in materia di impiego (ad esempio, legalizzazione del
commercio della mano d'opera con rapporto di
lavoro interinale) e dei tempi di lavoro (deregolarizzazione delle forme d'uso dei tempi di lavoro: orari variabili, lavoro di
notte e nel week-end, tempo parziale "flessibile", ecc.)
1. Il LAVORO A TEMPO PARZIALE
Aspetti Generali
In tema di lavoro a tempo parziale, la normativa di riferimento più
recente è costituita dalla "Loi d'orientation
et d'incitation relative à la réduction du temps de travail" del 13/6/1998 e
dalla "Loi relative à la réduction
négociée du temps de travail" del 19/1/2000, integrata dalla contrattazione
collettiva.
La
regolamentazione del tempo parziale nell'impresa può essere demandata ad una convenzione
o ad un accordo di categoria esteso, o
ad una convenzione o accordo di impresa.
Le norme in materia devono essere osservate da tutti i datori di lavoro
che assumono o impiegano dei lavoratori (salariés), il cui orario di lavoro è inferiore -
anche di un'ora - alla durata del normale orario di lavoro praticato nell'impresa, che
può essere quella legale (35 ore settimanali)
o una durata stabilita dai contratti collettivi.
La ripartizione della giornata lavorativa può essere organizzata nel
quadro della settimana o del mese.
Quando l' impresa non è vincolata ad alcun testo di contratto collettivo
relativo al tempo parziale, il datore di lavoro è libero di stabilire degli orari previo
avviso al Consiglio di Fabbrica o, in mancanza, ai delegati del personale. L'avviso deve
essere trasmesso entro 15 giorni all'Ispettorato del Lavoro. Se non esistono
rappresentanti del personale nell'impresa, il datore di lavoro informa l'Ispettorato del
Lavoro prima di applicare l'orario a tempo parziale. I lavoratori possono rifiutare di
effettuare un lavoro a tempo parziale: il rifiuto non costituisce colpa né motivo di
licenziamento.
Il lavoratore che intenda usufruire del part time ha priorità di
ottenerlo se questo è compatibile con la categoria professionale occupata. Viceversa, un
lavoratore a tempo parziale desideroso di lavorare a tempo pieno ha priorità alle stesse
condizioni.
La scelta del tempo parziale dei lavoratori è incoraggiata anche
attraverso l'obbligo che ha il datore di lavoro di rispondere a tutte le domande di
passaggio a tempo parziale e a motivarne il
rifiuto (causa, ad esempio, assenza di impiego disponibile).
Il datore di lavoro è tenuto a concedere Il passaggio al tempo parziale
quando il lavoratore abbia almeno un anno di anzianità, per motivi legati ai casi di
congedo parentale (congè parentale d'education)
o ai casi previsti per malattia, infortunio o handicap grave di un bambino a carico.
Tipologia:
Il tempo parziale per esigenze familiari
Per esigenze familiari e dietro richiesta, i lavoratori possono
beneficiare di una riduzione del tempo di lavoro sotto forma di periodi non lavorati di
almeno una settimana. La durata del lavoro è quindi fissata nell'arco dell'anno.
Il tempo parziale per esigenze familiari è
oggetto di un'apposita clausola adddizionale al contratto di lavoro. Detta clausola
precisa i periodi non lavorati nell'anno e può allo stesso tempo prevedere la cadenza
mensile della retribuzione, fissata indipendentemente dall'orario effettivo di lavoro
svolto ogni mese.
Il tempo parziale modulato
In applicazione di un accordo di categoria esteso o di un accordo
d'impresa, il tempo parziale può essere articolato: la durata settimanale o mensile del
lavoro può così variare su tutto o parte dell'anno a condizione che nell'arco di un
anno, la durata non superi quella menzionata nel contratto di lavoro.
Contratto di lavoro e diritti del lavoratore
Il lavoratore beneficia dei diritti riconosciuti ai lavoratori a tempo
pieno: un trattamento contrario può essere considerato discriminatorio.
Il contratto di lavoro a tempo parziale necessita della forma scritta, con
indicazione in particolare:
-
della durata del
lavoro
-
della
ripartizione dell'orario (all'interno della settimana, del mese ecc.)
-
delle condizioni
di modifica degli orari, in particolare dei limiti del ricorso alle ore complementari (ore
effettuate da un lavoratore a tempo parziale al di là della durata menzionata nel suo
contratto)
-
delle modalità
di comunicazione in forma scritta degli orari di lavoro quotidiani.
Quando il datore di lavoro modifica l'orario di lavoro di un lavoratore,
la notifica deve pervenire al lavoratore almeno nei 7 giorni antecedenti la data in cui la modifica decorre (una convenzione o un accordo
collettivo può ridurre questo arco di tempo fino a tre giorni).
Sono solo due i casi in cui il lavoratore può rifiutare le modifiche,
senza incorrere in sanzione o licenziamento:
-
quando la
modifica apportata non è prevista dal contratto,
-
quando la
modifica non è compatibile per gravi esigenze familiari del lavoratore, per lo svolgimento di un'altra attività
professionale.
Le ore complementari
A differenza
dalle ore supplementari le ore complementari non possono
superare 1/10 della durata abituale di lavoro prevista dal contratto
(eventualmente, solo un accordo di settore esteso può prolungare il limite fino ad un
terzo della durata prevista dal contratto).
Le ore complementari sono remunerate secondo la retribuzione ordinaria.
Nel caso in cui un accordo di settore esteso aumenti il numero massimo delle ore
complementari (fino ad un terzo della durata prevista dal contratto) quelle effettuate
oltre 1/10 della durata prevista ricevono una maggiorazione del 25%.
Qualora l'orario reale medio del lavoratore superi di almeno due ore a
settimana (nell'arco di dodici settimane consecutive o in un periodo di 15 settimane )
l'orario previsto dal contratto, questo deve essere modificato tenendo conto del nuovo
orario. Il lavoratore può tuttavia opporsi.
Il rifiuto del lavoratore di effettuare ore complementari oltre i limiti
fissati dal contratto, non costituisce né una
colpa, né un motivo di licenziamento.
Allo stesso modo, nell'ambito dei limiti contrattuali concernenti le ore
complementari, il lavoratore deve essere avvisato almeno 3 giorni prima della data in cui le ore complementari devono
essere effettuate. Se il datore di lavoro non rispetta questo termine di tre giorni, il
rifiuto di effettuare queste ore non costituisce né una
colpa, né un motivo di licenziamento.
Riduzione dei contributi sociali
Il datore di lavoro beneficia di una riduzione del 30% dei contributi sociali (assicurazioni sociali,
infortuni sul lavoro, prestazioni familiari) quando:
-
assume con
contratto di lavoro part - time a tempo indeterminato,
-
trasforma uno o
più contratti a tempo determinato o
indeterminato da tempo pieno in contratto a tempo parziale. Questa trasformazione deve
essere accompagnata da assunzioni destinate a mantenere il volume iniziale di ore di
lavoro.
Queste agevolazioni sono state soppresse il 31 dicembre 2000 per le
imprese con più di 20 dipendenti e saranno soppresse al più tardi il 31 dicembre 2002
per le altre imprese.
In casi particolari, la riduzione è mantenuta.
Per avere diritto alla riduzione, il contratto deve
prevedere una durata settimanale (o l'equivalente mensile) compresa tra le 18 ore (oltre
le ore complementari) e le 32 ore (ore complementari o supplementari comprese).
Altre tipologie contrattuali
1. LAVORO
INTERMITTENTE
Si tratta di un'attività irregolare e a rischio, tanto per le
imprese che per i singoli lavoratori, fondata sull'incompletezza del contratto di lavoro
(incertezza del risultato) e che comporta il ricorso, per un periodo determinato, a
professionisti esperti. L'impiego di tipo intermittente è riservato a delle categorie
specifiche (artisti e tecnici del teatro vivente, del cinema, del settore audiovisivo) e
può svolgersi in abbinamento al sussidio di
disoccupazione. Questa tipologia contrattuale assicura la flessibilità indispensabile per
supportare le fluttuabili richieste di manodopera nei settori di competenza delle
categorie lavorative sopraindicate e il bisogno estemporaneo di competenze specifiche.
2. IL CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO (contrat
à durée determinée - CDD)
Fonti
I contratti di
lavoro a tempo determinato sono regolati in Francia dal
Codice del Lavoro; recentemente, altre disposizioni sono state aggiunte dalla legge relativa alla riduzione negoziata del tempo
di lavoro del 19/01/2000 e dalle disposizioni di legge recepite e integrate dall'Accordo
Nazionale Inrterprofessionale del 24 marzo 1990.
Casi di ricorso al contratto a tempo determinato
Il ricorso al
contratto di lavoro a tempo determinato rappresenta un'eccezione consentita solo in
presenza di determinate situazioni tassativamente indicate ,
quali:
-
sostituzione
di un lavoratore dipendente assente (ad esempio, per congedo retribuito o per
maternità, per sospensione del contratto, per sostituzione di dipendente nel caso in cui
il posto sia destinato ad essere soppresso). Non è permessa la sostituzione dei
lavoratori in sciopero.
-
aumento
temporaneo dell'attività dell'impresa;
-
impieghi a
carattere stagionale, per l'esecuzione di attività normalmente destinate a ripetersi
ogni anno;
-
impieghi in
particolari settori di attività (definiti per decreto o negli accordi collettivi) nei
quali, a causa della natura temporanea dell'attività stessa sia consolidato l'uso del
costante ricorso ai contratti a tempo determinato. Questi settori di attività sono
precisati nella sezione regolamentare del Code du Travail (art. D121-2) e coprono
un ampio spettro di attività, comprendendo fra l'altro: lo spettacolo, l'informazione,
l'industria culturale, la produzione cinematografica, gli alberghi e i ristoranti,
l'insegnamento, la produzione di audiovisivi, i cantieri navali, le aziende forestali e
diversi altri settori.
Altri casi di ricorso al
CDD sono previsti dall'art. L122-2 del Code du Travail, in particolare per
misure destinate a favorire l'assunzione dei disoccupati o
per favorire la formazione supplementare del lavoratore. Le categorie di
lavoratori che possono usufruire del CDD sono le seguenti:
- candidati che effettuano il tirocinio al fine dell'insegnamento ;
- allievi o ex allievi di un istituto che effettuano un tirocinio pratico;
- lavoratori stranieri che si recano in Francia per acquisire una formazione
professionale aggiuntiva;
- beneficiari di un aiuto finanziario individuale finalizzato alla
formazione per la ricerca ;
- dipendenti con contratto di 'rieducazione professionale'
a seguito di incidenti di lavoro o che usufruiscono di assistenza sociale.
Divieti
Vi sono poi dei casi in cui le norme vietano esplicitamente il ricorso al CDD:
-
per sostituire un
dipendente il cui contratto sia sospeso a seguito di una vertenza di lavoro collettiva;
-
per effettuare
lavori particolarmente pericolosi, individuati da una lista stabilita con ordinanza del
Ministro del lavoro o del Ministro dell'agricoltura;
-
per lavori
sottoposti a sorveglianza medica speciale;
-
nel caso si sia
fatto ricorso a licenziamenti per motivi economici le imprese non possono assumere
lavoratori a tempo determinato nei sei mesi successivi, neanche adducendo motivi di
accrescimento temporaneo dell'attività dell'impresa.
Durata del contratto a tempo determinato
Il contratto a tempo determinato deve contenere un preciso termine di
durata. Il contratto può essere rinnovato una sola volta e complessivamente, tenendo
conto anche del rinnovo, non può superare i 18 mesi. La durata è abbreviata a 9 mesi nel
caso in cui il contratto sia concluso in attesa che il posto sia coperto con un'assunzione
a tempo indeterminato, e nei casi di esecuzione urgente di lavori per misure di sicurezza.
La durata è invece prorogata a 24 mesi in caso di esecuzione del contratto all'estero, in
caso di sostituzione di un dipendente in congedo definitivo quando sia prevista la
soppressione del posto di lavoro, in caso di ordinativo straordinario destinato
all'esportazione cui l'impresa non possa far
fronte con i propri mezzi ordinari.
Le imprese che abbiano fatto ricorso a licenziamenti per motivi economici
non possono concludere contratti di durata superiore
ai tre mesi, motivata da un imprevisto aumento degli ordini.
Nel caso in cui il CDD è stipulato per sostituire un dipendente
assente (in attesa di un'assunzione a tempo indeterminato) o un dipendente il cui
contratto è sospeso, può non essere possibile prevedere un termine preciso. In tal caso
è prevista una durata minima ed il suo termine coinciderà con l'entrata in
servizio effettivo del dipendente assunto a tempo indeterminato.
Il CDD può prevedere un periodo di prova, che deve essere
indicato nel contratto . Se non vi sono termini precisi la durata del periodo di prova si
calcola sulla durata minima del CDD (art.L122-3-2).
Riqualificazione o trasformazione del contratto
Nel caso in cui
la relazione contrattuale di lavoro continui dopo la scadenza del termine, il CDD
si trasforma in contratto a tempo
indeterminato. Quando il contratto di lavoro a termine è concluso per sostituire un
lavoratore assente o il cui contratto di lavoro è sospeso, nonché in caso di impieghi
stagionali o in settori particolari, è possibile il rinnovo del contratto a termine con
lo stesso lavoratore.
Se la relazione contrattuale di lavoro prosegue oltre la fine del
contratto a termine, il lavoratore mantiene l'anzianità acquisita sulla base di quel
contratto. La durata viene dedotta dal periodo di prova eventualmente previsto nel nuovo
contratto.
La domanda di
trasformazione di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato deve
essere discussa nel merito entro il mese successivo alla presentazione della domanda.
Quando il tribunale riconosce il diritto del lavoratore alla riqualificazione, viene
accordata un'indennità che non può essere inferiore ad un mese di salario.
I contratti di lavoro a carattere stagionale possono comportare una
clausola di rinnovo per la stagione seguente. Un contratto o un accordo collettivo può
prevedere che ogni datore di lavoro che abbia assunto un lavoratore stagionale sia tenuto
a proporgli un lavoro della stessa natura per
la stessa stagione dell'anno successivo.
Limiti al rinnovo
Alla fine del CDD,
per coprire il posto del lavoratore il cui contratto è scaduto non è consentito il
ricorso ad un nuovo contratto a termine se prima non sia trascorso un periodo pari ad un
terzo della durata del contratto, calcolando anche l'eventuale rinnovo. Il limite al rinnovo non si applica:
-
quando il
contratto a termine sia stato concluso per sostituire un lavoratore temporaneamente assente o il cui contratto
è sospeso, e si verifichi una nuova assenza del lavoratore sostituito;
-
quando il
contratto di lavoro sia stato concluso per l'esecuzione di lavori urgenti per misure di
sicurezza;
-
in caso di lavori
stagionali e nei settori particolari che per loro natura comportano impieghi a termine;
-
quando
l'interruzione anticipata del contratto sia dovuta al lavoratore, o in caso di rifiuto di
rinnovo da parte dello stesso lavoratore
(art.L122-3-11, secondo e terzo comma).
Forma del contratto
La forma del
contratto deve essere scritta e deve essere indicato precisamente il motivo che giustifica
il ricorso al CDD. Altri elementi essenziali da indicare sono il nome, la qualifica
del dipendente che viene sostituito, la data di scadenza e l'eventuale clausola di rinnovo
o, in alternativa, l'indicazione di durata minima (se non ci sono termini precisi), la
designazione del posto ricoperto e la natura delle eventuali attività straordinarie, il
contratto collettivo che si applica, la remunerazione.
Il contratto che manca di uno degli elementi sopra richiesti, si trasforma
automaticamente in contratto a tempo
indeterminato.
Retribuzione
Salvo quanto disposto relativamente alla interruzione del contratto di
lavoro, i dipendenti assunti con CDD hanno, dopo il periodo di prova, lo stesso
trattamento economico e contrattuale dei dipendenti a tempo indeterminato, compreso il
diritto alle ferie pagate; in ogni caso, mentre per i lavoratori a tempo indeterminato non
è consentita l'indennizzazione delle ferie non usufruite, i dipendenti a tempo
determinato possono percepire un'indennità nel caso di ferie dovute e non usufruite.
Il calcolo dell'indennità, che va versata allo scadere del contratto, si
effettua in funzione della sua durata e non può essere inferiore ad un decimo della
remunerazione totale lorda.
Conclusione del contratto
Il contratto a
termine, salvo accordo delle parti, può essere interrotto prima della scadenza solo nel
caso di colpa grave o di forza maggiore.
Nel caso di interruzione del contratto da parte del datore di lavoro prima
della scadenza del termine, il lavoratore ha diritto al risarcimento dei danni e agli
interessi pari all'ammontare della
remunerazione cui avrebbe avuto diritto fino allo scadere del contratto senza pregiudizio,
peraltro, del trattamento di fine rapporto.
Allo stesso modo,
se del mancato rispetto dei termini è responsabile il lavoratore, questi è tenuto a
risarcire i danni causati al datore di lavoro.
Il CDD sospeso (ad esempio in caso di malattia) cessa ugualmente
alla scadenza del contratto.
Qualora un lavoratore sia assunto temporaneamente in sostituzione di un
lavoratore assente, il relativo contratto di lavoro a tempo determinato può avere effetto
anche prima dell'effettiva assenza del lavoratore da sostituire, e può protrarsi fino a due giorni successivi alla
ripresa del lavoro di quest'ultimo.
Il lavoratore assunto con CDD
ha diritto, allo scadere del contratto e in caso di mancata trasformazione dello stesso in
contratto a tempo indeterminato, ad un c.d. "premio di precarietà"
(indennità destinata a compensare la precarietà della situazione lavorativa). Detta
indennità viene calcolata in base alla remunerazione del lavoratore e alla durata del
contratto ed è pari al 6% della remunerazione totale lorda.
Tutela operata dalle rappresentanze sindacali
A garanzia dell'applicazione delle norme sul CDD, le organizzazioni
sindacali possono agire in giudizio per conto di un lavoratore anche senza mandato. Il
lavoratore interessato, cui deve essere notificata ogni iniziativa, si può opporre entro
quindici giorni dalla notifica e può intervenire personalmente alla causa intentata dal
sindacato ponendovi fine in ogni momento.
3. L'INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA CON CONTRATTO DI LAVORO TEMPORANEO
(INTERIM)
In Francia il settore di attività del lavoro interinale è rappresentato
dalle grandi imprese e si piazza al secondo posto al mondo in termine di volume di
attività. E' un vettore importante di creazione di impiego. I lavoratori interinali
beneficiano di speciali tutele previste dallo statuto, prodotto dalla regolamentazione e
dalle negoziazioni condotte dalle parti sociali da
20 anni a oggi.
Il contratto di lavoro temporaneo si distingue dal contratto a tempo
determinato perché, a differenza di quest'ultimo, comporta
l'intervento di tre soggetti:
-
il
lavoratore interinale;
-
l'agenzia di lavoro temporaneo (o interinale), datore di
lavoro del lavoratore interinale;
-
l'impresa
utilizzatrice, presso la quale il lavoratore esercita la propria attività.
La specificità del lavoro temporaneo è il rapporto triangolare che si
instaura per l'esecuzione di un determinato incarico tra l'impresa di lavoro temporaneo,
l'impresa utilizzatrice di manodopera e il lavoratore temporaneo.
Conclusione del contratto
La conclusione del contratto tra l'impresa utilizzatrice e l'impresa
fornitrice di lavoro temporaneo richiede l'osservanza di precise disposizioni dettate
dall'articolo L. 124-3 del Code du Travail.
La forma del contratto deve essere scritta. Il contratto di lavoro
temporaneo richiede la conclusione di due contratti paralleli:
-
un
contratto di c.d. "messa a disposizione" tra
l'impresa utilizzatrice e l'impresa di lavoro temporaneo
-
un
contratto di lavoro tra l'impresa di lavoro temporaneo e il lavoratore interinale, il c.d.
"contratto di missione".
I contratti devono avere la forma scritta pena la trasformazione
automatica del contratto in un contratto a tempo indeterminato tra il lavoratore e
l'impresa utilizzatrice. Essi devono indicare:
- il
preciso motivo dell'incarico per il quale l'impresa utilizzatrice ricorre al lavoro
interinale (che deve corrispondere a uno dei
cinque casi di ricorso ammessi dalla legge)
- il
posto di lavoro da coprire e la qualifica richiesta
- la
data di conclusione della missione o l'avvenimento che ne caratterizzerà la fine
- l'eventuale
clausola di rinnovo
- il
luogo e l'orario di lavoro
Il contratto di missione deve
inoltre indicare:
- la
qualifica professionale del lavoratore interinale
- la
retribuzione
- la
durata dell'eventuale periodo di prova
Ricorso al contratto di lavoro interinale:
Un datore di lavoro può "fare ricorso a lavoratori di un'impresa di
lavoro temporaneo solo per l'esecuzione di un'attività temporanea".
I casi di ricorso sono i seguenti:
1. sostituzione
di un lavoratore assente (per qualunque forma
di congedo, tranne per sciopero) o il cui lavoro è sospeso (malattia, maternità,
incidente di lavoro, servizio militare), o nel caso in cui il lavoratore lasci l'impresa
prima della soppressione del suo posto di lavoro, o nel caso di attesa dell'entrata in
servizio effettiva di un lavoratore assunto con contratto a durata indeterminata e
chiamato a sostituire il lavoratore assente;
- aumento temporaneo dell'attività d'impresa;
- attività a carattere stagionale;
- attività culturali;
- impieghi di natura temporanea in determinati settori d'attività;
- attività straordinarie nel settore alberghiero; musicisti o artisti nello
spettacolo.
Lo
statuto dei lavoratori interinali prevede
specificamente che sia l'impresa di lavoro temporaneo e non l'impresa utilizzatrice a
svolgere il ruolo di datore di lavoro per quanto concerne l'assunzione, il versamento
della retribuzione e delle indennità, la formazione professionale, la protezione sociale.
Ai lavoratori interinali si applicano le stesse regole dei lavoratori permanenti
dell'impresa utilizzatrice in materia di orari, durata del lavoro, riposo, igiene e
sicurezza, lavoro delle donne e dei minori. I
lavoratori in questione hanno inoltre accesso, alle stesse condizioni dei lavoratori
permanenti, agli impianti e ai mezzi di trasporto collettivi. La retribuzione deve essere
la stessa che sarebbe percepita da un
lavoratore assunto con contratto a durata indeterminata per lo stesso posto di lavoro a
parità di qualifica. Indipendentemente dall'anzianità di servizio, il lavoratore
interinale gode degli stessi vantaggi dei lavoratori dell'impresa utilizzatrice e può
seguire corsi di formazione, soprattutto se occupa un posto che comporta particolari
rischi.
Durata
La durata totale di una missione, considerando l'eventuale rinnovo
(consentito una sola volta), non può
superare i 18 mesi; è ridotta a 9 mesi in casi specifici.
Le condizioni di rinnovo devono essere previste nel contratto al momento
della stipula o essere oggetto di una apposita
clausola contrattuale da sottoporre al lavoratore
dipendente interessato, prima della scadenza del contratto medesimo.
Rottura del contratto
Il contratto di missione non
può essere rescisso prima del termine se non per :
-
accordo tra
l'agenzia di lavoro interinale e il lavoratore
-
assunzione del
lavoratore con contratto a tempo indeterminato
-
colpa grave
dell'agenzia di lavoro interinale, dell'impresa utilizzatrice o del lavoratore
-
forza maggiore.
4. L'APPRENDISTATO
Definizione
L'apprendistato
è caratterizzato dall'utilizzazione di un contratto di lavoro di tipo particolare, nel
quale il datore di lavoro si impegna a garantire una formazione professionale completa e a
corrispondere uno stipendio a un giovane (di età compresa tra i 16 e i 25 anni) che abbia
concluso il ciclo scolastico. L'apprendista si impegna a sua volta a seguire la formazione
con assiduità e a lavorare per il datore di lavoro per tutta la durata del contratto.
Datore di lavoro può essere ogni impresa appartenente al settore
artigianale, commerciale, industriale o associativo ed ogni impresa del settore pubblico
non appartenente all' industria o al commercio.
Per esercitare l'apprendistato è richiesta l'autorizzazione del relativo
Ispettorato.
L'apprendista, che è dipendente a tutti gli effetti dell'impresa,
beneficia degli stessi diritti degli altri dipendenti (congedo, tutela sociale); la
formazione teorica è impartita dal Centro di Formazione Apprendisti (CFA), mentre
la formazione pratica avviene nell'impresa.
La durata del contratto
varia da 1 a 3 anni (in genere 2 anni) in
funzione del tipo di professione e del livello di qualificazione.
La durata della giornata lavorativa dipende
dal tipo di professione e dal livello di qualificazione da conseguire. La formazione varia
a seconda della durata del ciclo formativo, con un minimo di 400 ore per anno o di 1350
ore ripartite su due anni. Al termine si acquisisce una qualificazione professionale
attestata da un diploma tecnico o professionale o ancora un titolo di ingegnere o un
titolo riconosciuto dagli ordini professionali. Responsabile
della formazione è un maestro di apprendistato che aiuta l'apprendista nell'acquisizione
delle competenze necessarie a ottenere il titolo o il diploma previsto d'intesa con il CFA.
Egli può essere sia il capo dell'impresa, sia uno dei dipendenti dell'impresa stessa. In
ogni caso deve essere un superiore con un certo livello di qualificazione e di esperienza
professionale e deve offrire garanzie di moralità.
Forma
Il contratto di apprendistato, redatto su formulari-tipo, deve avere forma
scritta e deve essere firmato dal datore di lavoro e dall'apprendista. La firma delle due
parti contraenti deve precedere l'impiego del lavoratore apprendista.
Il contratto di apprendistato può essere risolto:
-
da una delle due
parti durante i primi due mesi di apprendistato
-
su iniziativa
dell'apprendista una volta ottenuto il diploma o
il titolo
-
per accordo
espresso tra il datore di lavoro e l'apprendista
-
in seguito alla
decisione del Consiglio dei Probiviri in caso di colpa grave o di ripetuta inosservanza
dei propri doveri da parte del datore di lavoro o dell'apprendista
-
in caso di
inattitudine dell'apprendista ad esercitare il mestiere scelto.
La remunerazione è commisurata al salario minimo convenzionale
corrispondente al posto occupato e aumenta progressivamente
da un anno all'altro ed in considerazione dell'età dell'apprendista.
5. IL CONTRATTO DI QUALIFICAZIONE-GIOVANI
E' il contratto con cui si può assumere un giovane fornendogli
l'opportunità di acquisire una qualificazione riconosciuta.
Possono assumere con tale contratto tutti i datori di lavoro ad eccezione:
-
dello Stato,
degli enti pubblici a carattere amministrativo, degli enti locali;
-
dei datori di
lavoro di portierato, di lavoro a domicilio e di assistenti di scuola materna.
L'impresa, ai fini dell'assunzione, deve essere abilitata dalla Direzione dipartimentale
del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale. Possono essere assunti
tutti i giovani di età compresa tra i 16 e i 26 anni senza qualifica o aventi una
qualifica che non permetta loro di trovare un lavoro.
Definizione
Il contratto di qualificazione ha l'obiettivo di dare a un giovane una
formazione generale, teorica e pratica al fine di acquisire un diploma di qualifica
attestato da un diploma tecnico o professionale,
da un titolo omologato o riconosciuto da un accordo collettivo di settore, o dalla
commissione paritaria del lavoro del settore professionale da cui dipende l'impresa.
Il giovane, dipendente dell'impresa,
dispone degli stessi diritti degli altri dipendenti. Il tempo dedicato alla
formazione è compreso nel tempo del lavoro.
I vantaggi finanziari per il datore di lavoro
Il datore di lavoro è esonerato dal versamento dei contributi previsti in
materia di sicurezza sociale durante tutta la durata del contratto per la parte di
retribuzione non eccedente il salario minimo. Egli ha diritto al rimborso delle spese di formazione del tutore.
Il datore di lavoro è tenuto a restituire allo stato le somme percepite a
titolo di incentivo all'assunzione nei seguenti casi:
-
interruzione del
contratto di lavoro per qualsiasi motivo durante il periodo di prova
-
interruzione del
contratto su iniziativa del datore di lavoro successivamente al periodo di prova, salvo il
caso di licenziamento per colpa grave del dipendente o in caso di forza maggiore
-
interruzione
amichevole del contratto su domanda scritta del dipendente
-
per decisione
amministrativa nei casi previsti
Durata
Il contratto è concluso per una durata determinata compresa fra 6 mesi e
2 anni e non può contenere una clausola di disdetta della formazione.
Interruzione del contratto
Superato il periodo di prova,
il contratto non può essere interrotto prima
della scadenza del termine, salvo i casi di forza maggiore, colpa grave o accordo delle
parti.
In caso di interruzione del contratto prima della scadenza del termine, il
datore di lavoro deve informare gli organi preposti che finanziano le spese di formazione.
Per quanto concerne la retribuzione, il giovane percepisce, secondo
l'età e l'anzianità di servizio, dal 30% al 75% del salario minimo.
La durata della formazione è pari almeno al 25% della durata
totale del contratto.
Il datore di lavoro sceglie all'interno della sua impresa un tutore,
tenendo conto del suo livello di qualificazione, della sua esperienza professionale
(minimo due anni) e degli obiettivi da raggiungere. Compito del tutore è accogliere,
aiutare, informare e guidare il giovane durante tutta la durata del contratto. Il tutore
può formare contemporaneamente fino a tre giovani anche assunti con altri tipi di
contratto (contratto di apprendistato incluso).
Forma
Le imprese che intendono assumere con contratto di qualificazione devono
essere debitamente autorizzate dalla Direzione
dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale. Il contratto
è redatto su un modulo tipo, sottoscritto dalle due parti e depositato presso la stessa
Direzione.
6. IL CONTRATTO DI ADATTAMENTO
E' il contratto con cui si può assumere un giovane per essere formato ad
uno specifico lavoro.
Possono assumere con tale contratto tutti i datori di lavoro ad eccezione
dello Stato, degli enti pubblici a carattere amministrativo, degli enti locali, dei datori
di lavoro di portierato, di lavoro a domicilio e di assistenti di scuola materna.
Possono essere assunti con questo particolare contratto tutti i giovani di
età compresa fra i 16 e i 26 anni con o senza qualifica.
Definizione
Il contratto di adattamento permette al giovane di acquisire una
formazione complementare al fine di meglio ricoprire il posto nell'impresa. Il giovane è dipendente dell'impresa e gode degli
stessi diritti degli altri dipendenti.
Il datore di lavoro riceve dallo Stato degli aiuti finanziari per la
formazione, la quale deve essere impartita con un minimo di 200 ore.
La retribuzione è pari all'80% del salario minimo stabilito.
Il tutore responsabile della formazione
Il datore di lavoro sceglie, all'interno della sua impresa, un tutore fra
i dipendenti che si offrono volontari, tenendo conto del livello di qualificazione,
dell'esperienza professionale (minimo due anni) e degli obiettivi da raggiungere.
Compito del tutore è accogliere, aiutare, informare e guidare il giovane.
Garantisce l'unione tra l'organo responsabile della formazione, il giovane e i dipendenti
dell'impresa.
Il tutore affianca fino a tre giovani contemporaneamente, anche se assunti
con altri tipi di contratto (contratto di apprendistato incluso).
Interruzione del contratto
Il contratto concluso a tempo determinato non può essere interrotto prima
della scadenza del termine, tranne in caso di
forza maggiore, colpa grave o accordo tra le parti.
Se il contratto è a tempo indeterminato, l'interruzione che interviene
dopo la scadenza del contratto di adattamento ha luogo facendo normalmente ricorso alle
dimissioni, al licenziamento, ecc.
Forma
Il contratto di adattamento
è un contratto di lavoro scritto di tipo particolare, redatto su un formulario tipo e
sottoscritto dal datore di lavoro e dal giovane. Il contratto è depositato presso la Direzione
dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale.
7. IL CONTRATTO
DI ORIENTAMENTO
E' il contratto con cui si propone una prima esperienza professionale
aiutando un giovane a realizzare un
determinato progetto professionale.
Possono assumere con tale contratto tutti i datori di lavoro ad eccezione
dello Stato, degli enti pubblici a carattere amministrativo, degli enti locali, dei datori
di lavoro di portierato, di lavoro a domicilio e di assistenti di scuola materna, oltre
alle associazioni intermediarie e imprese di lavoro temporaneo per il personale messo a
disposizione.
Possono essere assunti tutti i giovani
alla ricerca di un lavoro di età:
-
compresa fra i 16 e i 22 anni senza diploma, che abbiano
frequentato al massimo il secondo ciclo dell'insegnamento
secondario generale, tecnico o professionale;
-
inferiore ai 25 anni, non titolari di un diploma di scuola
professionale, che abbiano abbandonato gli studi prima del conseguimento di un diploma di
primo ciclo di insegnamento superiore generale.
Definizione
Questa tipologia contrattuale favorisce l'orientamento professionale dei
giovani che incontrano particolari difficoltà di accesso all'impiego.
Il giovane è dipendente dell'impresa e gode degli stessi diritti degli
altri dipendenti.
Incentivi alle imprese
Le imprese godono dell'esonero dei contributi previsti in materia di
previdenza sociale per tutta la durata del contratto. L'impresa può ottenere inoltre il
rimborso delle spese sostenute per la formazione e per le azioni di orientamento a favore
dei giovani.
Caratteristiche
Il contratto d'orientamento è un contratto a durata determinata che non
prevede clausole di disdetta. Non può essere utilizzato per la sostituzione dei
lavoratori a tempo indeterminato, determinato o stagionali.
Il datore di lavoro è tenuto a far partecipare il giovane a delle azioni
di orientamento, il cui obiettivo è quello di favorire l'elaborazione di un progetto
professionale (ad esempio, scoperta e conoscenza dell'impresa e delle sue attività,
costruzione di un progetto professionale o di ricerca attiva d'impiego. La durata della
formazione deve consistere almeno in:
-
25% della durata
totale del contratto per i giovani con meno di 22 anni
-
20% della durata
totale del contratto per i giovani con meno di 25 anni
Delle attività di orientamento sono responsabili più organismi, sia
interni sia esterni all'impresa.
Retribuzione minima
La retribuzione
minima del giovane, fissata in percentuale dallo SMIC (in difetto di disposizioni più
vantaggiose risultanti dall'accordo collettivo applicabile), varia secondo l'età del
lavoratore.
Il responsabile della formazione
Il datore di lavoro sceglie, all'interno della sua impresa, un tutore fra
i dipendenti volontari, tenendo conto del livello di qualificazione, dell'esperienza
professionale (minimo due anni) e degli obiettivi da raggiungere. Compito del tutore è
accogliere, aiutare, informare e guidare il giovane. Egli garantisce l'unione tra
l'Organismo della formazione, il giovane e i dipendenti dell'impresa.
Il tutore affianca fino a tre giovani contemporaneamente anche se assunti
con altri tipi di contratto (contratto di apprendistato incluso ).
Interruzione del contratto
Una volta superato il periodo di prova il contratto d'orientamento non
può più essere interrotto salvo che nei casi di colpa grave, forza maggiore o accordo
delle parti. Il dipendente può tuttavia porre fine al contratto per essere assunto in altro posto di lavoro o per seguire una formazione
che gli garantisca un titolo riconosciuto.
Nel caso di interruzione del contratto prima della scadenza del termine,
il datore di lavoro deve informare la Direzione dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego
e della Formazione Professionale, gli organismi di sicurezza sociale e, a seconda dei
casi, gli altri organismi interessati che partecipano al finanziamento delle spese di
formazione.
Nel caso di inosservanza da
parte del datore di lavoro degli obblighi derivanti dal contratto, la Direzione
Dipartimentale può decidere il ritiro
del beneficio dell'esonero dei contributi sociali.
Forma
Prima di concludere il contratto d'orientamento, il datore di lavoro deve
raggiungere un accordo con gli organismi competenti in materia di orientamento
professionale.
Il contratto è redatto in forma scritta, su apposito modulo con la firma
di entrambe le parti.
Il contratto deve essere depositato alla Direzione dipartimentale del
Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale che verifica la sua conformità alle disposizioni legislative e
regolamentari vigenti.
8. IL CONTRATTO DI
INIZIATIVA IMPIEGO (contrat intiative emploi CIE)
E' un particolare tipo di contratto che ha l'obiettivo di favorire
l'accesso al lavoro di persone che incontrano difficoltà particolari nell'inserimento
lavorativo. Al datore di lavoro che ne fa ricorso sono concessi adeguati aiuti finanziari.
Possono fare ricorso a questa tipologia contrattuale le imprese affiliate
all'UNEDIC e le imprese di pesca marittima, ad eccezione delle imprese che hanno
licenziato (per ragioni economiche) nei sei mesi precedenti l'assunzione.
Sono dunque interessati:
-
le imprese del
settore industria, commercio o agricoltura ed anche gruppi di datori di lavoro;
-
gli uffici
pubblici ministeriali, le libere professioni, le società, i sindacati e le associazioni;
-
le imprese
pubbliche (settore industria e commercio), le società ad economia mista e le imprese
nazionali.
Sono esclusi:
-
i datori di
lavoro del settore pubblico, lo Stato, gli organismi territoriali e le imprese pubbliche
amministrative;
-
particolari
datori di lavoro;
-
le imprese
inserite nel DOM-TOM
Possono essere assunti:
-
gli iscritti al
collocamento in cerca di impiego da almeno 24 mesi durante i 36 mesi precedenti
l'assunzione;
-
le persone
residenti nelle Zone Urbane Sensibili (ZUS) e iscritte da almeno 12 mesi nei 18 mesi
precedenti l'assunzione;
-
i beneficiari di
assegni specifici di solidarietà o di RMI e i loro
familiari in stato di necessità;
-
le persone con
più di 50 anni di età, iscritte da almeno 12 mesi nei 18 mesi precedenti l'assunzione;
-
i giovani di età
compresa fra i 18 e i 26 anni che hanno abbandonato la frequenza scolastica e che in ogni
caso non hanno conseguito un diploma;
-
i lavoratori
disabili e assimilati;
-
i detenuti o ex
detenuti con particolare difficoltà di accesso all'impiego;
-
le persone che
non rientrano in nessuna di queste situazioni e che hanno, a causa della loro età, della
loro situazione sociale o familiare, grave difficoltà di accesso all'impiego.
Le caratteristiche:
Se il lavoratore usufruisce di un periodo di formazione previsto dal
contratto di lavoro, lo stato può accordare al datore di lavoro un aiuto forfetario per ogni ora di
formazione. Il periodo di formazione, a carico di un organismo responsabile, deve avere
una durata compresa tra le 200 e le 400 ore. Inoltre, il datore di lavoro può percepire
un ulteriore aiuto finanziario a titolo di tutorato,
riservato a persone in gravi difficoltà di accesso all'impiego. Il tutore è scelto tra i
lavoratori dell'impresa.
In caso di cessazione anticipata del contratto, il datore di lavoro è
tenuto a restituire allo stato le somme percepite a titolo di aiuto tranne nei seguenti
casi:
-
licenziamento per
colpa grave
-
forza maggiore
-
licenziamento per
incapacità attestata da apposito certificato medico
-
cessazione del
contratto durante il periodo di prova
-
dimissioni del
lavoratore
-
cessazione
negoziata tra le parti nel caso di CDD, quando la volontà risulta inequivocabilmente da
entrambe le parti.
Durata
Il CIE può essere concluso sia a tempo indeterminato, sia tempo
determinato, da 12 fino a 24 mesi. L'orario minimo settimanale deve essere almeno pari a
17 ore e 30 minuti, tranne nei casi di lavoratori disabili. Il lavoratore gode delle
stesse condizioni di lavoro garantite dallo statuto a tutti gli altri lavoratori
dell'impresa. La retribuzione deve essere pari allo SMIC o al salario minimo
convenzionale se più favorevole.
Assistenza del lavoratore nell'impresa
I lavoratori
assunti con questa tipologia contrattuale, che abbiano difficoltà legate alla ripresa
lavorativa, possono beneficiare di un
apposito sostegno sociale a carico dell'ANPE da svolgersi dentro o fuori l'impresa.
Forma
La conclusione di un
contratto iniziativa impiego dà luogo alla sottoscrizione:
- di una
convenzione tra il datore di lavoro e l'ANPE territoriale dove ha sede l'impresa.
- di un contratto
di lavoro tra il lavoratore e l'impresa;
L'accordo sottoscritto produce effetto dal momento dell'assunzione del lavoratore.
9. IL CONTRATTO DI IMPIEGO-SOLIDARIETA' (contrat
emploi-solidarité - CES)
Questa tipologia contrattuale ha l'obiettivo di facilitare l'inserimento o
il reinserimento professionale di persone che incontrano difficoltà di accesso al lavoro,
nel quadro di un contratto di lavoro a tempo parziale e a durata determinata in vari
settori di attività opportunamente individuati, anche mediante opportuni vantaggi
finanziari.
Possono fare ricorso a questo tipo di contratto le seguenti categorie di
datori di lavoro:
-
collettività
territoriali e loro raggruppamenti;
-
enti morali di
diritto pubblico;
-
organismi di
diritto privato senza scopo di lucro;
-
gli enti morali
incaricati della gestione di un servizio pubblico.
Sono esclusi i servizi di Stato (amministrazioni centrali e loro servizi
esterni), le imprese industriali, commerciali o agricole, qualunque sia il loro statuto.
Beneficiano con priorità del contratto di impiego solidarietà:
-
i soggetti
iscritti al collocamento da 12 mesi o con più di 50 anni o soggetti disabili;
-
i beneficiari di
RMI e i loro congiunti o conviventi;
-
i beneficiari di
assistenze specificate dalla legge;
-
i giovani di età
compresa fra i 18 e i 26 anni che incontrano particolari difficoltà di accesso
lavorativo.
Incentivi economici per le
imprese
Il datore di lavoro beneficia dell'esonero dai contributi patronali di
assicurazione sociale per gli infortuni sul
lavoro per
la durata del contratto, di un aiuto mensile dello Stato, di un aiuto eventuale
dello Stato alla formazione nel limite di 400 ore;
Le azioni di inserimento lavorativo possono essere poste a carico dello
Stato e del Fondo Sociale europeo.
Durata del contratto e orario di lavoro
Il contratto di impiegosolidarietà a tempo parziale ha una durata
compresa fra i 3 e i 12 mesi, prorogabile
fino a un massimo di 24 mesi. L'orario settimanale varia da un minimo di 20 ore a un
massimo di 35.
I lavoratori
possono svolgere contemporaneamente altra attività complementare, purché la durata
cumulativa non sia superiore a quella legale prevista; l'attività complementare deve
essere esercitata presso un datore di lavoro privato e il lavoratore deve informare la Direzione
dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale
dell'attività complementare;
La formazione del lavoratore
Il datore di lavoro è tenuto a designare un tutore per seguire, guidare e
consigliare il lavoratore durante tutto lo svolgimento del contratto.
La
formazione è facoltativa: i beneficiari del CES possono seguire dei corsi di
formazione complementari
non retribuiti, al di fuori dell'orario di lavoro. La formazione diventa obbligatoria in
caso di rinnovo del contratto per lo stesso
posto di lavoro da parte di un ente territoriale o
pubblico.
Prima
dell'assunzione, il datore di lavoro deve depositare la richiesta di autorizzazione alla Direzione
dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale.
10. IL CONTRATTO
DI IMPIEGO DURATURO (contrat emplo-consolidé- CEC)
Questa tipologia contrattuale ha l'obiettivo di favorire l'assunzione di
persone in difficoltà e assicurare loro un inserimento professionale duraturo, grazie
all'attribuzione, da parte dello Stato, di aiuti finanziari per cinque anni.
Possono usufruire del contratto di lavoro consolidato gli esercenti
di settori di attività non concorrenziali,
quali gli enti territoriali e loro raggruppamenti, altri enti morali di diritto pubblico,
organismi di diritto privato senza scopo di lucro, enti morali svolgenti servizio
pubblico. Possono essere assunte i giovani
di età compresa tra 18 e 26 anni aventi particolari difficoltà d'inserimento
lavorativo, i disoccupati di lungo termine, i lavoratori disabili, i beneficiari di RMI, i
disoccupati con più di 50 anni d'età, i beneficiari di particolari forme di assistenza,
le persone aventi difficoltà di inserimento lavorativo. Al lavoratore, durante il
contratto, viene impartito un ciclo di
formazione con le stesse modalità applicate per il CES.
Il contratto di lavoro può essere sia a tempo indeterminato che a
tempo determinato con una durata minima di 12 mesi, rinnovabile ogni anno, nel limite di
una durata totale di 60 mesi. L'orario minimo settimanale è stabilito in 30 ore, salvo situazioni particolari del
lavoratore.
Vantaggi per le imprese
Lo Stato si assume l'onere di una parte della retribuzione per cinque
anni. Il datore di lavoro è esonerato dal pagamento dei contributi sociali. Sono previsti
dei contributi statali anche per la formazione, nel
limite massimo di 400 ore.
Forma
E'
prevista la conclusione di una convenzione tra il datore di lavoro e lo Stato. La domanda
di convenzione del contratto di lavoro consolidato deve essere presentata dal datore di
lavoro prima dell'assunzione alla Direzione dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e
della Formazione Professionale.
11. CONTRATTO DI LAVORO GIOVANI (Emploi Jeune, E.J.)
E' il contratto con cui si propone lo svolgimento di un'attività di
utilità sociale, corrispondente a dei bisogni nuovi, formando la professionalità di un
giovane.
L'ambito di intervento comprende tutti i settori della vita quotidiana:
educazione, sport, salute, famiglia, solidarietà, sviluppo, turismo, ecc.
Il contratto E.J. è
incompatibile con le tipologie di lavoro già esistenti, come ad esempio la qualifica di bibliotecario, mentre è compatibile, nello
stesso ambito di attività, per la nuova figura professionale di "mediatore del
libro".
Possono essere assunti con questa tipologia contrattuale:
-
i
giovani senza impiego e di età compresa trai 18 e 26
anni, iscritti o meno al collocamento, a prescindere dal livello di qualificazione o dal
possesso del diploma;
-
i
giovani di età compresa tra 26 e 30 anni che abbiano determinati requisiti rispetto
all'indennità di disoccupazione;
-
i
giovani di età compresa tra 26 e 30 anni riconosciuti come disabili.
Possono assumere con questo tipo di contratto enti di diritto pubblico
(Comuni, Consigli Generali, Consigli Regionali, Istituti di insegnamento), e in generale
tutte le imprese che gestiscono un pubblico servizio (poste, società di autostrade, di
trasporti), gli organismi senza scopo di lucro (associazioni, comitati d'impresa, ecc.).
Caratteristiche
E' un contratto di lavoro sottoposto alle disposizioni del Code du
Travail e alle convenzioni e accordi collettivi applicabili all'impresa. Il contratto è a tempo pieno, salvo quando la natura
dell'attività giustifica l'impiego a tempo parziale.
Il datore di lavoro dovrebbe preferire il contratto a tempo indeterminato,
anche se può proporre un contratto di durata determinata
di cinque anni. In quest'ultimo caso,
si applicano disposizioni particolari riguardo
l'espletamento del periodo di prova e il recesso dal contratto.
Vantaggi per il datore di lavoro
Lo
Stato attribuisce al datore di lavoro un aiuto finanziario per cinque anni per ogni
giovane assunto a tempo pieno o in misura ridotta per il tempo parziale. Al termine di
questo periodo, qualora il rapporto sia tramutato in rapporto di lavoro a tempo
indeterminato, lo Stato attribuirà al datore di
lavoro ulteriori benefici finanziari.
Convenzione
stato-datore di lavoro
Il datore di lavoro può assumere con questo tipo di contratto solo dopo
aver sottoscritto una convenzione pluriennale con lo Stato. Il datore di lavoro deve prima di
tutto depositare un progetto presso la Direzione dipartimentale del Lavoro,
dell'Impiego e della Formazione Professionale. Il progetto deve necessariamente
contenere:
-
attività
individuata e i relativi bisogni
-
gli
impieghi esistenti sul mercato
-
la
sostenibilità del progetto
-
misure
scelte per la professionalizzazione dei giovani
Se approvato, il progetto dà luogo alla firma di una Convenzione
pluriennale, nella quale sono evidenziati il numero dei posti creati, la descrizione delle
attività previste, la natura dei contratti di lavoro aventi diritto al finanziamento
statale, oltre alle voci di cui sopra.
Le attività create devono perseguire l'obiettivo di divenire mestieri
consolidati, sostenibili e finanziati dal solo mercato del lavoro. In questa prospettiva,
il datore di lavoro dispone degli strumenti di controllo in itinere del progetto al fine
di verificare lo stato delle condizioni di professionalizzazione dei lavoratori e del
consolidamento delle attività nel quadro di un programma denominato "Nuovi servizi,
impiego giovani (Nouveaux services, emplois jeunes.)
Retribuzione
La retribuzione dipende dalla natura del lavoro, dalla qualifica del
giovane e dal livello di responsabilità rivestita. E' pari almeno allo SMIC o al salario
minimo stabilito dal contratto collettivo applicabile all'impresa.
12. IL CONTRATTO
DI QUALIFICAZIONE ADULTI
E' il contratto con cui il
datore di lavoro può assumere soggetti con età superiore o uguale ai 26 anni al fine di
favorire il loro inserimento professionale, beneficiando di aiuti economici da parte dello
Stato. Questa tipologia contrattuale è in sperimentazione fino al 30 giugno 2002.
Possono assumere con questo tipo di contratto tutti i datori di lavoro ad
esclusione dello Stato, gli enti pubblici che non beneficiano del finanziamento per la
formazione, gli enti territoriali e i loro raggruppamenti, i datori di lavoro di
portierato, di assistenti all'infanzia, di
lavoratori domestici.
Possono essere assunti con contratto di qualificazione adulti soggetti non
occupati di 26 anni e oltre, iscritti al collocamento da almeno 12 mesi durante i 18 mesi
precedenti l'assunzione.
Si prescinde dal requisito dell'anzianità maturata riguardo l'iscrizione
al collocamento per alcuni soggetti:
-
i beneficiari del
RMI o dell'assegno di solidarietà specifico
(ASS);
-
i lavoratori
disabili, con diritti e vantaggi particolari per il datore di lavoro;
-
i familiari soli
secondo determinate condizioni;
-
i soggetti alla
ricerca di un impiego dopo aver percepito il sussidio familiare di istruzione;
-
i
beneficiari del sussidio per le vedove.
Incentivi per il datore di lavoro
Il datore di lavoro, per ciascun contratto di qualificazione adulti, è
esonerato dal pagamento dei contributi previsti in materia di sicurezza sociale sulla
parte di retribuzione non eccedente lo SMIC.
Durata
Il contratto di qualificazione adulti ha una durata variabile dai 6 ai 24
mesi. La durata del contratto è stabilita dal tempo necessario all'acquisizione di una
qualificazione professionale.
Il tutore
Per tutta la durata del contratto, il lavoratore deve essere guidato,
aiutato e informato da un tutore, disponibile e qualificato, designato dal datore di
lavoro.
Può svolgere l'incarico di tutore sia un dipendente dell'impresa, sia lo
stesso datore di lavoro.
Forma
Il
datore di lavoro non aderente all'accordo quadro sulla formazione, deve ottenere
un'autorizzazione preventiva dalla Direzione
dipartimentale del Lavoro, dell'Impiego e della Formazione Professionale.
12. LAVORO DOMESTICO (emploi de maison)
Chiunque può assumere un lavoratore per essere aiutato o sostituito negli
impegni domestici e familiari.
Caratteristiche
I servizi resi da un lavoratore a domicilio devono rispondere ai bisogni
domestici o familiari di un soggetto determinato. Si
può trattare di:
- assistenza a
bambini, malati, persone disabili o non autonome;
- sostegno
scolastico (ripetizioni);
- pulizie, stiro;
- preparazione dei
pasti
- svolgimento di piccoli lavori di giardinaggio.
Non sono inclusi i servizi resi nell'ambito dell'attività professionale del datore di lavoro (lavori di segreteria,
manutenzione di studi professionali) così come le cure a persone, di tipo medico o paramedico, o ancora le cure
estetiche quando sono prestate a titolo esclusivo.
Il lavoro in famiglia è quello esercitato al domicilio del datore di
lavoro (soggetto privato) nella sua residenza permanente, sia essa principale o
secondaria.
Non hanno carattere di lavoro a domicilio, tra gli altri:
-
i lavori svolti
presso una residenza occasionale (ad esempio, l'alloggio per le vacanze) o nelle parti
comuni di una comproprietà;
-
i servizi
domestici (pulizie, preparazione dei pasti) svolti all'esterno della residenza del datore di lavoro privato (ad esempio, nei locali
di una associazione);
-
lavori relativi
al rifacimento o alla sistemazione dei locali
dell'abitazione;
-
lavoro alla pari.
Il datore di
lavoro privato deve adempiere una serie di formalità al fine di assumere direttamente il
lavoratore a domicilio. Il contratto può essere concluso a tempo indeterminato o
determinato, pieno o parziale, e deve necessariamente indicare la natura del lavoro da
svolgere, la durata e gli orari di lavoro, la qualifica del lavoratore.