LE BUGIE DEI RADICALI
20 REFERENDUM CHE ATTACCANO LE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO DEI LAVORATORI
Su 20 referendum abrogativi ben 11 riguardano il lavoro e il sindacato. I contenuti dei referendum rivendicano maggiore "libertà", ma la libertà che viene rivendicata è quella incondizionata del più forte, libertà dei datori di lavoro di decidere delle sorti dei lavoratori senza alcun limite.
I radicali si fanno da tempo portavoce in Italia di un modello "allamericana" in cui la solidarietà è bandita e la persona si può difendere solo se ne ha i mezzi e la forza!
Il moderno mondo dei radicali assomiglia sempre più ad una "giungla" che ad una società civile e il perché si vede chiaramente dal testo degli 11 referendum :
Quesito referendario N 14
Disciplina dei licenziamenti
Annullare larticolo 18 dello Statuto dei lavoratori che prevede che " il giudice possa dichiarare nullo il licenziamento senza giusta causa o senza giustificato motivo"
Senza questo norma il datore di lavoro può licenziare come e quando vuole senza dover neppure argomentarne il motivo. Basta unantipatia per la lavoratrice e il lavoratore!
Concedendo alle imprese la "Libertà di licenziamento" si afferma così il regime della flessibilità totale, non solo in entrata ma anche in uscita dal mondo del lavoro.
Ai lavoratori, perennemente ricattabili di licenziamento, le aziende chiederanno sempre di più, di accettare la riduzione dei loro diritti e delle loro tutele, di non aderire ai sindacati e di non sostenere iniziative collettive di contrattazione per la salvaguardia delle loro condizioni salariali e lavorative.
Se questo referendum dovesse passare non si potrebbe più alzare la testa senza essere poi licenziati. E la fine della democrazia nei luoghi di lavoro.
Quesito referendario N 9
Contratti a tempo determinato
Abrogare la legge 18 aprile 1962, n. 230 " Disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato e successive modificazioni".
Il referendum propone di liberalizzare i contratti a tempo determinato, in questo modo il datore di lavoro può liberamente decidere la durata dei contratti di lavoro, superando così le tutele della giusta causa in caso di licenziamento.
Il contratto a tempo indeterminato sarà riservato a pochi privilegiati, e "fidati", mentre la maggioranza dei lavoratori verrà costretta a vivere e lavorare in continua precarietà salariale ed occupazionale.
Quesito referendario N 13
Part time
Il referendum si propone di abrogare il decreto legge 30 ottobre 1984 n 726 e successive modificazioni per ottenere la completa liberalizzazione dei contratti di lavoro a tempo parziale.
Il referendum propone libertà di ricorso al part time ma si tratta di una libertà solo per i datori di lavoro, infatti mentre il part time viene strappato con difficoltà nella contrattazione collettiva, in molte realtà produttive ci sono settori (come il commercio) in cui invece si vorrebbe imporlo a prescindere dalle esigenza e dalla volontà delle lavoratrici.
Quesito referendario N 18
Abrogare la legge 18 dicembre 1973 n.877 " Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio" e successive modifiche.
Lobiettivo di questo referendum è la completa liberalizzazione del lavoro a domicilio. Oggi il lavoro a domicilio non è affatto vietato ma regolamentato, i radicali invece vorrebbero abolire qualsiasi norma e garanzia per il lavoratore che così può essere a disposizione del datore 24 su 24.
In assenza di una legge che tuteli il controllo delle prestazioni lavorative il lavoro a domicilio può diventare una schiavitù.
Quesito referendario N7
Si chiede di abrogare il D. Lgs. 23 dicembre 1997 n.469 " Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro a norma dellArticolo 1 della L. 15 marzo 1997 n. 59 e successive modifiche"
Lobiettivo è di liberalizzare completamente il collocamento privato, superando qualsiasi forma di garanzia e controllo.
La legge che di vuole abolire ammette il collocamento privato ma chiede a chi svolge tale attività alcune garanzie ( finanziare, competenze, scopo esclusivo, uffici idonei, che sia gratuita per i disoccupati..) e stabilisce una autorizzazione ministeriale.
Quesito referendario N 8
Abrogazione della legge 8 agosto 1995 n.335 " Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare" articolo 1: pensioni di anzianità.
Con questo quesito referendario si chiede di abolire la pensione di anzianità, elevando da subito a 57 anni e a 40 anni di contributi i requisiti minimi per la pensione.
Quesito referendario N11
Si chiede labrogazione della legge 23 dicembre 1978 n.883 "Istituzione del servizio sanitario nazionale" e successive modifiche.
Con questo quesito si vuole lasciare i cittadini liberi di scegliere una assicurazione privata in alternativa al Servizio Sanitario Nazionale, fermo restando lobbligo di assicurazione, abrogando anche lestensione dellassicurazione ai familiari dei cittadini soggetti alla dichiarazione Irpef.
E chiaro che si vuole elimina il un servizio sanitario per tutti i cittadini dando invece ampio spazio e guadagno alle assicurazioni e ai presidi privati.
Si andrebbe così, con una accelerazione maggiore di quanto sta avvenendo, verso sanità per i ricchi e una per i poveri. Le assicurazioni private sappiamo assicurano chi a meno e non chi ha più rischi.
Quesito referendario N10
Abrogazione del decreto legislativo 29 luglio 1947 n.804 " Riconoscimento giuridico degli istituti di patronato e di assistenza sociale"
Abolire il finanziamento pubblico ai patronati vuol dire rischiare di privare i cittadini tutti e in particolare la fasce più deboli di un servizio essenziale a cui affidarsi.
Si finisce così per favorire e sostenere i guadagli dei liberi professionisti, costringendo cittadini e pensionati ad affrontare enormi spese per lesercizio di diritti.
Quesito referendario N4
Abrogazione del Decreto 30 giugno 1965 n.1124 " Testo unico delle disposizioni per lassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali" e successive modifiche.
Il referendum chiede di abolire lassicurazione obbligatoria allINAIL contro gli infortuni sul lavoro per favorire ancora una volta le compagnie private.
Anche in questo caso la "libertà di scelta" servirebbe alle imprese a sfuggire i controlli mentre lItalia ha un gravissimo primato di incidenti sul lavoro con una medi di 3 casi mortali al giorno.
Quesito referendario N19
Abrogazione del decreto 29 settembre 1973 n.600 "Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi"
Il quesito chiede di abolire il meccanismo secondo il quale i datori di lavoro trattengono e versano direttamente allo Stato le imposte sulla busta paga.
Può sembrare curioso un referendum che non propone di ridurre le tasse ma solo di cambiare le modalità di riscossione, infatti questo costringerebbe ogni lavoratore ad affidarsi ai costi del commercialista, i cui guadagni stanno così a cuore ai radicali.
Quesito referendario N20
Abrogare la legge 4 giungo 1973 n. 311 "Estensione del servizio di riscossione dei contributi associativi tramite gli enti previdenziali"
Con questo quesito referendario si chiede labolizione della trattenuta associativa sulle buste paga dei dipendenti e sulle pensioni degli iscritti al sindacato.
Lapprovazione di questo referendum vieterebbe a pensionati ,lavoratrici e lavoratori di continuare a versare con le modalità in atto i contributi al loro sindacato.