Proposta alla presidenza dell'assemblea della sinistra sindacale Cgil della Lombardia del 2 dicembre 1999 presentata da 94 delegati RSU (non accolta dalla presidenza e non messa in votazione) Sull'iniziativa Nazionale A gennaio si aprirà un nuovo scontro sulle pensioni. Il Governo sostiene il suo obiettivo di ulteriore ridimensionamento del salario previdenziale e di sostegno allo sviluppo delle pensioni private-integrative. Ma al di la delle particolari determinazioni presenti nella proposta, lobiettivo del Governo è quello di arrivare allo smantellamento del salario previdenziale pubblico ancora prima di quanto prevedeva la contro-riforma Dini. La politica di questo Governo di centro-sinistra, risulta così subordinata alle linee liberiste di un massiccio trasferimento di risorse dal salario al profitto ed alla rendita e di deregolamentazione delle norme, delle tutele, del lavoro e del salario. La legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro e sulla rappresentanza langue in parlamento esposta agli attacchi di Confindustria, delle forze moderate e conservatrici, di parti della stessa maggioranza. Il dibattito, il percorso e le iniziative della Sinistra Sindacale in Cgil, comprendono la necessità di contrapporre alla linea economica del Governo una decisa vertenzialità per la difesa del salario, delloccupazione e per lo sviluppo dei diritti. Per questo, i percorsi di discussione della Sinistra Sindacale in Cgil devono essere collegati immediatamente ai temi ed ai tempi della lotta a cui la politica economica di questo Governo ci costringe Proponiamo quindi che dalla assemblea regionale Lombarda delle delegate e dei delegati della Sinistra Sindacale in Cgil, si avanzi la proposta che la prossima assemblea nazionale, convocata per fare una prima sintesi del dibattito fin qui avviato, diventi anche un primo momento di lotta e di mobilitazione generale e nazionale contro lattacco alle pensioni e per lapprovazione di una buona legge sulla democrazia sindacale e sulla rappresentanza. Una prima mobilitazione nazionale, promossa dalla Sinistra Sindacale Cgil, sulla quale chiedere ladesione delle RSU, dei delegati e delle delegate di luogo di lavoro, delle forze che si ritrovano sugli obiettivi della difesa delle pensioni e della democrazia sindacale.
Sull'iniziativa Regionale Tutte le forze che si riconoscono nel percorso avviato per una sinistra sindacale in Cgil sono contrarie al "Patto per il lavoro Milanese" siglato tra la giunta Albertini, le associazioni imprenditoriali e Cisl ed Uil Milanesi. Un accordo contrastato anche dalla Cgil di Milano e dalle forze sociali e politiche dell'opposizione cittadina proprio perchè contiene deroghe ai CCNL ed alle tutele, sia sul piano salariale che sulle condizioni della prestazione. Siamo contrari perchè il "Patto" impone come vera, come unica ed efficace la strada delle relazioni sindacali e sociali di impianto neocorporativo ed individua nella deregolamentazione delle tutele e dei diritti la strada per rispondere ai problemi occupazionali e sociali della città. Una filosofia non nuova, ricavata da anni di concertazione, di politiche di sostegno all'impresa e di totale subordinazione della forza lavoro agli obiettivi di rendita e profitto. Una filosofia rafforzata e veicolata da quanto introdotto con il "Patto Sociale" firmato a livello nazionale nel dicembre scorso. Per sconfiggere questa filosofia ed i rischi di una pericolosa deriva sindacale oggi insiti negli orientamenti presenti in Cisl ed Uil sui temi della flessibilità e della deregolamentazione contrattuale, non è sufficiente attestarsi su un posizione di semplice contrarietà allo sviluppo dei patti territoriali, in primo luogo al Patto per il Lavoro firmato a Milano. Per sconfiggere questa linea liberista occorre costruire una azione rivendicativa forte, dal livello nazionale fino al livello locale per mettere sotto controllo e ridurre lo sviluppo delle flessibilità e delle precarietà. A livello regionale Lombardo occorre costruire un forte movimento contro lo sviluppo dei patti territoriali, unificando i bisogni non risolti dal punto di vista delle azioni di sostegno alloccupazione e del salario sociale, di sviluppo delle tutele. Ciò può essere fatto solo unificando attorno a questo obiettivo tutti quei soggetti salario, nei luoghi di lavoro e nel territorio, che sono oggi invece attaccati e dispersi dalla deregolamentazione in atto. La Sinistra sindacale deve essere protagonista principale di questa riunificazione di merito e di iniziativa. Siamo quindi impegnati a lottare dentro tutte le strutture territoriali della Cgil, perché la Cgil passi da una semplice posizione di contrarietà ai patti territoriali alla proposizione di una propria azione rivendicativa, sia a Milano che nelle altre provincie, sui temi della difesa del salario sociale, del sostegno alloccupazione e dello sviluppo delle tutele. Per questi motivi proponiamo che lassemblea delle delegate e dei delegati della sinistra sindacale Cgil della Lombardia decida di convocare entro il prossimo febbraio una assemblea regionale dei delegati e delle delegate, aperta a tutti i soggetti presenti sul territorio ed ai lavoratori precari e flessibili, per costruire un piano di azione comune, una indicazione vertenziale che colleghi i temi della lotta contrattuale di secondo livello, agli obiettivi di una vertenza territoriale contro i patti territoriali, per loccupazione, il salario sociale, lallargamento dei diritti e delle tutele per il lavoro, contro la flessibilità e la precarietà del lavoro. |