Ordine del giorno contro l'embargo presentato da 22 delegati RSU - (assunto dalla presidenza)

L' intera popolazione della Jugoslavia, già provata da oltre due mesi di bombardamenti, è' oggi sottoposta ad un'inaccettabile embargo sulla ricostruzione.

Dopo il blocco dei prodotti petroliferi, dei voli, e degli investimenti, il Consiglio della Comunità Europea sta discutendo un regolamento esplicitamente rivolto ad impedire la ricostruzione delle infrastrutture civili, come ponti e strade, impianti idrici, di riscaldamento e energetici.

Si tratta di una misura che sancirebbe anche giuridicamente uno stato di fatto che già vede la popolazione jugoslava esclusa da ogni forma di aiuto internazionale.

Le conseguenze di queste misure e di queste politiche si tradurranno in breve tempo in un lungo elenco di vittime civili.

Subordinare, come hanno più volte dichiarato esponenti dei Governi e della Comunità Europea, la ricostruzione della Jugoslavia al quadro politico interno, è moralmente inaccettabile e contrario ad ogni norma del diritto internazionale. Infatti:

  • Il diritto alla vita, al cibo, alle cure mediche, alla difesa contro il freddo, ed anche allo sviluppo economico e ad un ambiente salubre, sono diritti sanciti da convenzioni internazionali validi per tutti gli esseri umani e che non possono essere subordinati a considerazioni politiche.
  • La Carta delle nazioni Unite riserva l'applicazione di sanzioni economiche al Consiglio di Sicurezza e solo in dipendenza di situazioni di pericolo per la sicurezza internazionale. La stessa assemblea generale della Nazioni Unite ha più volte condannato l'applicazione di sanzioni economiche unilaterali da parte di Stati o gruppi di Stati con finalità politiche.

Per questi motivi e per evitare che il nostro paese, divenga complice di un nuovo possibile genocidio chiediamo al Governo

  • che siano immediatamente riattivati i progetti di cooperazione e di assistenza ai profughi già in essere prima della guerra
  • che, a fianco degli interventi a favore della popolazione del Kossovo, si attivino subito interventi di emergenza in particolare volti a assistere i profughi serbi e rom dal Kossovo, a proteggere le popolazioni dall'inverno e a sostenere la bonifica dei terreni inquinati dai bombardamenti.
  • che l'Italia dichiari la propria indisponibilità a violare le convenzioni sui diritti umani e quindi ad applicare le sanzioni economiche contro la Jugoslavia già in vigore e si opponga, come già impegnato anche dal Senato, alla adozione di un ulteriore embargo sulla ricostruzione.

 

Come lavoratori e delegati sindacali della Cgil, nel quadro di un forte impegno contro la guerra e le sue conseguenze e le gravi responsabilità del nostro Governo che ha aderito ad una azione di guerra violando la stessa norma Costituzionale, siamo oggi particolarmente sensibili a sviluppare da subito ogni forma di solidarietà verso i lavoratori della Jugoslavia e le loro famiglie che di questa guerra, come altri, sono stati vittime incolpevoli.

Come lavoratori e delegati della Cgil siamo quindi impegnati a sostenere il "progetto Zastava" avviato dalla CGIL Regionale Lombardia e sollecitiamo tutte le strutture della CGIL, a partire dalla CGIL Nazionale, a far propria la nostra posizione contro l'embargo ed a promuovere ovunque urgenti e concrete iniziative di solidarietà verso i lavoratori della Yugoslavia.

 

Milano 2 dicembre 1999