Ordine del giorno contro l'embargo presentato da 22 delegati RSU - (assunto dalla presidenza) L' intera popolazione della Jugoslavia, già provata da oltre due mesi di bombardamenti, è' oggi sottoposta ad un'inaccettabile embargo sulla ricostruzione. Dopo il blocco dei prodotti petroliferi, dei voli, e degli investimenti, il Consiglio della Comunità Europea sta discutendo un regolamento esplicitamente rivolto ad impedire la ricostruzione delle infrastrutture civili, come ponti e strade, impianti idrici, di riscaldamento e energetici. Si tratta di una misura che sancirebbe anche giuridicamente uno stato di fatto che già vede la popolazione jugoslava esclusa da ogni forma di aiuto internazionale. Le conseguenze di queste misure e di queste politiche si tradurranno in breve tempo in un lungo elenco di vittime civili. Subordinare, come hanno più volte dichiarato esponenti dei Governi e della Comunità Europea, la ricostruzione della Jugoslavia al quadro politico interno, è moralmente inaccettabile e contrario ad ogni norma del diritto internazionale. Infatti:
Per questi motivi e per evitare che il nostro paese, divenga complice di un nuovo possibile genocidio chiediamo al Governo
Come lavoratori e delegati sindacali della Cgil, nel quadro di un forte impegno contro la guerra e le sue conseguenze e le gravi responsabilità del nostro Governo che ha aderito ad una azione di guerra violando la stessa norma Costituzionale, siamo oggi particolarmente sensibili a sviluppare da subito ogni forma di solidarietà verso i lavoratori della Jugoslavia e le loro famiglie che di questa guerra, come altri, sono stati vittime incolpevoli. Come lavoratori e delegati della Cgil siamo quindi impegnati a sostenere il "progetto Zastava" avviato dalla CGIL Regionale Lombardia e sollecitiamo tutte le strutture della CGIL, a partire dalla CGIL Nazionale, a far propria la nostra posizione contro l'embargo ed a promuovere ovunque urgenti e concrete iniziative di solidarietà verso i lavoratori della Yugoslavia.
Milano 2 dicembre 1999
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