Chimici: si apre la trattativa per il 2° biennio ma nessuno si preoccupa di sentire i lavoratori.

Il 31 dicembre 1999 scade il rinnovo per il secondo biennio salariale del Contratto dei lavoratori chimici.

La Fulc ha già annunciato che le trattative inizieranno il prossimo primo dicembre ma non ha annunciato alcun confronto con i lavoratori per verificare il contenuto della rivendicazione e per ottenere il mandato ad avviare le trattative.

L'unico barlume di regole e di democrazia sindacale consiste nella convocazione il 30 novembre (solo il giorno prima dell'inizio della trattativa) di una riunione degli esecutivi unitari Filcea-Flerica-Uilcid.

Non si sa molto della piattaforma invisibile salvo che la Fulc dichiara con orgoglio la sua coerenza alla filosofia del 23 luglio e della concertazione.

Ma la Fulc ostenta anche un esuberante ottimismo dichiarando che "Per i 260 mila lavoratori interessati non si prevedono lunghe attese e la busta-paga di gennaio potrebbe gia’ registrare gli aumenti: La trattativa si potrebbe chiudere entro la scadenza naturale del 31 dicembre tenuto conto della ‘cauta disponibilita’ espressa dalla controparte".

C'è da sperare (visti i tempi e le esperienze come quelle dei metalmeccanici) che tanto ottimismo sia ben riposto altrimenti sarebbe interessante vedere sulla base di quale consenso la Fulc potrà sperare di convincere i lavoratori ad una eventuale mobilitazione.

"L’apertura del negoziato sara’ anche l’occasione – fa sapere ancora la Fulc - per un confronto su altri capitoli non secondari quali i fondi pensione, ed i fondi integrativi sanitari" senza per altro specificare su quali basi e su quali proposte dovrebbe tenersi il confronto su questi argomenti.

L'assenza di un coinvolgimento dei lavoratori nella definizione di una piattaforma per il secondo biennio apre non pochi problemi di democrazia sindacale all'interno della categoria. Democrazia già abbondantemente compromessa in occasione dell'ultimo rinnovo contrattuale dove si è andati alla definizione dell'intesa finale senza un preciso mandato dalle assemblee di fabbrica.

L'assenza di una discussione ampia e preventiva in tutta la categoria (e non solo tra gli apparati) priva la stessa categoria dell'occasione di utilizzare il secondo biennio come tavolo per cercare di correggere almeno le storture introdotte dall'ultimo CCNL in materie di orario di lavoro e di funzionare così da utile supporto per la contrattazione aziendale che proprio sulla questione degli orari rischia di vedere il terreno di scontro principale.

Il Coordinamento Nazionale RSU