Bologna, 12 Febbraio 1999

Documento conclusivo dell’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati del Coordinamento RSU







Il "patto sociale" neocorporativo ed il contesto

L'Assemblea nazionale dei delegati esprime un giudizio negativo sul merito del "patto sociale" neocorporativo, firmato il 2 Febbraio 99. E' un accordo che trasferisce grandi risorse all’impresa e non è certamente equo per i lavoratori, consolida un processo di centralizzazione delle decisioni e di istituzionalizzazione del sindacato.

Siamo in presenza di logiche e azioni corporative tendenti a rendere il lavoro e i lavoratori vincolati alle culture, ai bisogni dell’impresa e del mercato. Una politica sindacale che ha prodotto profondi guasti e mette ai margini il ruolo e la funzione delle RSU, rendendo "superflui" il peso e l'importanza della partecipazione dei lavoratori alla vita sindacale, tant’è che i lavoratori non sono stati sostanzialmente coinvolti né per la definizione della linea vertenziale né al momento della conclusione.

Nel settore dei trasporti il giudizio negativo è rafforzato dal fatto che l’intesa sottoscritta il 23.1298 (Patto sulle politiche di concertazione e sulle nuove regole delle relazioni sindacali per la trasformazione e l’integrazione europea del sistema dei trasporti) contiene un ulteriore arretramento sulle regole per l’esercizio del diritto di sciopero.

Più in generale si assiste ad una iniziativa, su diversi fronti, contro il mondo del lavoro da parte di Confindustria che rappresenta un padronato che pensa di affrontare il "mercato globale" con una visione provinciale e restrittiva, che attacca i diritti costituzionali, il CCNL, lo Statuto dei Lavoratori, facendo un uso politico del mercato del lavoro per ottenere ancora più flessibilità e libertà di licenziare, che rimette in discussione le pensioni di anzianità cercando di confondere l'attivo del fondo dei lavoratori dipendenti con il deficit delle casse dei commercianti e degli autonomi.

Sul piano politico il Governo di centrosinistra, accumula ritardi sullo sviluppo, sulla politica industriale e sull’approvazione di leggi come quella sulle 35 ore, sulla rappresentanza e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sbagliate e da respingere sono le dichiarazione del Presidente del Consiglio in materia di CCNL e mercato del lavoro.

Il sindacato deve mantenere la massima autonomia e agire avendo come riferimento il merito delle questioni. Questo vogliono e pretendono i lavoratori, i delegati e le delegate, dell'impiego privato e pubblico, che possono avere un ruolo di autonomia e di rilancio delle iniziative, un ruolo fondamentale perché sono l’espressione dei bisogni dei lavoratori e di un agire costruito nei luoghi di lavoro e con i lavoratori.
 
 

Un bilancio della nostra iniziativa

Dopo le mobilitazioni contro il taglio delle pensioni, abbiamo continuato a sviluppare iniziative, confronti, raccolta di firme e fornito preziose documentazioni e strumenti di lavoro a migliaia di delegati. Forti del ruolo di movimento che sviluppa iniziativa a partire dalle contraddizioni aperte, e di delegati che si organizzano e agiscono con maggior autonomia, ma non in estraneità o prevenuta contrapposizione con le sigle sindacali, siamo riusciti a catalizzare attorno alle nostre iniziative un consenso che andava ben oltre alle nostra reale rappresentanza. Siamo stati partecipi, o direttamente promotori, a tutte le iniziative di movimento. Abbiamo partecipato alle manifestazioni europee, promosso assemblee, presidi, marce per le 35 ore come quella di Lodi, manifestazioni di piazza, da Bologna, a Firenze sino a Treviso. Siamo stati promotori di piattaforme, di appelli e petizioni, abbiamo realizzato un questionario - inchiesta che ha coinvolto oltre 1700 lavoratori di oltre 40 luoghi di lavoro. Abbiamo realizzato un sito Internet che è ormai un utile e frequentato strumento di informazione e documentazione, con quasi 1000 collegamenti mensili ed in crescita costante e un bollettino "la cassetta degli attrezzi". Il Coordinamento è un patrimonio di esperienza, di strumentazione e di relazioni che nessuno può ragionevolmente chiederci di considerare superato.

Nell'approvare la relazione di Giacinto Botti e in continuità con l'assemblea nazionale tenutasi a Milano il 18 Aprile 1997 dobbiamo puntare anche a superare i nostri limiti, perché potremo avere un importante ruolo e una significativa funzione anche in futuro se riusciremo ad essere lo strumento riconosciuto da un numero sempre più grande di delegati e di delegate, se riusciremo a rafforzare l’organizzazione a rete del Coordinamento, mantenendo un'autonomia del fare e del pensare costruita sulla partecipazione e nel dibattito democratico. Se continueremo ad essere luogo di ricerca, di confronto e di sintesi. Se rafforzeremo un gruppo dirigente costituito dai delegati rappresentativi e dirigenti nei luoghi di lavoro, con la partecipazione ed il sostegno dei dirigenti sindacali disponibili.
 
 

Le tematiche su cui sviluppare la nostra iniziativa sono:
 
 

L'Europa

L’integrazione Europea ormai irreversibile pone l’esigenza di un indirizzo politico che almeno limiti il potere delle multinazionali (anche con iniziative di promozione di clausole sociali - marchi etici), definendo politiche industriali, evitando privatizzazioni che depauperano il nostro patrimonio tecnologico e produttivo

E' necessaria una politica sindacale europea ed il Forum "Europa sociale" è uno strumento utile per caratterizzare a sinistra l'iniziativa sindacale e per recuperarne i limiti ed i ritardi. Con questa impostazione abbiamo partecipato alla manifestazione di Amsterdam e dobbiamo partecipare a quella di Colonia prevista per Giugno. Ma non possiamo limitarci a partecipare a qualche manifestazione. Per fine giugno ogni Paese europeo deve definire un piano per l'occupazione: è questa una occasione per sviluppare una elaborazione ed una mobilitazione che condizioni i governi più o meno socialdemocratici europei col nostro ambizioso progetto di un nuovo sistema economico e sociale alternativo al liberismo dominante, recuperando il meglio della tradizione della sinistra sull'intervento programmatorio dello Stato, sulle politiche sociali, industriali, ecc. Inoltre dobbiamo costruire una nostra iniziativa di coordinamento dei delegati a livello europeo a partire dai nostri delegati presenti nei Comitati aziendali europei. Le nostre proposte di politica sindacale sugli assetti contrattuali, sulla difesa dei diritti, sullo sviluppo dei consumi, sul rilancio e riqualificazione delle strutture pubbliche di formazione e ricerca (scuola, università, ricerca), non hanno un significato meramente sindacale, ma anche il senso di una proposta politica generale.
 
 

La democrazia nei luoghi di lavoro e nella società

Coerentemente al nostro impegno per l’ottenimento di una legge sulla democrazia e per l’elezione delle RSU attraverso un voto libero e a sistema proporzionale, dovremo impegnarci anche nel confronto politico e nel voto referendario, portando il dibattito nei luoghi di lavoro e aderendo alle varie iniziative e ai comitati per il NO di ogni città.

Positiva è stata la legge sulla rappresentanza nel pubblico impiego che ha consentito l'emergere di una nuova leva di delegati e delegate. La legge sulla rappresentanza per i privati è ad un pericoloso bivio. Subordinare le RSU alle decisioni assunte nel Patto significa svuotare il loro ruolo e la loro funzione che sarebbero, come vorrebbero i padroni e anche settori sindacali, semplici terminali controllati. Il Governo non deve rendersi responsabile di manomissione del testo uscito dalla commissione lavoro su richiesta della Confindustria.

Il Coordinamento si era impegnato al sostegno dei Comitati per la legge e nella raccolta di firme sull’appello ai Presidenti di Camera e Senato. Nostro obiettivo è riprendere l’iniziativa, a partire dal presidio presso il Parlamento il giorno 19 Febbraio, giorno in cui si inizia il dibattito.
 
 

Occupazione, mercato del lavoro e condizioni di lavoro

Ribadiamo che non c’è nesso tra crescita economica e flessibilità, tra la riduzione del costo del lavoro e l’occupazione, tra la "spalmatura" o la riduzione dei diritti e la capacità di competere delle imprese italiane nel mercato internazionale e la competizione globale. Il vero nesso che esiste tra la flessibilità e la precarietà sono le morti sul lavoro e lo sfruttamento dei lavoratori, che finiscono persino di sparire come persone e cittadini di questo civile e moderno Paese. Questo è un paese dove il lavoro è già destrutturato, la mobilità, la precarietà e la flessibilità sono già ampiamente presenti nei luoghi di lavoro e colpiscono in modo particolare le lavoratrici (lavoro notturno, ecc.). L’estensione dei contratti d’area al sud non è altro che la sperimentazione di un "modello" da estendere poi in tutto il territorio nazionale. Un paese che si avvia verso una società che si sviluppa con il regime dei mercati e del pensiero liberista, con le sue idee di darwinismo sociale che generano razzismo e xenofobia. Anche per questo partecipiamo alla manifestazione nazionale indetta da Cgil-Cisl-Uil il giorno 13 febbraio a Milano.

Dobbiamo, insieme alle esperienze realizzate a livello locale e nazionale da alcune associazioni e movimenti, individuare un luogo e una data per realizzare, prima della sessione di primavera del Patto sociale, " una assemblea - convegno, con una o più iniziative di cui la prima da svolgere in Campania, per riproporre al dibattito sindacale e politico le nostre richieste per uscire dall’illegalità e la contrarietà alla precarizzazione dei rapporti di lavoro e alla distruzione dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. Ma con una nostra idea di legalità, che sia rispettosa dei diritti e degli interessi dei lavoratori, altrimenti (soprattutto ma non solo al sud) la parola d'ordine di uscire dall'illegalità rischia di tradursi in una semplice legalizzazione di ciò che oggi è illegale (evasione contrattuale, delle norme sulla sicurezza, ecc.). In particolare dobbiamo sostenere la reintegrazione in Fincantieri dell’operaio Basile, licenziato proprio per esssersi opposto alla mafia.

La necessità di una riqualificazione del mercato del lavoro richiede un rilancio della scuola pubblica. Siamo quindi contrari al finanziamento pubblico della scuola privata che contrasti i principi costituzionali e quindi aderiamo e partecipiamo alla manifestazione di Bologna del 27 Febbraio.

Riguardo alla sicurezza, il Governo deve recuperare i ritardi accumulati e procedere all’approvazione del testo unico presentato da Smuraglia, e il sindacato porsi l’obiettivo di ritornare ad una nuova rigidità a sostegno di un semplice principio: la salute non è una merce in vendita.
 
 

La previdenza

La campagna stampa contro il sistema previdenziale pubblico, contro le pensioni di anzianità è in corso!

Non ci tranquillizzano il Presidente INPS ed i vari ministri che dichiarano la tenuta economica e la spesa sotto controllo per la non attuazione di interventi previsti, come la reale divisione tra assistenza e previdenza, l'inadeguato recupero di risorse per la politica di decontribuzione all’impresa, la diminuzione dell’occupazione stabile ed, in particolare, la presenza dell'evasione conseguente dalla diffusione del lavoro "atipico", nero e sommerso. Ricordiamo inoltre che ancora oggi nessuno ha definito chi sono i lavoratori che facendo lavori usuranti dovrebbero andare in pensione prima degli altri. Non ci convince il richiamo di Ciampi a "un controllo assiduo alla spesa". L’inevitabile crescita della spesa nei prossimi anni, se non sarà compensata adeguatamente con interventi mirati, diverrà la forza di chi, da sempre, vuole distruggere il sistema previdenziale pubblico. I conti, ma soprattutto le manovre politiche in atto devono essere affrontati prima di esserne travolti. Riprenderemo a fare controinformazione ed a costruire iniziative per non subire un nuovo taglio del sistema previdenziale pubblico.

Inoltre l’intera questione di una nuova revisione dello stato sociale dovrebbe essere esaminata dal Governo, dai sindacati e dal padronato a partire dalla trattativa sulla riforma degli ammortizzatori sociali.

C’è chi pensa di poter eliminare o ridurre la CIGS, la mobilità, i prepensionamenti, l’indennità di disoccupazione senza prospettare altri strumenti collettivi solidali con cui affrontare le crisi e le continue ristrutturazioni delle imprese. I padroni perseguiranno i loro obiettivi anche in questa occasione. Noi riteniamo che il sindacato debba smetterla di presentarsi senza idee e mandato dei lavoratori.
 
 

La riduzione d'orario

Dal Governo ci aspettiamo un atto politicamente forte come l’approvazione della legge sulle 35 ore.

Malgrado le difficoltà e la sfiducia che abbiamo rilevato, dobbiamo riprendere l’iniziativa affinché sia approvata la legge: una buona legge, strumento efficace e non solo simbolico.

Rimarchiamo che di fronte all’aumento degli orari di fatto, oltre alla legge , occorre aumentare la capacità di controllo da parte dei lavoratori e delle R.S.U. dell’organizzazione del lavoro e della prestazione lavorativa.

Mentre riconfermiamo quelli che sono gli elementi indispensabili per una buona legge: essere chiara ed esigibile e finalizzata allo sviluppo della contrattazione, prevedere la riduzione dell’orario legale a parità di salario per tutte le realtà, favorire l’abbattimento dello straordinario, definire (come previsto dall’art. 36 dalla Costituzione) l’orario massimo giornaliero e settimanale, mettere a disposizione risorse certe e meccanismi certi di incentivazione e disincentivazione.
 
 

I contratti

I contratti nazionali e aziendali non hanno sinora determinato una controtendenza rispetto alle scelte subalterne realizzate a livello nazionale con l’accordo di luglio 93. La verifica, dell’accordo del 23 Luglio, doveva servire a rimettere al centro del confronto il recupero del potere d’acquisto dei salari, e politiche attive per l’occupazione; elementi necessari per difendere il CCNL e il sistema contrattuale dai rischi del procedere di uno svuotamento che abbiamo registrato, causato dai vincoli e dai limiti imposti dal patto del 23 Luglio 93. Il nuovo Patto segna una pericolosa continuità, con politiche che rendono il lavoro e i lavoratori vincolati alle culture, ai bisogni dell’impresa e del mercato.

Ma non basta affermare che il CCNL deve essere mantenuto. La riduzione del suo peso e del suo valore è già avvenuta grazie alla politica concertativa subordinata alle logiche del mercato e dell’impresa e alla inflazione programmata. Una politica che, oltre a non dare i risultati sperati in materia d’occupazione e salario, ha fortemente ridimensionato il ruolo dei sindacati di categoria.

Nel caso dei metalmeccanici la scelta di votare NO ai contenuti della piattaforma in una consultazione privata di qualsiasi aspetto democratico, ha trovato un ampio consenso di massa. Soprattutto insieme a questi, saremo in prima fila, con volantini ed altro materiale di informazione ed orientamento, nell’organizzare le iniziative di lotta, per sconfiggere il disegno del padronato senza abbandonare la critica nei confronti della politica subalterna e poco coraggiosa del sindacato confederale, che condiziona e subordina le richieste contrattuali riducendo il consenso dei lavoratori.
 
 

E' attorno a questi obiettivi, praticabili, realizzabili e comprensibili, nella loro importanza e valenza politica e sindacale, che si devono verificare le coerenze, ricercare e sperimentare sintesi e alleanze, e soprattutto costruire, a partire dai luoghi di lavoro, iniziative per allargare il consenso e le lotte per spostare i rapporti di forza oggi sfavorevoli. Il nostro impegno avrà questo indirizzo, affinché gli obiettivi definiti non restino solo una indicazione di un ennesimo convegno ma si realizzino. Sugli obiettivi particolari e generali si deve rilanciare l’indispensabile sindacato confederale, con forte autonomia progettuale di massa e democratico, che torni ad essere delle lavoratrici e dei lavoratori.

Noi ci sentiamo parte integrante, seppure critica, di questo movimento sindacale.

E' questo il nostro compito a partire dalla prossima riunione del Coordinamento nazionale che si terrà lunedì 1° marzo alle 9,30 presso la Camera del Lavoro di Bologna.