Il 10 dicembre il Governo ha annunciato che presenterà
la sua proposta per il nuovo "patto sociale" con l'obiettivo
di accellerare i tempi e concludere così il confronto sulla
verifica del 23 luglio entro il prossimo 25 dicembre.
Un confronto importante per le implicazioni e le ricadute su tutto il mondo del lavoro.
La Confindustria è impegnata nel tentativo di scaricare
nel nuovo "patto sociale" la soluzione di gran parte
delle sue pretese, soprattutto in materia di struttura contrattuale
e ulteriore contenimento della dinamica salariale per i prossimi
anni, subordinando ancor di più l'erogazione salariale
agli obiettivi di redditività, produttività di impresa
e di flessibilità della prestazione. Obiettivi perseguiti
anche con il pesante attacco al ruolo del Parlamento quando questo
deve dare soluzione di legge agli impegni assunti in materia di
riduzione dell'orario di lavoro, ed agli esiti referendari sulla
democrazia nei luoghi di lavoro e sulla rappresentanza sindacale.
Di fronte a questo scenario osserviamo con preoccupazione che le organizzazioni sindacali si dispongono al confronto-trattativa senza una posizione unitaria, senza obiettivi conosciuti e condivisi, e perciò senza alcun mandato da parte dei lavoratori.
E' paradossale ed inaccettabile che, mentre il confronto tra le parti sociali prosegue, i lavoratori, i delegati RSU, le stesse strutture periferiche del sindacato, non siano chiamati alla discussione ed al confronto, alla costruzione di quel mandato che un sindacato democratico dovrebbe avere prima di iniziare qualsiasi trattativa.
Questo apre inoltre una pericolosa contraddizione rispetto al
progetto di legge sulla democrazia sindacale e sulla rappresentanza
nei luoghi di lavoro attualmente in discussione in Parlamento
e rispetto alle attese che si sono giustamente determinate in
occasione dell'elezione delle Rsu nel pubblico impiego che proprio
in questi giorni hanno coinvolto milioni di lavoratori.
Dai delegati e dalle delegate RSU è partita una iniziativa nei confronti delle organizzazioni sindacali per chiedere la sospensione del confronto e l'avvio immediato di una vera consultazione nei luoghi di lavoro. Una consultazione per definire gli obiettivi e le proposte da portare al tavolo del confronto con il Governo e la Confindustria.
Dopo le iniziative regionali realizzate in questi ultimi giorni
i delegati e le delegate del coordinamento nazionale Rsu sono
impegnati a preparare una iniziativa di mobilitazione nazionale,
per la democrazia sindacale, per la difesa dei due livelli di
contrattazione e per una linea contrattuale che, superando i vincoli
dell'accordo del 23 luglio, ridia forza agli obiettivi della difesa
dell'occupazione e del salario.
Milano 02 Dicembre 1998
Il Coordinamento nazionale delle RSU