Oggi, giovedì 26 novembre, riprende su convocazione del
Ministero del Lavoro il confronto tra le parti sociali. Un confronto
da tutti definito " per il nuovo patto sociale" che
dovrebbe modificare quanto precedentemente stabilito con l'accordo
sulla politica dei redditi del 23 luglio 1993.
Un confronto importante per le implicazioni e le ricadute su tutto il mondo del lavoro.
La Confindustria è impegnata nel tentativo di scaricare
nel nuovo "patto sociale" la soluzione di gran parte
delle sue pretese, soprattutto in materia di struttura contrattuale
e ulteriore contenimento della dinamica salariale per i prossimi
anni, subordinando ancor di più l'erogazione salariale
agli obiettivi di redditività, produttività di impresa
e di flessibilità della prestazione.
Obiettivi perseguiti
anche con il pesante attacco al ruolo del Parlamento quando questo
deve dare soluzione di legge agli impegni assunti in materia di
riduzione dell'orario di lavoro, ed agli esiti referendari sulla
democrazia nei luoghi di lavoro e sulla rappresentanza sindacale.
Di fronte a questo scenario osserviamo con preoccupazione che le organizzazioni sindacali si dispongono al confronto-trattativa senza una posizione unitaria, senza obiettivi conosciuti e condivisi, e perciò senza alcun mandato da parte dei lavoratori.
E' paradossale ed inaccettabile che, mentre il confronto tra le parti sociali prosegue, i lavoratori, i delegati RSU, le stesse strutture periferiche del sindacato, non siano chiamati alla discussione ed al confronto, alla costruzione di quel mandato che un sindacato democratico dovrebbe avere prima di iniziare qualsiasi trattativa.
Questo apre inoltre una pericolosa contraddizione rispetto al
progetto di legge sulla democrazia sindacale e sulla rappresentanza
nei luoghi di lavoro attualmente in discussione in Parlamento
e rispetto alle attese che si sono giustamente determinate in
occasione dell'elezione delle Rsu nel pubblico impiego che proprio
in questi giorni hanno coinvolto milioni di lavoratori.
Dai delegati e dalle delegate RSU è partita una iniziativa nei confronti delle organizzazioni sindacali per chiedere la sospensione del confronto e l'avvio immediato di una vera consultazione nei luoghi di lavoro. Una consultazione per definire gli obiettivi e le proposte da portare al tavolo del confronto con il Governo e la Confindustria.
Da alcuni giorni è stata lanciata una petizione nazionale a Cgil-Cisl-Uil sulla quale si stanno già raccogliendo le firme dei delegati e dei lavoratori.
Una petizione sostenuta anche da numerose iniziative che si stanno realizzando in tutta Italia. In particolare segnaliamo:
Altre iniziative sono in programmazione in Liguria, Veneto e altri
territori del paese.
I delegati e le delegate del coordinamento nazionale Rsu sono
inoltre impegnati sin da ora, a preparare una iniziativa di mobilitazione
nazionale, per la democrazia sindacale, per la difesa dei due
livelli di contrattazione e per una linea contrattuale che, superando
i vincoli dell'accordo del 23 luglio, ridia forza agli obiettivi
della difesa dell'occupazione e del salario.
Milano 26 Novembre 1998