CGIL-CISL-UIL
NON HANNO IL MANDATO
PER IL CONFRONTO SUL 23 LUGLIO
Ripartiamo dai lavoratori e dalle RSU
per una lotta generale in difesa dell'occupazione e del salario

Confindustria, Sindacati e Governo, dopo aver rilanciato la strategia neocorporativa con il sostegno alla legge finanziaria, puntano ora al cosidetto patto sociale avviando il mega-tavolo concertativo per la verifica dell'accordo del luglio 1993.
L'obiettivo di Confindustria è chiaro:
  1. con l'attacco all'ipotesi di una legge per la riduzione dell'orario di lavoro, Confindustria vuole affermare il regime della massima flessibilità e precarizzazione dell'occupazione e della prestazione, contrapponendo alla riduzione della giornata lavorativa il suo progetto di flessibilizzazione dell'orario su base annuale.
  2. con l'attacco all'impianto contrattuale, Confindustria vuole svuotare se non addirittura eliminare la contrattazione nazionale di categoria, aziendalizzando la contrattazione e lo stesso sindacato.
  3. con l'attacco allo Statuto dei lavoratori, ai valori di democrazia sociale presenti nella nostra Costituzione Confindustria vuole imporre la sua concezione di civiltà, dove tutto, dalla società alla politica deve essere piegato al punto di vista del mercato e del profitto.
  4. con l'attacco alla legge sulla rappresentanza Confindustria vuole impedire lo sviluppo ed il rafforzamento delle RSU e del loro ruolo vertenziale
Di fronte a questo scenario ed alla portata dello scontro che si sta aprendo, osserviamo con preoccupazione come le organizzazioni sindacali risultino complessivamente incapaci di produrre cultura, progetto sociale, strategia vertenziale in grado di contrastare le rivendicazioni Confindustriali, incapaci di rappresentare una concezione della società e dello sviluppo che sappia riunificare ciò che la crisi ed il padronato hanno diviso. Mentre infatti la Confindustria esprime una propria strategia complessiva, Cgil-Cisl-Uil si presentano a questo mega-tavolo:
  • senza una linea vertenziale generale capace di unificare la lotta per l'occupazione, per il controllo della prestazione lavorativa e per il salario, di respingere un ulteriore scambio tra orario/salario/flessibilità, superando i vincoli ed i limiti dell'accordo concertativo del 23 luglio 93, già a partire dai rinnovi contrattuali aperti.
  • senza una piattaforma costruita e verificata coi lavoratori, quindi senza un movimento in piedi e senza mandato alcuno da parte dei lavoratori, e con aperture e disponibilità preoccupanti sul fronte della struttura contrattuale e salariale, sulla flessibilità delle prestazioni e dell'occupazione, e sull'orario.
Si preannuncia quindi una mega-trattativa che in nome di uno "sviluppo" pensato essenzialmente come sostegno alla redditività di impresa rischia di subordinare ancor di più l'interesse ed i bisogni dei lavoratori ai processi di flessibilizzazione e precarizzazione in atto. Subordinazione che non produrrà solo perdita di ulteriori diritti e tutele ma anche caduta verticale della democrazia e del potere sindacale e contrattuale nei luoghi di lavoro.

Come lavoratori, delegate e delegati RSU non condividiamo quindi né il metodo né il merito con cui Cgil-Cisl-Uil, senza alcun mandato da parte dei lavoratori, stanno procedendo nel confronto con Governo e Confindustria.
Chiediamo per questo che Cgil-Cisl-Uil sospendano il confronto in corso per avviare al più presto una vera consultazione tra tutti i lavoratori, per definire assieme una strategia rivendicativa complessiva su tutti i punti oggi all'ordine del giorno, con obiettivi chiari e verificabili.

E' in gioco non solo la tenuta dei nostri salari e le condizioni di lavoro a cui dovremo sottostare nei prossimi anni. Quello che è in gioco oggi è anche la tenuta e la credibilità di questo sindacato, già, purtroppo, incrinata da anni di concertazione subordinata che hanno portato ad un peggioramento delle nostre condizioni di vita ed a una caduta verticale della democrazia sindacale.


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