Si è tenuta, Sabato
11 luglio 1998, presso la Camera del Lavoro di Bologna la riunione
del Coordinamento Nazionale
delle RSU, alla presenza
di delegazioni delle varie regioni.
L'obiettivo della riunione di coordinamento
era verificare lo stato della nostra iniziativa sul merito della
campagna sul salario e sull'occupazione lanciata dal coordinamento
nazionale RSU con le assemblee e le iniziative regionali tenutesi
il 9 maggio scorso, con il lancio della campagna di raccolta di
firme a sostegno di un appello per la difesa ed il miglioramento
del disegno di legge sulle 35 ore, e con l'iniziativa contro i
contenuti dell'accordo per il rinnovo del CCNL Chimico farmaceutico.
La riunione di coordinamento è servita soprattutto per mettere a punto le prossime iniziative in previsione della probabile accelerazione che si registrerà a settembre sul fronte dello scontro sindacale su salario ed occupazione.
Verifica sul 23 luglio e rinnovi contrattuali
Sono ufficialmente avviati gli incontri per la così detta verifica dell'accordo concertativo del 23 luglio 1993.
Formalmente il sindacato dichiara di essere attestato su posizioni di semplice manutenzione all'accordo. In realtà Cgil-Cisl-Uil non hanno una posizione comune e sono ben presenti posizioni che mettono in discussione l'attuale struttura della contrattazione con disponibilità esplicite alla revisione di queste attraverso il depotenziamento della contrattazione nazionale di categoria, l'ulteriore subordinazione della contrattazione aziendale e l'apertura a deroghe territoriali su salario e occupazione.
E' grave è il fatto che questa verifica si sta realizzando senza alcuna piattaforma di riferimento e senza un diretto coinvolgimento delle RSU e dei lavoratori nella definizione delle strategie e degli obiettivi, e nella conduzione del confronto.
Di contro Confindustria esplicita chiaramente i suoi obiettivi che sono quelli dell'ulteriore riduzione del salario e delle tutele, della totale flessibilizzazione della prestazione e dell'occupazione, imponendo di fatto a salario ed occupazione una totale subordinazione agli obiettivi di redditività e di produttività di impresa.
Lo strumento per ottenere questo è l'attacco al Contratto nazionale di categoria e l'imposizione di deroghe territoriali e settoriali alle stesse normative contrattuali.
Le brutte conclusioni del CCNL Chimico-farmaceutico anticipano chiaramente quello che Confindustria vuole.
Dallo stesso Governo, inoltre, arrivano chiare aperture a sostegno delle posizioni di Confindustria, sia in materia di deregolamentazione e flessibilità contrattuale e legislativa (vedi la non volontà di applicare lo straordinario sopra la 41° ora come previsto dalla legge Treu sulle 40 ore) che di decentramento di parte della contrattazione a livello territoriale (praticamente delle gabbie salariali, per di più e per assurdo senza la rigidità e certezza delle stesse) che di aperture in materia di licenziamenti (vedi proposta Ichino).
Noi non crediamo alle posizioni di Cgil-Cisl-Uil che parlano della verifica in corso come semplici incontri di ritocco. La realtà è che non esiste ad oggi una strategia sindacale in grado di contrastare lo scontro che, sulla struttura e sulle voci della contrattazione, Confindustria lancerà dal prossimo settembre, ed in grado di condizionare la politica del Governo Prodi verso un indirizzo più "sociale".
Come Coordinamento Nazionale delle RSU intendiamo agire da subito perchè Cgil-Cisl-Uil sospendano ogni incontro con Governo e Confindustria e perché, da settembre, sia avviata una larga consultazione tra le strutture, le RSU ed i lavoratori, per definire dal basso e democraticamente le strategie e gli obiettivi e per definire regole certe di verifica e consultazione sull'andamento della trattativa sul 23 luglio.
Contestualmente siamo perché la stessa democrazia venga realizzata in sede di preparazione delle piattaforme per i rinnovi contrattuali. Ci preoccupa soprattutto quanto sta avvenendo nel Metalmeccanici che già si apprestano al rinnovo con una proposta rivendicativa debole ed inadeguata, non discussa e verificata non solo tra i delegati RSU ed i lavoratori ma neppure nelle strutture della categoria.
Quanto è avvenuto in occasione
del rinnovo del CCNL Chimico non è accettabile, sia nel
metodo (false consultazioni e preoccupante ulteriore degrado della
democrazia sindacale in categoria) che nel merito (praticamente
la piattaforma iniziale è stata abbandonata e si è
finiti per discutere e concludere sulla contropiattaforma di Federchimica
che, ridimensionate le polemiche interne a Confindustria, altro
non è che una forte anticipazione di quanto potrà
avvenire in sede di verifica del 23 luglio).
Dibattito parlamentare sul DDL governativo per le 35 ore
Il Governo Prodi si è impegnato a realizzare la legge sulle 35 ore entro la fine dell'anno. Abbiamo già sottolineato l'importanza che finalmente si cominci a discutere di questa possibilità, ma abbiamo anche già individuato i limiti ed i pericoli che insistono nel merito del disegno di legge presentato se non si saprà condizionarne l'iter in modo da eliminare ogni riferimento alla flessibilità ed alle verifiche subordinate al punto di vista dell'impresa.
Abbiamo già detto che noi siamo per una buona legge che per essere tale deve stabilire la riduzione come certa ed esigibile entro una data precisa, su base settimanale (e non su base annua o plurisettimanale), con forti disincentivi all'utilizzo del lavoro straordinario.
Le posizioni sindacali, la conclusione del CCNL Chimico, le posizioni del Governo (vedi gli ultimi tentennamenti in materia di straordinari) e le pretese di Confindustria non vanno in questo senso.
Senza una forte e precisa posizione sindacale corriamo il rischio che il dibattito sulla legge per le 35 ore produca ulteriori aperture alla flessibilità della prestazione e dell'occupazione, inglobando in sé i contenuti del brutto accordo (chiamato avviso comune) siglato tra Confindustria e sindacati qualche mese fa che di fatto accetta l'idea di subordinare la prestazione e la distribuzione degli orari non già agli obiettivi di tutela e sviluppo dell'occupazione, ma agli obiettivi di redditività e di produttività dell'impresa..
Contro questi rischi di compromissione
abbiamo lanciato da mese di maggio (coerentemente con le nostre
posizioni in materia di orari e di prestazione, sul 23 luglio
e sui rinnovi contrattuali) una campagna nazionale per la raccolta
di firme a sostegno di un'appello per la difesa e per il miglioramento
del DDL sulle 35 ore. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare
questa campagna a settembre per arrivare a raccogliere migliaia
di firme con le quali chiedere e sollecitare Cgil-Cisl-Uil e i
partiti in parlamento a sostenere i necessari emendamenti al DDL
e per realizzare una legge adeguata ed efficace sul piano della
difesa dell'azione contrattuale e dell'occupazione).
Prossima legge finanziaria.
Lo scontro aperto sul salario e sull'occupazione si intreccerà in autunno con il dibattito sulla prossima legge finanziaria e sugli effetti che questa avrà sul nostro salario sociale e previdenziale.
Già si levano i cori che rivendicano ulteriori tagli alla pensione ed alla spesa sociale con l'obiettivo di consolidare il risanamento finanziario in atto (il solito tormentone ....in Europa ci siamo arrivati però ci si deve restare) e di dirottare ulteriori quantità di salario sociale e previdenziale trasformandola in ricchezza disponibile a sostegno dell'impresa e dei profitti.
Anche se il Governo Prodi afferma che nessun taglio sarà realizzato è fuor di dubbio che gli interessi in campo (soprattutto quelli di profitto e di rendita ..... pesanti silenzi e semplici frasi fatte invece da parte sindacale) stanno già agendo per trasformare la prossima finanziaria in un'ulteriore occasione di smantellamento di ciò che ancora rimane del nostro stato sociale.
Noi siamo convinti che il confronto
sulla prossima finanziaria dipenderà molto da come si concluderà
lo scontro di settembre sul salario e sull'occupazione e dal come,
il protagonismo delle RSU e dei lavoratori saprà imporre
a tutto il sindacato l'assunzione di una strategia adeguata capace
di rappresentare efficacemente e coerentemente gli interessi dei
lavoratori e delle loro famiglie..
Le iniziative decise
dal coordinamento nazionale delle RSU
Per sostenere ed organizzare la lotta
di settembre sul salario e sull'occupazione, il coordinamento
nazionale delle RSU, riunitosi a Bologna il giorno 11 luglio 1998
ha deciso di confermare le seguenti iniziative:
Per organizzare concretamente
questi impegni, entro la prima metà di settembre si convocheranno
i coordinamenti regionali delle RSU (le date saranno comunicate
al più presto)
Nel quadro delle iniziative regionali,
particolare importanza assume l'iniziativa già decisa dal
coordinamento dei delegati RSU del veneto che ha indetto una manifestazione
regionale a sostegno degli obiettivi di difesa del salario e dell'occupazione.
A questa iniziativa abbiamo deciso come coordinamento nazionale delle RSU di partecipare con delegazioni dalle varie regioni. Questo perché, pur rimanendo la manifestazione a carattere regionale, questa cade in un momento significativo ed importante, immediatamente a ridosso degli incontri sulla verifica per il 23 luglio ed alla ripresa del dibattito sulle piattaforme per i rinnovi contrattuali.
SUI TEMPI E SULLO SVOLGIMENTO DELLA
MANIFESTAZIONE VERRA' FATTO UN AMPIO LAVORO DI INFORMAZIONE A
PARTIRE DAI PRIMI GIORNI DI SETTEMBRE.
Sempre nell'ambito delle iniziative
del coordinamento nazionale RSU, è stato deciso di convocare
per i primi di settembre (la data definitiva sarà decisa
nei prossimi giorni) una riunione
nazionale dei delegati RSU dei Metalmeccanici
per preparare e discutere le
iniziative da sostenere in previsione del prossimo contratto nazionale
di categoria.