Per una vertenza generale
sul salario e sull’occupazione
La prossima assemblea nazionale dei delegati CGIL non potrà non affrontare le grandi questioni oggi sul tappeto.
- Il potere di acquisto dei salari si è notevolmente ridotto. L’attuale struttura contrattuale, priva di uno strumento come la scala mobile, imbrigliata negli accordi di contenimento delle retribuzioni, vincolata ai tetti dei tassi programmati di inflazione non è in grado di garantire una dinamica salariale soddisfacente ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie.
- Il sostegno ai salari, sotto forma di beni e servizi pubblici erogati dallo stato, si va riducendo sempre di più ad ogni finanziaria con pesanti ripercussioni sulla tenuta salariale e sulle condizioni di vita di ampi strati di popolazione. E la Finanziaria ‘96 del governo Dini non è da meno.
- Con lo smantellamento del sistema previdenziale pubblico, non si sono solo ridotti i rendimenti pensionistici, ma si è compromesso pericolosamente un sistema di garanzie sociali che aveva nella solidarietà tra generazioni, tra lavoratori e pensionati, una forte valenza difensiva ed unitaria.
- La disoccupazione aumenta sempre di più, e avanzano ipotesi di maggiore precarizzazione del lavoro, di perdita di garanzia e sicurezza, di ulteriore asservimento del lavoro alle pretese di flessibilità ed aumento dello sfruttamento.
E tutto questo avviene in una situazione di aumento dei profitti, dove l’utilizzo degli impianti e la produttività continuano a crescere, dove l’evasione fiscale e previdenziale vengono tollerate e condonate.
Le condizioni attuali del salario e dell’occupazione, richiedono alla CGIL il coraggio di una verifica spregiudicata della linea sindacale condotta in questi anni. Richiedono la messa a punto di strategie ed obiettivi adeguati che abbiano al centro la difesa del salario globale, (inteso come difesa delle condizioni generali di vita dei lavoratori e delle loro famiglie) e la difesa dell’occupazione.
La prossima assemblea nazionale della CGIL non può essere solo un’evento propagandistico o celebrativo dell’organizzazione ma deve essere un momento importante di elaborazione, di decisione e di iniziativa.
Come delegati CGIL che partecipano al movimento delle RSU riteniamo non più rinviabile la decisione di definire una vertenza generale sul salario e sull’occupazione da aprire subito con Governo e Padronato.
Sul salario diretto.
E’ necessario garantire l’effettivo recupero tra inflazione programmata e quella reale per il biennio ‘94-’95, e ciò va garantito a tutti, evitando la frantumazione e la divisione tra realtà forti e deboli del movimento, con l’apertura di una vertenza intercategoriale per il recupero di almeno 130.000 lire mensili uguali per tutti.
Per i contratti nazionali in rinnovo e per i bienni in scadenza occorre garantire una adeguata copertura anche per il biennio ‘96-’97 con una richiesta salariale di almeno 260.000 lire mensili.
Bisogna sostenere la contrattazione aziendale come occasione per ripartire le quote di produttività sui salari (rimettendo in discussione le attuali normative che hanno trasformato il salario aziendale in partecipazione agli utili od in incentivo all’aumento dell’intensità di lavoro) e sulla riduzione dell’orario di lavoro.
Ma è anche e sopratutto ineludibile la riproposizione da fine ‘97 di un meccanismo automatico di adeguamento e salvaguardia dei salari se non vogliamo essere sfiancati da una continua ed incerta rincorsa salariale, tanto più che lo stesso governo oggi sostiene ed incoraggia le aziende a non rispettare gli impegni presi, mettendo così una seria ipoteca sulla credibilità degli stessi accordi di luglio.
Sul salario sociale e previdenziale.
E’ necessario aprire una vertenza generale sulla finanziaria ‘96, a partire dalla richiesta di completa copertura alla contrattazione nel pubblico impiego anche per difendere la contrattazione del settore privato.
Ma è anche necessario respingere ogni ulteriore taglio alla quantità e qualità dei beni e servizi erogati. Contro il ridimensionamento del salario sociale, contro ogni ulteriore prelievo dai salari e dalle pensioni nelle forme proposte da Dini, è invece urgente lanciare una grande vertenza sul fisco, per la tassazione dei patrimoni e delle rendite, per combattere l’evasione e l’elusione fiscale, e recuperare così le risorse necessarie a sostenere delle serie ed efficaci politiche sociali e per l’occupazione.
Bisogna riaprire il confronto sulla questione previdenziale, cominciando col chiedere la revoca della “clausola di garanzia” e col difendere le pensioni sociali che verranno attaccate già dall’inizio del prossimo anno.
Sull’occupazione.
La questione della riduzione di orario generalizzata ed a parità di salario deve diventare questione centrale delle strategie sindacali per l’occupazione, a partire dalle aziende oggi interessate dalle ristrutturazioni e dai ridimensionamenti occupazionali.
E’ urgente quindi riunificare la lotta di queste aziende attorno all’obiettivo della riduzione di orario, superando la frantumazione con cui queste vertenze sono oggi condotte.
Milano 12/10/1995
I delegati e le delegate CGIL del Movimento delle RSU