La strana assemblea di "Lavoro e Società"

"E' difficile, oggi, essere Sinistra Sindacale in Cgil " (come è stato detto nella relazione di apertura dell'assemblea) ma bisogna almeno provarci (aggiungiamo noi) altrimenti ........

Abbiamo seguito attentamente il dibattito all'assemblea. Interventi di delegati che portavano le questioni vere dello scontro sindacale, ed interventi di apparato che sublimavano il verso di "parlare a nuora perchè suocera intenda", ... ossia ... fare vedere i muscoli ad Epifani facendo capire che si potrebbe (si vorrebbe) anche non usarli questi muscoli se .....

In effetti quello che è uscito dall'assemblea nazionale di Lavoro e Società è un bel pasticcio, una somma di umori che sembrano non trovare una sintesi se non nel ferreo equilibrio tra le burocrazie che nell'ultimo congresso Cgil si sono ordinate dietro alla sigla di Lavoro e Società quasi esclusivamente per garantirsi (sulla scorta di un vero e proprio patto con la maggioranza) la sopravvivenza.

I realtà l'assemblea ha avuto pochi ma chiari connotati:

La celebrazione di Lavoro e Società come area programmatica, vantando un 20% di consensi che in realtà non sono venuti dagli iscritti ma "pattuiti" con la maggioranza ancor prima che cominciasse il congresso.

La rivendicazione quindi di una specificità interna alla Cgil che in realtà non ha alcuna efficacia reale dal lato del merito, ma che rivendica una sorta di tutela di se stessa con la richiesta di vedersi riconosciuto quel "diritto di proposta" per la copertura di cariche sindacali che è invero previsto statutariamente solo per le aree programmatiche congressuali (ossia quelle aree che hanno misurato ed ottenuto un diritto di rappresentanza sulla base dei consensi ottenuti su una loro proposta programmatica) e non per le cordate costituitesi per atto autoreferenziale.

 

Dal lato del merito l'assemblea è stata necessariamente debole, una somma dei tanti umori presenti che non hanno potuto produrre una sintesi programmatica. E non poteva essere altrimenti visto che la questione aperta era la contraddizione tra il dover comunque dire certe cose ed il non poterle però trasformare in vera battaglia dentro la Cgil per evitare troppe frizioni con quella gestione unitaria della Cgil su cui Lavoro e Società basa la propria sopravvivenza.

Così è che si critica l'avviso comune sui Call center, si aderisce alla manifestazione STOP Precarietà del 4 novembre (scontando comunque una forte divergenza interna a riguardo), si declamano parole d'ordine in difesa delle pensioni e di critica al memorandum già firmato dalla Cgil col Governo, si ripete (anche se con una genericità paurosa) che la contrattazione collettiva va difesa e che non convincono gli accordi contrattuali dell'ultimo periodo .... si dicono tante cose (per non entrare in collisione con gli umori della propria base) , ma poi al direttivo Cgil si vota la fiducia ad Epifani che chiede di poter fare liberamente quelle cose che si è appena terminato di criticare, si sostengono gli accordi firmati dalle categorie (e questo, ovviamente, per non entrare in collisione con una maggioranza da cui si aspetta come atto di riconoscenza quel diritto di proposta che darebbe stabilità alla loro corrente interna alla maggioranza), infine si attacca Cremaschi che avanza le stesse critiche ma chiedendo e proponendo di fare di più per aprire in Cgil una vera lotta per un cambiamento di rotta .

Lo si attacca celebrando l'autonomia di una Cgil (che in realtà sta concedendo a Prodi molte di quelle cose che, anche con la lotta, erano giustamente state negate a Berlusconi), si parla di "luci ed ombre" sulla finanziaria, ci si da appuntamento alla prossima assemblea organizzativa Cgil nel 2007, ma si salta, non dicendo nulla, su ciò che succederà nel mezzo, e cioè la trattativa sulle pensioni, la partita del silenzio assenso sul TFR, il nuovo patto sociale su produttività e contrattazione...... Non sono briciole e su queste cose bisognava dire qualcosa subito e non dopo o se .....

 

Sarà anche difficile (come dicono) essere oggi sinistra sindacale in Cgil, ma di questa sinistra i lavoratori ne hanno un'enorme bisogno perchè molte cose stanno succedendo e succederanno.

Sarà impossibile però essere sinistra sindacale se l'unica cosa che preoccupa veramente questa fetta della burocrazia Cgil è solo l'essere accreditati da una maggioranza da cui si pensa di ottenere qualcosa solo evitando di mettersi di traverso con un dire ed un fare diverso ed alternativo.

 

Onestamente, si sperava molto di più dall'assemblea nazionale di Lavoro e Società, ma a quanto pare tutto è ancora impantanato dentro la palude di quel Patto congressuale che tanto ha contribuito a rovinare il recente congresso Cgil.

Tante belle dichiarazioni ma poi ...... nulla. Finita l'assemblea ora tutto torna ad essere giocato nei corridoi, fino alla prossima assemblea.

 

Ma, come dicevamo, le cose stanno già succedendo e succederanno.

Se si vuole veramente tenere aperto un discorso sulla difesa delle pensioni bisogna in primis chiedere (e coerentemente lottare per ottenerlo) il ritiro della firma già apposta ad un memorandum Governo-Sindacati che di fatto già concede l'allungamento dell'età pensionabile e la riduzione dei rendimenti.

Se si vuole ribadire che il TFR sono soldi dei lavoratori, bisogna quindi ribaltare la logica del silenzio - assenso

Se si vuole combattere la precarietà e conquistare l'abrogazione della legge 30, oltre alla manifestazione del 4 novembre, bisogna chiedere il ritiro della firma dall'avviso comune già firmato e ribaltare le politiche contrattuali.

Se si vuole difendere il salario e la contrattazione, bisogna far scendere in campo una proposta alternativa ad un progetto concertativo che già si piega verso una sua involuzione neocorporativa.

Se si vuole essere sinistra sindacale bisogna mettere in campo una battaglia dentro al sindacato per una vera linea vertenziale a tutela del lavoro sottoponendo a critica quelle linee sindacali oggi mosse essenzialmente dall'obiettivo di concorrere alla sopravvivenza del "Governo amico".

Se si vuole difendere e rilanciare la partecipazione dei lavoratori alle scelte del sindacato bisogna innanzitutto respingere tutte quelle intese che vengono firmate senza aver chiesto ed ottenuto alcun mandato dai lavoratori.

Cose di "sinistra sindacale" insomma.

In fin dei conti è quello che propone Cremaschi, e fa pensare il fatto che proprio queste cose vengano attaccate dalla burocrazia di Lavoro e Società, un po come è successo, con maggiore veemenza, in occasione degli attacchi alla Fiom prima del congresso Cgil.

L'abitudine di attaccare tutti quelli che attaccano Epifani è indicativo su chi l'apparato di Lavoro e Società ha deciso debbano essere i propri interlocutori in Cgil.

 

Dalle delegate e dai delegati eletti nei luoghi di lavoro una proposta di lavoro è stata già avanzata.

Serve una piattaforma alternativa che definisca nero su bianco cosa chiedono i lavoratori su pensioni, Tfr, modello contrattuale, precarietà e serve entro gennaio quando si apriranno i tavoli concertativi che già sono stati decisi e programmati.

Con chi sta lavoro e Società ? .... ci si scuserà l'ignoranza ... ma ancora non lo abbiamo capito.....

 

Quel che si chiedeva Totò (siamo uomini o caporali ?) potrebbe oggi essere riformulato nella domanda (siamo sindacalisti o burocrati ?).

Diamoci una mossa .....

 

15-10-2006

 

Il coordinamento RSU