Dopo la riunione nazionale dei compagni della Fiom che si riconoscono in Lavoro Società - cambiare rotta, tenutasi a Milano lo scorso 5 gennaio 2005

E' ormai evidente che in Lavoro Società  esistono linee e valutazioni diverse su come andare al prossimo congresso Cgil. E' quindi urgente che il Coordinamento nazionale dell'area convochi l'assemblea nazionale dei propri militanti.

Come era prevedibile nel corso dell'incontro tra il Coordinamento nazionale di Lavoro e Società ed i compagni della Fiom che si riconoscono nell'area si è esplicitata con estrema chiarezza l'esistenza di valutazioni diverse su come affrontare il prossimo congresso nazionale della Cigl.

L'incontro, come molti ricordano, è stato organizzato dopo mesi di polemiche sollevate dal Coordinamento nazionale dell'area nei confronti della Fiom. Polemiche in realtà estremamente deboli e contradditorie nei confronti di una esperienza che, senza nasconderne i limiti, ha pur sempre rappresentato negli ultimi anni, unica in Cgil, una vera controtendenza rispetto alla pratica contrattuale concertativa delle altre categorie. Da subito infatti è apparsa strana una polemica, indirizzata verso la Fiom, da compagni dell'area che nelle loro categorie e nei loro territori hanno in realtà fatto ben poco per rappresentare una forza critica verso una pratica concertativa che la Cgil (almeno nei confronti di Confindustria).

Altre e più sostaniali polemiche si sarebbero dovute aprire invece verso quei compagni che nelle loro categorie e nei loro territori   si sono trovati negli ultimi anni, in stretta sinergia con la maggioranza Cgil, a firmare e difendere accordi i cui contenuti sono in palese contraddizione con il nostro documento congressuale e col mandato che questi hanno ricevuto.

Ma tantè che la riunione del 5 gennaio scorso ha per lo meno reso finalmente evidente quale sia la vera posta in gioco.

Di fronte alla relazione di Giorgio Cremaschi (segreteria Fiom) che motivava le ragioni per cui oggi sia difficile pensare all'esistenza di condizioni di merito e di opportunità per un documento unitario al prossimo congresso Cgil, la risposta di Patta (a nome del coordinamento nazionale dell'area) è stata che invece ciò è inevitabile e giusto.

E fin qui tutto normale. Sappiamo già che, senza alcun mandato il Coordinamento Nazionale dell'area ha aperto una sua trattativa con la maggioranza della Cgil per preparare il terreno ad un congresso unitario, così come sappiamo già che questa posizione non è condivisa da molti altri compagni dell'area.

Giiustamente quindi Cremaschi e gli altri compagni della Fiom hanno invitato il Coordinamento nazionale dell'area a convocare entro marzo una assemblea nazionale dei propri mlitanti poichè, essendo presenti due distinte valutazioni su come procedere era assolutamente necessario, oltre che democratico, coinvolgere l'insieme dell'area al fine di procedere ad una larga discussione ed a verificare la possibilità di una sintesi.

La paradossale risposta di Patta a questa richiesta è stata che "non ci possono essere due linee dentro all'area" e che quindi è contrario alla convocazione di una assemblea nazionale dei quadri e dei militanti dell'area. In perfetto stile stalinista il compagno Patta liquida ogni contraddizione (ne nega l'esistenza) ed inpone la sua verità come unica, vera ed indiscutibile.

Rimandiamo alla lettura di altri documenti presenti sulla pagina del sito del Coordinamento Rsu le ragioni per cui condividiamo la posizione di Cremaschi e dei compagni della Fiom in merito alla necessità di mantenere aperta una battagia, anche congressuale, per una vera svolta, per una vera emancipazione deIla Cgil dalle logiche concertative, ma oltre a ciò vorremmo dire che Patta, ed i compagni del coordinamento nazionale dell'area dovrebbero almeno accettare l'idea che la loro strategia (che per ora, in democrazia, è solo una opzione tra le tante) pone non poche perplessità e dubbi sulla sua stessa razionalità.

La linea sostenuta è infatti quella di procedere verso un documento congressuale unitario (che quindi scioglie di fatto l'area programmatica collegata ad un documento congressuale) ma di contrattare con la maggioranza della Cgil il riconoscimento, di fatto, di una sua corrente o componente (in proposito vedere il numero di dicembre della "Rivista di critica sindacale").

Tutto ciò pone ora con ancora più urgenza la necessità di una assemblea nazionale dell'area. C'è una evidente necessità di discussione e di momenti di partecipazione e decisione collettiva che il Coordinamento dell'area non può rifiutare. E' una questione di rispetto nei confronti dei tanti militanti che hanno costruito l'area programmatica e di quelle norme e pratiche di democrazia su cui l'area è stata pensata e costruita.

Serve inoltre una assemblea nazionale anche perchè è ormai stata avviata da Cgil Cisl e Uil la comissione di lavoro unitaria per definire la posizione sindacale da portare al confronto con Confindustria in ateria di nuovo modello contrattuale e regole. Come lavoro Società - cambiare rotta siamo oggettivamente in ritardo nel mettere in campo la nostra posizione ed è urgente quindi una importante iniziativa che chiarisca con quali proposte  l'area programmatica sosterrà il confronto in Cgil e su quali obiettivi intendiamo proporre ai lavoratori una mobilitazione che impedisca qualsiasi riedizione o peggioramento del modello concertativo.

Se il Coordinamento nazionale persiste nella decisione di non convocare una assemblea dell'area, vuol dire che è venuto il momento che l'area convochi se stessa.

9 gennaio 2005

 

Delegate e delegati di Lavoro e Società - cambiare rotta, che si riconoscono nel movimento "per un coordinamento nazionale delle Rsu"