Il segretario
generale della Cisl (Pezzotta) ha spedito una lettera ai suoi omologhi in Cgil e Uil
proponendo un vertice nel quale affrontare diversi temi; pensioni, welfare, rappresentanza
e contrattazione. In questo senso va anche una sua dichiarazione pubblica secondo il quale
nell'incontro bisognera' ''affrontare complessivamente tutti i problemi sul tappeto in
modo chiaro, senza infingimenti. ...... e' necessario porre fine a posizioni, modi di
fare, comportamenti che lasciano sempre un alone di incertezza. Per questo l'incontro
serve a ricercare convergenze in una posizione di estrema chiarezza''.
Angeletti (Uil) accetta la proposta di un vertice e sottolinea come sia necessario ''un
confronto vero e approfondito, perche' molte sono ancora le questioni tra noi aperte''.
Angeletti ha inoltre spiegato che '' .. un confronto di ordinaria amministrazione,
sarebbe inutile. Quello che serve e' una discussione seria, approfondita, che consenta di
trovare soluzioni comuni ai molti problemi che tra noi restano ancora aperti e senza una
risposta condivisa''.
Pezzotta concede una sua apertura assicurando che sulle Pensioni ''non si arriverà a
una intesa separata (anche se precisa che cio' non significa ''inibire di dire
alla nostra organizzazione come la pensa''), per poi affermare in modo abbastanza
perentorio che occorre arrivare presto ad un chiarimento su ''modi e forma delle
presenze ai tavoli di confronto con le nostre controparti" sollecitando inoltre
che siano affrontati e risolti i temi del ''rinnovo dell'accordo
interconfederale nell'artigianato, quello della politica dei redditi e dell'apertura del
relativo confronto con il governo, con l'obiettivo di produrre una politica antinflattiva
attraverso un governo dei prezzi, delle tariffe e della tutela del potere d'acquisto dei
salari, degli stipendi, delle pensioni e dei redditi familiari, anche attraverso coerenti
politiche fiscali''. Si propone in pratica un confronto sulla riforma del sistema
contrattuale in direzione del potenziamento della contrattazione decentrata e di
modelli partecipativi''. Dulcis in fundum Pezzotta ritiene che, ''all'interno
delle riforme del modello contrattuale si puo' anche affrontare la questione della
rappresentanza e della rappresentativita'''.
Tradotto in altre parole la Cisl propone un vertice
per:
Isolare definitivamente la Fiom che col suo
comportamento tiene aperte contraddizioni che per la Cisl sono assurde ed insostenibili in
un sindacato moderno (sic!). Posizioni che assolitamente non vano inoltre generalizzate
nelle politiche contrattuali e nei comportameti delle altre categorie Cgil. La Cisl vuole
un patto d'acciaio tra le burocrazie su una base di merito comune e condivisa, nella quale
risulti evidente, appunto, l'isolamento (e quindi la sconfitta) della Fiom anche in Cgil.
Cioè ... è il sindacalismo rivendicativo e conflittuale che va definitivamente
liquidato.
Accellerare il confronto col Governo sul modello
contrattuale. Un modello che nelle sue intenzioni deve basarsi su un maggiore peso della
contrattaziione decentrata (aziendale e territoriale) a scapito di quella nazionale, che
deve tutelare i salari essenzialmente sulla base d una contrattazione interconfederale
sulle politiche di prezzo, rafforzando le politiche partecipative (leggi .. tavoli
bilaterali e premi legati agli obiettivi di produttività e redditività di impresa).
Praticamente lo smantellamento del carattere generale e solidaristico del CCNL. Operazione
questa già abbondantemente avviata nella recente tornata contrattuale (a parte la
contraddizione aperta dalla Fiom) anche con la firma delle categorie Cgil, che può meglio
sostanziarsi con la firma del contratto interconfederale per l'artigianato che la Cisl
preme per concludere.
Mettere una definitiva pietra tombale sulle
rappresentanze di base dei lavoratori inglobandole in un quadro di vincoli (regolamenti
elettorali e di funzionamento) che le renda definitivamente subordinate e dipendenti alle
organizzazioni sindacali nazionali, liquidando così i piccoli e residuali spazi di
autonomia contrattuale e di iniziativa che tutt'ora rimangono.
Praticamente la Cisl prepara un incontro di vertice
per provarci a rendere concreta, stabile e funzionale una mediazione tra un modello
sindacale neocorporativo (Cisl e Uil) e il modello sindacale tutt'ora aancorato alle
residue illusioni concertative (Cgil). Cosa questa che si gioca infatti sopratutto sul
tipo di modello contrattuale da assumere come riferimento e sulle regole della
rappresentanza.
La Uil si è dimostrata immediatamente disponibile
a tentare di sancire unitariamente questa svolta. La Cgil per ora tace nel suo
contradditorio agire fatto di parole d'ordine anche condivisibili e di una pratica invece
quasi tutta ormai orientata a rendere possibile un nuovo Patto unitario basato sulla
mediazione che ora la Cisl propone esplicitamente a livello generale e non solo nelle
singole categorie dove ciò si è già concretizzato.
Cosa farà concretamente la Cgil lo vedremo già
nei prossimi giorni, ma sappiamo che non sarà facile per la Cgil accettare di scendere
sul piano del confronto proposto dalla Cisl.
Intanto c'è la decisione della Fiom Cgil che con
il suo congresso anticipato mette proprio le mani sulla sostanza della questione
dichiarando ormai superata l'esperienza concertativa e mettendo all'ordine del giorno
della propria discussione (ma anche di tutta la Cgil) proprio la questione di un modello
negoziale fortemente ancorato a difesa del contratto nazionale e finalmente liberato dai
vinvoli e dalle subordinazione prodotte dalla concertazione.
Inoltre, speriamo, la sinistra sindacale in Cgil,
coerentemente con i contenuti del suo documento congressuale non potrà non opporsi ad una
disponibilità Cgil a cercare una nuova mediazione sindacale sulla base dei punti proposti
dalla Cisl.
E c'è poi un vasto movimento di delegate e
delegati Rsu, pronto a scendere in campo per dire che Cgil Cisl e Uil non hanno alcun
mandato a trattare su nulla senza un mandato esplicito da parte dei lavoratori e che
quello di cui i lavoratori hanno oggi bisogno è una vera svolta nell'iniziativa sindacale
e non un ennesimo pasticcio come o peggio di quello che già si è dimostrato l'accordo
del 23 luglio.
Per questo sosteniamo la decisione della Fiom di
aprire anticipatamente il suo congresso, e per questo sosteniamo l'urgenza di una forte
ripresa dell'iniziativa sui temi della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di
lavoro.
E lo strumento per fare tutto ciò è una
piattaforma generale sul salario, contro il dilagare della precarietà lavorativa e della
flessibilità della prestazione, per un modello contrattuale liberato dai vincoli della
concertazione, per il diritto dei lavoratori ad eleggere liberamente tutti i loro
rappresentanti nei luoghi di lavoro, di votare e decidere sulle piattafiorme e sugli
accordi.
Dobbiamo contrapporre la necessità di un rilancio
del sindacalismo partecipativo, rivendicativo e conflittuale, alle derive del sindacalismo
neocorporativo e concertativo.
La prossima convocazione di una assemblea nazionale
delle delegate e dei delegati Rsu, così come è stata decisa dai delegati riunitisi a
Milano il 30 gennaio scorso, ben si inserisce nel percorso e nelle necessità di
iniziativa che prima delineavamo.
Milano 1 febbraio 2003
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