Il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega di "riforma" del mercato del lavoro. 143 i voti a favore, 2 no e 3 astenuti. La legge è stata approvata dopo 16 mesi dalla presentazione del Libro bianco sul lavoro. E' un provvedimento destinato a modificare profondamente il settore, dal collocamento alla formazione, passando per le esternalizzazioni e la flessibilizzazione dei rapporti di lavoro. Il governo punta a rendere operativa la legge prima dell'estate. "Sui decreti attuativi - ha spiegato il sottosegretario al Welfare Sacconi  - saremo veloci. L'iter prevede il confronto con le parti sociali e, per alcune parti del provvedimento, il confronto con regioni e province". L'auspicio del governo e' che il decreto diventi operativo entro due mesi e mezzo, tre mesi, comunque prima di giugno, quando scattera' il semestre italiano di presidenza dell'Ue.

A questa legge il governo intende ora aggiungere il ddl 848 bis, che contiene le modifiche all'art.18, la riforma degli ammortizzatori sociali, l'allungamento temporale dell'indennita' di disoccupazione e la proroga della mobilita' lunga. L'iter di questa seconda tranche in tema di lavoro comincera' la prossima settimana con l'avvio della discussione alla commissione Lavoro del Senato. Il governo intende approvare entro luglio questo secondo provvedimento.

Con l'approvazione della delega sul mercato del lavoro il governo Berlusconi sferra un duro colpo alle garanzie dei lavoratori. La precarizzazione del rapporto di lavoro diventa la regola; si pongono le premesse per smantellare la contrattazione collettiva.

Sempre piu' chiara diventa quindi l'importanza del referendum della prossima primavera sull'art. 18, il vero strumento che i  lavoratori hanno in mano per fermare la deriva contro il mondo del lavoro voluta da Berlusconi e Maroni".

Ma è anche necessario ed urgente reagire con una mobilitazione di massa delle forze sindacali e sociali, dei movimenti e di tutte le opposizioni, per quella piattaforma generale sul lavoro che da mesi chiediamo al sindacato ed alla Cgil.

4 febbraio 2003 - Il Coordinamento RSU