TRACCIA PER UN ORDINE DEL GIORNO, SUL REFERENDUM PER L'ESTENSIONE DELL'ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, DA PRESENTARE NEI LUOGHI DI LAVORO E NELLE SEDI DELLA DISCUSSIONE SINDACALE per permettere la massima informazione sull'andamento dell'iniziativa, vi preghiamo di informarci all'indirizzo alma@pmp.it su quanto viene discusso e votato nei luoghi di lavoro La Corte Costituzionale ha dichiarato
ammissibile il referendum per l'estensione dell'art. 18 nelle imprese con meno di 15
dipendenti . In una data compresa tra il 15 aprile e
il 15 giugno si voterà per estendere a tutti i lavoratori il diritto a non essere
licenziati ingiustamente, senza giusta causa e per discriminazione, sindacale, politica e
di ogni altra natura. E' un diritto fondamentale, che si oppone all'arbitrio padronale,
dal quale dipende la dignità della persona sul lavoro . E' un diritto universale e come
tale deve valere per tutti e per tutte. Da questo dipende il concreto esercizio di tutti
gli altri diritti e tutele previsti dallo statuto dei lavoratori, e chi si impegna e
organizza sindacalmente per affermare il loro rispetto non può essere licenziato. Oggi la maggioranza dei lavoratori e
lavoratrici nelle piccole imprese è esclusa da questo diritto e per difenderlo anche
nelle medie e grandi è necessario estenderlo,
costruendo una unità dei lavoratori contro la posizione di Governo e Confindustria che ne
propongono la progressiva eliminazione, aggredendo tutte le conquiste del diritto del
lavoro, del controllo del mercato del lavoro e la stessa contrattazione collettiva. Sono
questi gli obiettivi del Libro bianco di Maroni e delle leggi delega. L'alternativa e'
netta e chiara : da un lato la mobilitazione per nuove conquiste, inclusi i diritti di
quanti non ne hanno, i lavoratori e lavoratrici precari e atipici, dall'altro un mondo del
lavoro senza diritti per nessuno. Senza democrazia e partecipazione nei luoghi lavoro non
c'è democrazia nella società, per questo il referendum riguarda tutti i cittadini, i
giovani che lavoreranno i pensionati. In difesa dei diritti e dell'art. 18 si
sono svolte lo scorso anno grandi manifestazioni e scioperi generali . Sul terreno
legislativo il referendum è oggi il solo e più effficace strumento per dare risposta a
quelle aspettative e alla grande domanda di unità del mondo del lavoro. Nulla infatti, se
non l'aggressione ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro, possiamo attenderci da
questa maggioranza di governo. Consideriamo questo non un referendum di una parte o di un
partito, ma di tutti i lavoratori e lavoratrici che su un contenuto - la dignità e libertà sui luoghi di lavoro - si
rivolgono a tutto il paese. Valutiamo che un referendum dai
contenuti sociali debba innanzitutto vedere il protagonismo dei lavoratori e dei loro
sindacati. Con la nostra attiva partecipazione alla campagna referendaria esprimiamo il
nostro giudizio positivo e l'invito a votare SI per estendere i diritti dell'art.18 anche
nelle piccole imprese. Per queste ragioni auspichiamo la convergenza su questi obiettivi
di tutte le forze disponibili, sopratutto dei sindacati dei lavoratori che a questo
impegno non debbono venire meno. E' questa la condizione per vincere, per fermare i
devastanti progetti di Governo e Confindustria ed aprire una possibile nuova stagione di
conquiste .
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