VOGLIAMO DECIDERE!
I termini dellaccordo
per la copertura contrattuale di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego non ci
convincono. Si parla di incrementi retributivi medi complessivi, di comparto, ma la
parte che sarà destinata allincremento dei minimi tabellari è al di sotto del
recupero dellinflazione reale e una parte della copertura contrattuale è destinata
alla contrattazione decentrata per finanziare meccanismi selettivi legati alla
produttività ed al recupero di efficienza, aumenti che quindi per una gran parte non
andranno a tutti i lavoratori. 1. Campo dapplicazione: il protocollo dintesa definisce la cornice finanziaria dei futuri contratti del settore pubblico (stagione negoziale 2002-2005 che riguarda oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici), prendendo come riferimento laccordo del 23 luglio 1993.2. Salario:
per ogni comparto contrattuale è previsto un incremento del 5.56% LORDO, MEDIO,
COMPLESSIVO, a regime (scaglionato su due anni). Ma questi soldi, non andranno a tutti,
perché verranno prevalentemente destinati alla incentivazione della produttività
dei dipendenti. Per cui non è garantito neppure il recupero dellinflazione
programmata (già decurtata dal fatto di aver chiesto il 6% e aver ottenuto il 5.56%). 3. Esternalizzazioni e privatizzazioni: il protocollo affida a due tavoli di concertazione la ricaduta della nuova ondata di dismissioni dei servizi pubblici (decisa nella legge finanziaria 2002 ed accettata con questo protocollo da CGIL-CISL-UIL), il secondo dei quali riguarda le ricadute organizzative ed occupazioni sul personale ed i provvedimenti di attuazione aventi riflessi sullorganizzazione delle strutture delle amministrazioni e degli interessati ai processi di riordino, fusione o soppressione, ovvero: arriveranno gli esuberi e la messa in mobilità anche per i lavoratori pubblici. 4. Scuola:
viene accettata la riforma Moratti (distruzione della scuola pubblica) contro cui sta
lottando nel paese un ampio movimento. A lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego va data la possibilità di conoscere e discutere i contenuti reali dellintesa, ma soprattutto è necessario sottoporre questo accordo ad un giudizio dei lavoratori con un referendum vincolante! Non è accettabile larroganza delle organizzazioni sindacali che pretendono di decidere a prescindere dal nostro giudizio!
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