FERMARE IL CRIMINALE SHARON


Nei territori palestinesi si sta consumando la tragedia di una moltitudine    aggredita e umiliata, impossibilitata a vivere. L'esercito israeliano comandato   dal criminale di guerra, Ariel Sharon (gia' inquisito per le stragi di Chabra e   Chatila), porta avanti con il metodo del genocidio e la deportazione il suo   antico sogno: estinguere i nativi   palestinesi, derubarli dei loro territori e dichiarare la sovranità totale della    "Grande Israele".
L'ultima soluzione del Consiglio di Sicurezza ONU è a tutt'oggi inapplicata dalla preoccupazione di non entrare in aperta contrapposizione con la politica Israeliana. E' forte la preoccupazione che si lascerà che la strage dei palestinesi si compia, guardandosi bene dall'intervenire con truppe d'interposizione come   richiesto dal presidente Arafat.
Ancora una volta dovrà essere la società civile (ed il mondo del lavoro in prima fila) ad opporsi con parole chiare e   fatti concreti. 

In questo siampo vicini a quei pacifisti che, in queste ore si sono recati a far da scudi umani ai profughi nei campi e al presidente Arafat a Ramallah, a Gerusalemme per manifestare con i pacifisti israeliani sotto le brutali cariche della polizia.

Ma non basta. Stiamo assistendo ad una gravissima violazione di tutte le convenzioni internazionali da   parte del governo israeliano; l'unica possibilità per garantire il rispetto dei  diritti umani della popolazione palestinese è che il governo italiano ed i governi europei inviino il prima possibile delegazioni di parlamentari e deputati per permettere di proteggere i civili dal fuoco e dalle armi di questa guerra.
Occorre costruire in tempi brevi una vasta mobilitazione di massa che informi    correttamente di ciò che sta avvenendo nei Territori in ogni piazza, con le   testimonianze che da là ci pervengono e con i filmati che si riusciranno a recuperare.

Occorre chiedre a tutte le forze politiche, sopratutto a quelle del centro sinistra di far sentire la loro voce con iniziative forti e decise per sostenere l'urgente necessità di inviare osservatori e forze di interposizione internazionali in Palestina, per fermare l'agressione e per far rispettare le deliberazioni dell'ONU.

Occorre che il mondo del lavoro faccia sentire la popria voce, con prese di posizione delle RSU e con una forte iniziativa di tutto il sindacato Italiano.

PER LA PACE IN MEDIORIENTE IN SOLIDARIETA' CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE IN MISSIONE DI PACE PER CHIEDERE CON FORZA UN INTERVENTO DELL'UNIONE EUROPEA E DEI PARLAMENTI Pace subito
La comunità internazionale e l'Unione Europea fermi il massacro in Palestina

1 aprile 2002

il coordinamento nazionale rsu