Costruiamo i comitati per
il SI al Referendum
Per lestensione dei
diritti
Per una vera piattaforma
del mondo del lavoro
Liniziativa
referendaria per lestensione della giusta causa in caso di licenziamento a tutte le
tipologie di lavoro ed a tutte le dimensioni aziendali rappresenta oggi lo strumento più
efficace, in mano ai lavoratori, per contrastare loffensiva padronale e Governativa
sui diritti. E
uno strumento efficace perché pone la questione dellestensione dei diritti come
linea e piattaforma sindacale e sociale in alternativa alla piattaforma
dei Padroni, su cui è possibile collegare oltre al mondo del lavoro tutto il più vasto
movimento che da Genova a Firenze è oggi mobilitato per contrastare una linea liberista
che punta a smantellare ogni diritto, ogni tutela, per affermare la subordinazione della
società agli obiettivi del mercato. Il mondo
del lavoro è elemento centrale di questa battaglia che si può vincere sostenendo il
SI al referendum e collegando alla campagna referendaria una vera vertenza
generale, dando così uno sbocco strategico alle grandi mobilitazioni di questi mesi. Si tratta
cioè di riprendere i contenuti e le proposte dellassemblea nazionale delle delegate
e dei delegati Rsu tenutasi a Milano lo scorso gennaio, e più in particolare: 1. Contratti: Lobiettivo
rimane la difesa dei livelli contrattuali e uno sbocco efficace alla deriva concertativa
rilanciando con forza la questione salariale e la riduzione della flessibilità estendendo
questa battaglia a tutte le categorie. 2. Mercato del lavoro: Le nuove
norme oggi in discussione in Parlamento, frutto del patto per lItalia
firmato da Cisl e Uil, vanno respinte con la lotta su una piattaforma nazionale
confederale, per la tutela del lavoro e della prestazione, per contrastare il ricorso al
lavoro precario. 3. Democrazia sindacale: Va ripresa la battaglia per una
legge sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale, strumento oggi indispensabile per
contrastare la deriva neo-corporativa del sindacato. Si tratta
quindi di saldare la battaglia referendaria ad una stagione vertenziale capace di
unificare i lavoratori a tempo determinato con i lavoratori soggetti alle varie tipologie
di lavoro precario, per lestensione dei diritti e per la conquista di maggiori
tutele contrattuali e normative per tutti. Non
condividiamo perciò la posizione di chi, anche la Cgil, sostiene la possibilità di
superare il referendum sullart.18 con proposte di legge che si limitano a ridurre il
limite dei 15 dipendenti. Ciò non risolve il diritto ad eguali tutele e diritti per tutti
i lavoratori, lascerebbe fuori ancora una volta da queste tutele i lavoratori precari e
romperebbe lunità strategica tra la battaglia referendaria e una piattaforma
generale per modificare le norme contrattuali e legislative che oggi rendono possibile un
massiccio ricorso al lavoro precario ed alla flessibilità della prestazione lavorativa. Per questo chiediamo alla Cgil di abbandonare la sua attuale
posizione (contraria al referendum) e di aderire alla campagna referendaria per
lestensione dei diritti. E
necessario costituire da subito in tutti i territori e nei luoghi di lavoro dei comitati
per il SI al referendum a partire dalle delegate e dai delegati di luogo di
lavoro, e dai lavoratori precari. Dalle
delegate e dai delegati Rsu può e deve partire una forte spinta a che tutto il sindacato
che non ha condiviso il Patto per litalia (a partire dalle sinistre sindacali
ovunque collocate) sappia collegare la battaglia referendaria ad una nuova e necessaria
iniziativa sindacale che liquidi ogni illusione concertativa e che sia capace di
rappresentare il quadro dei bisogni che il mondo del lavoro esprime. Un tema,
quello della capacità di rappresentare i bisogni, che è oggi posto con forza non solo
dal mondo del lavoro ma anche da parte del movimento più generale che da Porto Allegre,
passando per Genova, fino a Firenze ha fortemente collegato la questione dei diritti alla
lotta per la pace e contro la guerra. Come
delegate e delegati Rsu siamo consapevoli che la nostra battaglia per i diritti si
incrocerà necessariamente con la battaglia contro la guerra. Una battaglia, anche questa,
che va condotta senza se e senza ma, e che deve superare ogni timidezza ed indecisione. Di fronte alla Guerra e di fronte al rischio di una
partecipazione Italiana anche indiretta al conflitto, il mondo del lavoro non può
sopportare divisioni incomprensibili. Per questo, in caso di guerra la risposta deve
essere limmediata convocazione di uno sciopero generale nazionale unitario di
tutte le sigle sindacali. Già la
costruzione unitaria dei comitati per il Si, a partire dalle delegate e dai delegati Rsu a
qualsiasi sindacato siano iscritti propone questo percorso unitario. Una unità sui
contenuti delle battaglie generali per i diritti, per il lavoro, contro la guerra che già
nei luoghi di lavoro è praticata dai lavoratori e dalle loro rappresentanze di base. Per questo
attiveremo nelle prossime settimane riunioni in tutti i territori, per costituire ovunque
i comitati per il SI e per definire scadenze e programmi di lavoro a sostegno
alla campagna referendaria e per una vertenza generale, sui contratti, sul mercato del
lavoro, sulla democrazia sindacale che colleghi questa campagna alle importanti scadenze
di lotta dei prossimi mesi, e contro la guerra. ________________________________________________________________________ Le delegate ed i delegati che si
riconoscono nel movimento per un Coordinamento Nazionale
delle Rsu Info: alma@pmp.it - sito: http://www.ecn.org/coord.rsu/ |