La bomba al viminale non fermerą la lotta dei lavoratori.

Occorre che sia alta, oggi, la vigilanza democratica, da parte di tutto il mondo del lavoro.

Cresce una voglia di controllo e di normalizzazione che ci deve preoccupare anche perchč coincide con una fase di importante ripresa delle lotte.

Dopo Genova, dopo le perquisizioni delle forze dell’ordine nelle “sedi di Indymedia” in diverse cittą, adesso l’ordigno fatto esplodere al Viminale.

Come gią avvenuto in passato in situazioni analoghe si ripresenta una strategia della tensione per incutere paura in un momento di forte mobilitazione sociale.

Siamo perchč i responsabili della bomba al Viminale vengano ricercati e perseguiti, ma non possiamo non guardare con sconcerto che, senza indizzi e prova alcuna, ancora una volta si imputano responsabilitą verso quelle forze di sinistra (politiche e sindacali) che proprio in questi giorni stanno rilanciando l'iniziativa sociale.

Che le indagini siano indagini vere, a partire dalla soluzione del perchč un'attentato sia stato possibile con estrema facilitą proprio in una delle aree pił "tutelate" e sotto controllo della cittą di Roma da parte delle forze dell'ordine.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro la risposta immediata e necessaria č quella di intensificare la mobilitazione sociale per affossare il libro bianco di Maroni e la legge razzista di Bossi e Fini. Per difendere la democrazia e con essa il diritto a lottare per la difesa dei nostri diritti.

Milano 27 febbraio 2002

Il Coordinamento Rsu