Relazione introduttiva - Assemblea Rsu 11 Gennaio 2002 Abbiamo promosso questo incontro nazionale delle delegate e dei delegati RSU perché siamo profondamente insoddisfatti di come si sta svolgendo il confronto con il Governo. Sentiamo sulla nostra pelle la gravità delloffensiva avviata dal Governo e dalla Confindustria nei confronti dei diritti sociali e democratici, del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori. Unoffensiva pericolosa perché punta a ridurre quantitativamente i nostri diritti, il nostro salario, le nostre condizioni generali di vita e di lavoro. Ma non solo. Cè la volontà e la determinazione di scavare un fossato tra le generazioni, tra lavoratori "garantiti" e precari, tra lavoratori residenti e migranti. In sintesi: si mette allordine del giorno lobiettivo della completa subordinazione del lavoro agli interessi delle imprese ed alle logiche del mercato. Come dimostra ciò che ad esempio sta avvenendo nella scuola e nella sanità Non ci troviamo quindi di fronte ad uno scontro solo di natura sindacale. La posta in gioco è la costituzione di un blocco sociale - un processo che non è e non sarà senza contraddizioni - che combini interessi politici ed economici connotati da un intreccio di spinte autoritarie e provvedimenti populisti sui luoghi di lavoro e nella società. A questo scenario corrisponde, purtroppo, una preoccupante, debole ed insufficiente risposta sindacale. Una debolezza che misuriamo sia nella estenuante disarticolazione delle iniziative, che nella frammentazione e nella parzialità dei contenuti che fino ad oggi Cgil Cisl e Uil hanno sostenuto. Consideriamo inaccettabile questo modo di procedere perché disarma e nasconde il carattere generale e complessivo dello scontro in atto. Uno scontro di valori, di prospettive che investe direttamente la nostra collocazione sociale di lavoratori e lavoratrici. Sembra non esserci la coscienza, nonostante la recente rottura su fisco e pensioni, della organicità del carattere delloffensiva padronale. Lazione dei vertici sindacali sembra più preoccupata della difesa della concertazione e condizionata dalla necessità di salvaguardare lunità tra le diverse organizzazioni confederali. Certamente consideriamo un bene da ricercare quello dellunità tra le organizzazioni, ma questo non può e non deve condizionare la chiarezza e lefficacia degli obiettivi e delle mobilitazioni. Cè quindi il bisogno una maggiore incisività nellazione sindacale. Per renderci conto di questa necessità basta osservare i limiti della conduzione della attuale stagione contrattuale. Alloffensiva dei padroni e governo contro il contratto nazionale, per la sua destrutturazione, corrisponde infatti una risposta sindacale disarticolata e contraddittoria
Parlare della battaglia in difesa del contratto nazionale rende evidente come una risposta ancorata alle logiche concertative stia producendo come unico risultato un indebolimento della tenuta sui luoghi di lavoro. Noi invece crediamo e non smetteremo di ribadire che la difesa del contratto nazionale passa ormai necessariamente per il superamento dei vincoli e delle subordinazioni a cui il salario, le condizioni di lavoro, gli stessi diritti, sono sottoposti a causa agli accordi del 23 luglio. Riteniamo non più rinviabile oggi una vertenza generale per la conquista di un meccanismo che renda esigibile un adeguamento periodico ed automatico dei salari e delle pensioni allinflazione reale. Una lotta che non si può condurre categoria per categoria. Ma questo richiede un profondo mutamento della strategia sindacale. Contratti, deleghe su fisco, lavoro, pensioni, attacco allarticolo 18, attacco allistruzione ed alla sanità pubblica, perdita dei diritti per i lavoratori immigrati, sono gli elementi di una offensiva che è condotta dai padroni su un piano generale a cui non si può rispondere solo con un atteggiamento emendativo delle posizioni di Cgil Cisl Uil o riducendo liniziativa al solo articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Oppure sulle pensioni, dove lunica vera preoccupazione sembra ridursi alla destinazione del nostro TFR ed allo sviluppo dei fondi integrativi. Non è sufficiente che si denunci come la decontribuzione sui nuovi assunti rappresenti un pericoloso attacco alla previdenza pubblica. Se si vuole salvare la pensione pubblica è oggi necessario rimettere mano alla "controriforma Dini" del 95 Sul Fisco ci troviamo di fronte ad una vera e propria di rapina. Una redistribuzione del reddito a favore dei redditi più alti. Unoperazione che, sulla falsariga delle precedenti proposte del Ministro Visco, riduce ed accorpa le aliquote penalizzando i redditi più bassi. Una operazione chiaramente anticostituzionale, che distrugge lidea di unimposta progressiva dei redditi. Così, i redditi più bassi si troveranno a pagare di più in termini di Irpef, e contemporaneamente saranno quelli che maggiormente subiranno gli effetti della privatizzazione della sanità, dellistruzione, delle prestazioni pubbliche. Esposti inoltre allinevitabile aumento della tassazione regionale, conseguente alle minori entrate fiscali dello stato. Sul lavoro, il libro bianco di Maroni sostiene la totale subordinazione del lavoro allinteresse di impresa
La breccia aperta dai precedenti governi di centro sinistra, viene qui allargata fino alla totale liberalizzazione e subordinazione del lavoro di fronte alle esigenze del capitale. Nel precedente incontro che come delegate e delegati RSU abbiamo tenuto a Bologna lo scorso 1 dicembre abbiamo cercato di precisare, in una traccia di "piattaforma generale" come a nostro parere andrebbero oggi rappresentati quei bisogni che il mondo del lavoro esprime. Come:
Quando diciamo che serve una piattaforma dei lavoratori intendiamo anche che nessun sindacato ha oggi il mandato a trattare sui temi come il lavoro, la previdenza, lo stato sociale senza lassenso delle assemblee dei lavoratori, senza aver costruito insomma a partire dai luoghi di lavoro gli obiettivi di una piattaforma condivisa e verificabile . Diciamo anche che cè la necessità di maggiore democrazia e partecipazione, di una legge democratica sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro. Occorre dare tutto il potere ai lavoratori per eleggere i loro rappresentanti eliminando, laddove sussiste, quel 33% di diritto di rappresentanza alle organizzazioni sindacali maggioritarie che godono così di una assurda rendita di posizione. Abbiamo bisogno come lavoratori e lavoratrici, come delegate e delegati di contare di più. Lincontro nazionale di oggi a Milano è una tappa importante per definire i contenuti della nostra piattaforma ed indicare percorsi concreti di lotta e di iniziativa per sostenerla, per affermarne la validità. Ciò non di meno siamo impegnati a portare in tutte le iniziative proclamate la nostra richiesta di sciopero generale come avvio di una mobilitazione e di una vertenza a sostegno di una piattaforma generale i cui obiettivi superino tutti i limiti della linea concertativa che abbiamo fin qui criticato. In particolare proponiamo che il 15 febbraio, giorno in cui è convocato lo sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego, diventi una giornata di lotta e di mobilitazione generale di tutto il mondo del lavoro, delle Rsu di tutti i settori pubblici e privati, nella quale rendere visibili i contenuti fondamentali della nostra piattaforma, anche con fermate nei luoghi di lavoro. Invitiamo quindi, tutti coloro che condividono la proposta di costruire una linea alternativa a quella della concertazione a darsi appuntamento a Roma il prossimo 15 febbraio per rendere visibile la nostra forte volontà di cambiamento di una prassi sindacale che consideriamo non più sostenibile. Una scadenza che può essere momento dincontro tra lavoratori, precari, soggetti sociali e movimenti che si oppongono alla riduzione dei diritti, al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Una manifestazione che prosegua anche quelle battaglie in difesa della scuola e della sanità pubblica, della democrazia, che un vasto movimento, da Porto Alegre a Genova ha già posto con forza allordine del giorno. Ma proponiamo anche di dare continuità alla nostra iniziativa. Con questo incontro nazionale delle delegate e dei delegati RSU lanciamo quindi la proposta di una prossima iniziativa nazionale a metà Marzo in coincidenza con lo scadere delle deleghe che il Governo ha chiesto in materia di pensioni, mercato del lavoro e fisco. Una manifestazione nazionale quindi, contro il Governo e la sua politica autoritaria e liberista, con al centro la difesa dei diritti del mondo del lavoro, per il ritiro dei provvedimenti in materia di lavoro, fisco e previdenza che sarà terreno di incontro tra tutti i soggetti che si battono contro questa globalizzazione liberista. Cè però anche lesigenza di una continuità organizzativa. Noi crediamo che la lotta alla concertazione, contro i pericoli di deriva neocorporativa passi anche e soprattutto attraverso un maggiore ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici, dei delegati e delle delegate. Questo per noi, tra le altre cose, vuol dire:
Per questo dobbiamo darci un modo di operare che non sia episodico, che sappia andare avanti anche dopo questo incontro nazionale. Proponiamo quindi di dare più forza ad un Coordinamento nazionale delle delegate e dei delegati RSU. Un Coordinamento aperto a tutte le RSU nelle loro diverse sensibilità ed articolazioni sindacali e di categoria, per garantire la circolazione delle informazioni, dei contributi e la promozione delle iniziative. Un Coordinamento che si riconvochi successivamente a questo incontro per preparare la visibilità delle nostre proposte alla manifestazione del 15 febbraio e per organizzare la prossima iniziativa nazionale che abbiamo proposto a Marzo. Molti di noi sono attivi nel movimento, molti di noi erano a Genova. Occorre che lo spirito di quella mobilitazione irrompa con forza anche dentro gli ambiti sindacali per aprire una nuova stagione di lotta sui luoghi di lavoro.
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