grave
la decisione di Cgil Cisl Uil di revocare lo sciopero generale Revocando lo sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego, Cgil Cisl Uil hanno sferrato un grave colpo all'iniziativa di risposta alloffensiva di Governo e Confindustria, contro il salario ed il lavoro, per il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, per la riduzione delle tutele e dei diritti. Una decisione non giustificata neppure da una valutazione dei contenuti dell'intesa col Governo sul pubblico impiego. L'appuntamento del 15 febbraio, anche se inserito in una risposta sindacale frantumata in una defaticante ed inconcludente articolazione delle iniziative di lotta (che non ha permesso laffermarsi di una risposta generale del mondo del lavoro con una vera e propria piattaforma generale da contrapporre alla linea del Governo e dei padroni) si era andata caricando (sopratutto in Cgil) di un valore generale di "aspettativa" e "costruzione" di uno sciopero generale contro il Governo e per il ritiro delle deleghe. A questo quadro si era fatto riferimento in occasione dell'assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Rsu tenutasi alla camera del Lavoro di Milano lo scorso 11 gennaio che nell'ordine del giorno conclusivo aveva indicato la giornata del 15 febbraio 2002 giornata di lotta generale per una piattaforma del mondo del lavoro e per lo sciopero generale e per sostenere che:
Non è
sufficiente ciò che oggi Cgil Cisl Uil propongono: E invece necessario uno sciopero generale I termini dell'accordo siglato il 4 febbraio 2002 sul pubblico impiego e la decisione di Cgil Cisl Uil di revocare lo sciopero del 15 febbraio indicano il rischio di una disponibilità a cercare soluzioni emendatarie alle proposte del Governo anche sulle deleghe in materia di fisco, lavoro, e diritti, mentre sui contratti (anche con la stretta finale per il rinnovo del CCNL Chimico) si prospetta un definitivo e pericoloso isolamento della risposta che i lavoratori metalmeccanici della FIOM hanno saputo dare a Confindustria e Governo con la decisione di non firmare l'accordo per il biennio, nonostante la disponibilità di Cisl e Uil. Una politica contrattuale che Cgil Cisl Uil continuano a condurre all'interno di un quadro concertativo che tende ad essere sempre più compronmesso producendo soluzioni sempre più arretrate ed incapaci di rappresentare il quadro dei bisogni dei lavoratori ed a contrastare l'offensiva del Governo e della Confindustria. Lassemblea nazionale delle delegate e dei delegati
Rsu che si è tenuta alla Camera del lavoro di Milano lo scorso 11 gennaio, aveva deciso
di indicare per il prossimo 15 febbraio una giornata di lotta generale nazionale dei
lavoratori, delle Rsu di tutti i settori pubblici e privati, in cui rendere visibili i
contenuti fondamentali della nostra piattaforma, anche mediante una generalizzazione degli
scioperi. Come delegate e delegati Rsu che si riconoscono nel movimento Per un Coordinamento nazionale delle Rsu invitiamo tutti coloro che si riconoscono nellobiettivo di sostenere una linea alternativa a quella concertativa, a darsi appuntamento a Roma il prssimo 15 febbraio. Porteremo i nostri contenuti alla manifestazione che già vede la partecipazione degli studenti, delle forze del movimento antiglobalizzazione, del sindacalismo di base per dire ai lavoratori ed alle lavoratrici che è necessaria una piattaforma e che un altro modo di fare sindacato è possibile e necessario e per sostenere la piattaforma che unitariamente abbiamo deciso nell'assemblea nazionale delle Rsu dello scorso 11 gennaio a Milano. Diamo quindi appuntamento alle delegate ed ai delegati Rsu dei settori pubblici e privati a il prossimo 15 febbraio 2002 in P.zza Esedra a Roma, dietro lo striscione del Coordinamento RSU, anche per far capire a Cgil Cisl Uil che "un altro modo di fare sindacato è possibile" e che questo può nascere dai luoghi di lavoro, da un maggiore ruolo delle delegate e dei delegati eletti dai lavoratori.
Il Coordinamento nazionale delle delegate e dei delegati RSU 5 febbraio 2002
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