15 febbraio 2002
a Roma

giornata di lotta  nazionale
con generalizzazione degli scioperi

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All’offensiva di Governo e Confindustria, contro il salario ed il lavoro, per il peggioramento delle condizioni, per la riduzione delle tutele e dei diritti, non corrisponde una adeguata risposta sindacale.
La risposta sindacale è frantumata in un defaticante ed inconcludente articolazione delle iniziative di lotta che non permette l’emergere e l’affermarsi di una risposta generale del mondo del lavoro con una vera e propria piattaforma generale da contrapporre alla linea del Governo e dei padroni.
Le posizioni che sostengono Cgil-Cisl-Uil sono inadeguate anche nel merito. La caparbietà con cui si vuole continuare a difendere una ormai logora e insostenibile linea concertativa, produce una contraddittorietà preoccupante negli stessi obiettivi sindacali che rischiano di disarmare e condurre alla sconfitta i lavoratori e le lavoratrici.

Non è sufficiente chiedere lo stralcio dell’art.18. C’è oggi un enorme bisogno di maggiori tutele e diritti e di una estensione di questi alle piccole aziende ed ai lavoratori precari.
Non è sufficiente chiedere il rispetto dei contratti. C’è oggi bisogno di una linea contrattuale e di strumenti capaci di rendere esigibile il recupero delle retribuzioni sull’inflazione reale,  c’è oggi necessità di incrementare il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni.
Non è sufficiente chiedere lo stralcio dei provvedimenti di decontribuzione sui nuovi assunti. E’ tutto il sistema pensionistico pubblico che va difeso e rilanciato rimettendo in discussione la stessa controriforma Dini. Dobbiamo dire no ai Fondi pensione.
Non è sufficiente criticare la filosofia iperliberista del libro bianco di Maroni. Bisogna invece ridurre la flessibilità e la conseguente precarietà del lavoro e del salario. Bisogna conquistare nuove rigidità e sconfiggere le disponibilità concertative alla flessibilità.
Non è sufficiente criticare la privatizzazione della sanità e della scuola, la riduzione dello stato sociale. E’ necessario invece rivendicare una maggiore redistribuzione della ricchezza attraverso l’aumento qualitativo e quantitativo delle prestazioni, sostenendo lo sviluppo della sanità e della scuola pubblica eliminando qualsiasi sostegno alla privatizzazione di questi diritti.

Non è sufficiente ciò che oggi Cgil Cisl Uil propongono: E’ invece necessario uno
sciopero generale
a sostegno di una piattaforma  discussa e condivisa dai lavoratori e dalle lavoratrici

L’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Rsu che si è tenuta alla Camera del lavoro di Milano lo scorso 11 gennaio, ha deciso di indicare per il prossimo 15 febbraio una giornata di lotta generale nazionale dei lavoratori, delle Rsu di tutti i settori pubblici e privati, in cui rendere visibili i contenuti fondamentali della nostra piattaforma, anche mediante una generalizzazione degli scioperi.

Come delegate e delegati Rsu che si riconoscono nel movimento “Per un Coordinamento nazionale delle Rsu” invitiamo tutti coloro che si riconoscono nell’obiettivo di sostenere una linea alternativa a quella concertativa a darsi appuntamento a Roma. Porteremo i nostri contenuti alla manifestazione di Cgil-Cisl-Uil dicendo ai lavoratori ed alle lavoratrici che è necessaria una piattaforma e che un altro modo di fare sindacato è possibile e necessario. Allo stesso tempo faremo ogni sforzo per la riuscita della mobilitazione del sindacalismo di base, convocata a sostegno della piattaforma che unitariamente abbiamo deciso.

DELEGATE E DELEGATI RSU - PER UNA PIATTAFORMA GENERALE DEL MONDO DEL LAVORO
no alla concertazione -  contro la guerra
SCIOPERO GENERALE … SUBITO !!!