19 maggio 2001 Le modifiche alla legge n. 217/1990, sul "patrocinio a spese dello
Stato per i non abbienti", introdotte con la legge 29 marzo 2001, n. 134, approvata in sede
deliberante dalla Commissione Giustizia del Senato aprono non poche preoccupazioni sulla
esigibilitą del diritto al patrocinio gratuito per i lavoratori dipendenti in caso di
causa legale su cause del lavoro. Le modifiche apportate sembrano voler orientare la prassi per le cause di lavoro verso lo sviluppo al ricorso all'arbitrato (e quindi alla contrattazione del diritto) piuttosto che alla esigibilitą del diritto tramite sentenza del giudice del lavoro. Senza il patrocinio gratuito infatti per moltissimi lavoratori sarą come minimo difficile, oneroso e problematico avvalersi dello strumento legale per vedersi riconosciuti diritti negati dall'impresa. Alla formazione di questo assurdo provvedimento hanno probabilmente concorso fattori come la confusione tra gratuitą del patrocinio per i non abbienti ed esenzione fiscale delle controversie di lavoro. Questa considerazione risulta evidente dal permanere nella legge di norme che mantengono l'esenzione fiscale per alcuni tipi di controversie di lavoro (come quelle in materia di licenziamenti individuali), per tutto il contenzioso previdenziale e l'esenzione dal nuovo contributo unificato sostitutivo delle precedenti imposte e tasse specifiche gravanti sui procedimenti giudiziari. La pericolositą delle modofiche apportate sta tutta in questa ambiguitą del testo che deve essere subito modificata in sede parlamentare pena l'apertura di contenzioni non facilmente risolvibili o, e sarebbe ancora peggio, il venir meno di un diritto fondamentale del lavoratore a poter accedere alle vie legali per tutelare i prorpi interessi quando questi siano negati illegalmente dall'azienda. Il Coordinamento RSU
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