Nessun dubbio: La Cgil deve aderire alle prossime iniziative del movimento No-Global Nel nostro ruolo di delegate e delegati eletti nei posti di lavoro cerchiamo da sempre di portare nella discussione con lavoratrici e lavoratori anche argomenti più strettamente politici e di proporre a partire da questo anche iniziative concrete. In questo senso la mobilitazione contro la guerra e la successiva campagna di solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici della Zastava attraverso le adozioni a distanza e la raccolta di aiuti, ha rappresentato uno dei punti più alti del nostro lavoro. Anche a partire da questo è stato possibile far vivere la nostra adesione al Genoa Social Forum nei posti di lavoro. Dalla Zastava riceviamo in questi giorni notizie allarmanti: "La privatizzazione della ZASTAVA prevede la scomposizione del gruppo in piccole unità produttive indipendenti l'una dallaltra. Il programma prevede la fortissima riduzione degli occupati: più di 15.000 lavoratori e lavoratrici su 30.000 sono interessati a questa riduzione, con particolare incidenza dei licenziamenti nella ZASTAVA AUTOMOBILI, dove rimarranno occupati solo 3.500 degli attuali 13.500. Le alternative che sono state proposte erano solo due, ed entrambe molto pesanti per i dipendenti, infatti il referendum proposto obbligava i lavoratori a scegliere tra accettazione del programma governativo (con la riduzione del personale) e liquidazione e chiusura di tutto il Gruppo. Per i lavoratori in eccedenza, identificati con appositi elenchi stilati dai dirigenti in base a criteri non condivisibili, non ci sono alternative." Diventa sempre più chiaro come quella maledetta guerra sia stata una "contingente necessità" per lestensione delle politiche neoliberiste alla base della globalizzazione e quanto tale definizione - coniata dai vertici del nostro stesso sindacato - sia esemplificativa delle logiche concertative (oggi a rischio di deriva neocorporativa) che negli ultimi anni ne hanno caratterizzato lazione. Più complessivamente riteniamo che oggi sia più che mai evidente che per i potenti del mondo lunico mezzo per la risoluzione dei conflitti è la repressione violenta. Lo abbiamo visto nei Balcani, lo vediamo accadere ancora in Palestina ed in Kurdistan, ne vediamo le nefaste conseguenze in Macedonia, in "piccolo" lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle a Genova. Per queste ragioni vediamo nella mobilitazione contro il vertice NATO una logica prosecuzione del nostro impegno degli ultimi anni e oltre ad aderire alle iniziative che verranno comunemente decise dal movimento, riteniamo fondamentale portarne le ragioni nei posti di lavoro. Il paventato divieto di manifestare nelle principali città in occasione dei prossimi vertici internazionali, i ripetuti tentativi di criminalizzazione del movimento al cui interno sono già presenti pezzi importanti del movimento sindacale come la FIOM, fanno parte a pieno titolo del programma di destabilizzazione proposto dalla Confindustria e sostenuto da questo governo nei confronti della struttura contrattuale e del residuo quadro di diritti e tutele per il lavoro. Tutto questo è parte integrante dellattuazione a livello locale del programma di governo mondiale proposto dai G8, da attuare attraverso tutti gli strumenti di repressione a disposizione (tra cui spicca la NATO). Un programma che prevede una definitiva delegittimazione dellONU, le cui risoluzioni vengono rispettate sempre di meno, a maggior ragione quando riguardano avamposti strategici come Israele e la Turchia. La mobilitazione contro il vertice NATO coinciderà grosso modo con lavvio del congresso della CGIL. Vediamo in questo una nuova occasione per ribadire che la pericolosa riduzione della democrazia in questo Paese e nel mondo intero deve necessariamente essere al centro dellattenzione della nostra organizzazione e che questa deve impegnarsi a pieno titolo nelle prossime iniziative del movimento portando un contributo di analisi e di obiettivi per quanto riguarda la lotta in difesa del lavoro, dei diritti e dello stato sociale, per costruire da un lato un forte collegamento del mondo del lavoro con i contenuti espressi dal movimento anti-globalizzazione e dallaltro per far irrompere nel sindacato i contenuti che questo movimento esprime. Un passo importante deve essere l'adesione della Cgil tutta alle prossime manifestazioni del movimento No-Global in occasione dei vertici FAO e NATO. Le posizioni assunte nell'ultimo direttivo nazionale della Cgil sono un piccolo passo avanti (il riconoscimento dell'importanza del movimento in atto) ma devono tradursi in una partecipazione attiva ed esplicita della Cgil alle prossime iniziative. Lotta contro la fame nel mondo, lotta contro gli armamenti e le guerre, messa in discussione del ruolo egemone che la NATO ha assunto e vuole mantenere, sono obiettivi di civiltà e di democrazia strettamente collegati ai bisogni ed ai valori che la classe lavoratrice esprime a livello internazionale. Il coordinamento nazionale delle delegate e dei delegati eletti nei luoghi di lavoro
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