Costruiamo
l'unità del mondo del lavoro
CONTRO LA GUERRA
per una piattaforma in difesa
del lavoro, del salario, dei diritti
Il Parlamento Italiano (a maggioranza) ha deciso la
partecipazione dell'Italia ad una guerra assurda, che nulla ha a che vedere con la lotta
al terrorismo. Un Parlamento preoccupato sopratutto di accreditarsi di fronte al punto di
vista dell'Amministrazione USA, sperando di partecipare così a quegli obiettivi di
egemonia territoriale, economica e politica di cui ogni guerra è strumento.
Siamo di fronte ad uno scenario preoccupante, basato su una
forte e reazionaria alleanza tra la le forze conservatrici e di destra, e l'interesse di
Capitale e di Rendita.
Un'interesse che, da un lato decreta ed impone
l'ineluttabilità della guerra (in barba alla Costituzione ed alle posizioni della
maggioranza del paese) e dall'altro scatena la sua guerra interna per la totale
sottomissione dei bisogni, del lavoro, del sindacato al punto di vista dell'interesse di
Capitale.
Partecipazione alla guerra, Legge Finanziaria, Intervento
sulle pensioni, attacco al salario ed alla contrattazione, Libro Bianco di Maroni per la
massima flessibilità in entrata ed in uscita, sono gli strumenti con cui è condotta
questa offensiva.
A questa offensiva occorre rispondere superando le divisioni e le
frantumazioni, lavorando per una unità del sindacalismo di classe che sappia coordinare
tutte le forze della sinistra sindacale, in Cgil come nei sindacati extraconfederali.
E' quindi urgente e necessario costruire una piattaforma unitaria di
lotta da contrapporre alla piattaforma di Confindustria e Governo, e dare a questa
piattaforma una base organizzata, un percorso unitario di lotta capace di aprire e
sostenere nel tempo una vertenza in difesa della pace, del lavoro e del salario.
Dobbiamo uscire dalla genericità delle attuali posizioni sindacali.
E' oggi indispensabile dare una forte risposta con la proclamazione
di uno sciopero generale. Ma non solo. Quello di cui abbiamo bisogno è una piattaforma
generale, degli obiettivi precisi e condivisi, su cui costruire la lotta, la trattativa e
la verifica. Punti su cui il mandato a trattare deve essere rigido e condizionato dalla
precisa volontà dei luoghi di lavoro.
All'attacco al contratto nazionale bisogna rispondere, non solo con la difesa di principio
dei due livelli contrattuali. Questi vanno liberati dai vincoli e dalle subordinazioni
loro imposti dalla politica dei redditi e dal 23 luglio che già li rendolo deboli e
condannati alla marginalizzazione. Occorre rilanciare l'obiettivo di un sistema esigibile,
generale, automatico e periodico di adeguamento dei salari all'inflazione reale.
All'attacco all'articolo 18 ed ai diritti, dobbiamo rispondere picche, ma non solo.
Occorre anche rimuovere i subdoli tentativi di rendere obbligatorio di fatto il ricorso
all'arbitrato che riduce i diritti contrattuali e di legge a mera mercanzia da negoziare
di volta in volta.
All'attacco all'occupazione, all'aumento della flessibilità, dobbiano dire NO al libro
bianco di Maroni, ma non solo. E' necessario rivendicare l'introduzione di rigidità
contrattuali e di legge che rendano possibile il ricorso al lavoro precario, temporaneo e
flessibile solo in occasione di comprovata necessità e per periodi limitati e da
contrattare di volta in volta a livello aziendale.
All'attacco al sistema previdenziale bisogna rispondere non solo dicendo di NO ma
rivendicando la rimozione di quelle parti della controriforma Dini che ne hanno reso
precaria la stabilità. In particolare occorre rimuovere le differenze intergenerazionali
tra lavoratori costretti al sistema contributivo e misto. Noi siamo per la reintroduzione
per tutti del sistema retributivo da accompaganare ad una lotta che recuperi gli obiettivi
che già ci eravamo posti in occasione della lotta alla controriforma Dini (divisione
assistenza-previdenza, lotta all'evasione previdenziale, sostegno
all'occupazione ed alle forme stabili e continuative di lavoro, riduzione dell'orario di
lavoro) che oggi non hanno perso di attualità e validità.
All'attacco allo stato sociale vanno contrapposti
obiettivi che negando ogni tendenza alla privatizzazione dei servizi li rendano invece
più efficaci attraverso la destinazione di tutte le risorse alla scuola, alla sanità
pubbliche.
Sono solo alcune riflessioni da aprofondire e completare tutti assieme, da cui partire per
redigere una "piattaforma sociale dei bisogni" sulla quale costruire l'unità,
anche nell'iniziativa, di tutta la sinistra sindacale, per sostenere i necessari ed
urgenti appuntamenti di lotta ma anche per reggere nel tempo una lotta che si preannuncia
lunga e difficile.
Per discutere e preparare i percorsi possibili, urgenti e necessari
per costruire questa possibilità, proponiamo un primo incontro nazionale tra tutti i
soggetti disponibili alla costruzione di un "Forum
Sindacale Nazionale".
L'incontro è organizzato per il giorno
Sabato 17
novembre, dalle ore 10
presso la sede del Cobas-scuola in Vico dell'Angelo a
Genova
(Zona P.zza Posta vecchia - Vicino alla chiesa di S.Siro in
Centro storico)
Un'incontro aperto a tutti, RSU, delegati e delegate, sinistra
sindacale Cgil, sindacati extraconfederali in cui definire assieme il merito e le scadenze
delle prossime iniziative che, proponiamo, devono prevedere la convocazione di una
assemblea nazionale (contro la guerra e per respingere l'offensiva del Governo e della
Confindustria in materia di lavoro, salario e diritti) e di una prima iniziativa di
mobilitazione, sciopero nazionale generale convocato da RSU, delegate e delegati di luogo
di lavoro.
Segnaliamo inoltre che sempre Sabato 17 novembre, dalle ore 15, a
Genova è convocata l'assemblea Ligure delle delegate e dei delegati RSU, promossa da Rsu
e delegati appartenenti alle diverse sigle sindacali. Una scadenza importante e
significativa, dalla quale già potrebbero uscire le prime adesioni a quel percorso
unitario di lotta e mobilitazione che sarà all'ordine del giorno della riunione della
mattina.
L'assemblea Ligure si terrà presso la Sala
Cineclub "Chaplin",Piazza dei Cappuccini 1 .( zona Piazza Corvetto ) - Staz
Fer Genova Brignole.
il Coordinamento RSU
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