| L'ordine del giorno Finale dell'incontro nazionale delle delegate e dei
delegati RSU, tenutosi a Bologna il 1 dicembre 2001
SCIOPERO GENERALE CONTRO GUERRA, FINANZIARIA E LIBRO BIANCO PER RISPONDERE ALLA PIATTAFORMA DEI
PADRONI La decisione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di non indire lo sciopero generale di fronte alloffensiva di Confindustria e Governo contro i livelli salariali e i diritti fondamentali dei lavoratori italiani è un atto grave e fallimentare. Due ore di sciopero per tutti ed uno sciopero separato del pubblico impiego sono purtroppo la conseguenza di una visione tutta ancorata ad una ipotesi concertativa dalle conseguenze ormai insopportabili per il mondo del lavoro. La concertazione, ed il quadro di compatibilità entro cui si muove lazione sindacale ha significato meno salario e meno diritti per i lavoratori. Oggi padroni e governo vogliono di più, vogliono tutto: libertà di licenziare, abolizione del contratto nazionale, precarietà e sotto salario per tutti e negazione tout court dei diritti sindacali. Dallappello per lo sciopero generale contro le politiche di guerra, la Finanziaria 2002 e il libro bianco di Maroni, per una piattaforma che chieda lestensione dei diritti invece del loro restringimento e aumenti salariali veri ci possiamo ora muovere per una forte e concreta iniziativa, di delegate e delegati RSU, per chiedere a tutte le organizzazioni sindacali la convocazione di uno sciopero generale contro il Governo entro il prossimo gennaio. Ma non lavoriamo solo per lo sciopero generale. Intendiamo produrre un forte legame tra lotta ed obiettivi. Dal lavoro che produrremo nelle prossime settimane proponiamo a tutti i lavoratori, alle delegate ed ai delegati Rsu la necessità di costruire una piattaforma del mondo del lavoro da contrapporre alla piattaforma dei padroni. Ci sono oggi bisogni sociali espressi dai lavoratori che non sono più mediabili nè rinviabili, che vanno anzi consolidati e rafforzati come:
Siamo per l'immediato ritiro della decisione del Governo e della maggioranza del parlamento di partecipazione alla guerra. Siamo contro la guerra e gli obiettivi di egemonia territoriale, economica e politica che questa sottintende, siamo contro quell'economia di guerra che oggi sostiene laumento delle spese militari finanziandole con la riduzione dei diritti, dei salari, dello stato sociale. Siamo per il ritiro delle norme della legge Bossi-Fini, che introduce il contratto di soggiorno, e chiediamo l'estensione dei diritti per tutte e tutti, residenti e migranti. Per costruire questo forte collegamento tra la necessità di una lotta nazionale-generale e questa piattaforma, le delegate ed i delegati RSU riunitisi a Bologna sabato 1 dicembre 2001 propongono a tutte le rappresentanze sindacali elette dai lavoratori di avviare in ogni territorio iniziative e momenti di discussione e sensibilizzazione in tutti i luoghi di lavoro PER LO SCIOPERO GENERALE - PER UNA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA Dobbiamo costruire il massimo consenso tra i lavoratori, favorire il loro protagonismo e la ripresa di una forte iniziativa capace di imporre quelle scelte che il sindacato concertativo appare ormai incapace di fare. Questo lavoro nei territori deve vedere le RSU, le delegate ed i delegati di luogo di lavoro, riappropriarsi di un ruolo di direzione che la concertazione e la centralizzazione sindacale ha da anni marginalizzato. Dobbiamo partire dai territori, dalle tante iniziative che dovremo realizzare per preparare una assemblea nazionale delle delegate e dei delegati RSU che si terrà a Milano il prossimo 11 gennaio 2002. Assemblea nazionale da cui fare uscire indicazioni precise, sul piano del merito e delliniziativa di lotta. Noi chiediamo a tutte le organizzazioni sindacali di impegnarsi per lo sciopero generale contro il Governo, per una piattaforma, non solo di contrasto, ma capace anzi di recuperare parti importanti di ciò che abbiamo perso in questi anni. Ma se ciò dovesse dimostrarsi impraticabile per il permanere dello stallo sindacale e per la riaffermazione di una ormai insostenibile disponibilità concertativa, spetterà allassemblea delle delegate e dei delegati del prossimo 11 gennaio a Milano, dare quelle indicazioni di lotta generale-nazionale che oggi il mondo del lavoro chiede. La nostra è quindi anche una battaglia di democrazia, anche dentro al sindacato per ridare alle assemblee dei lavoratori, alle loro rappresentanze dirette, le RSU elette nei luoghi di lavoro un peso ed un ruolo decisivo nella formazione delle linee e delle iniziative sindacali. Colleghiamo quindi a questa battaglia la necessità non più rinviabile di maggiore democrazia e partecipazione, di una legge democratica sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro. Occorre dare tutto il potere ai lavoratori per eleggere i loro rappresentanti eliminando, laddove sussiste, quel 33% di diritto di rappresentanza alle organizzazioni sindacali maggioritarie che godono così di una assurda rendita di posizione. Così come è necessario liberare i lavoratori del pubblico impiego dai pesanti condizionamenti normativi che favoriscono le OO.SS. "maggiormente rappresentative". Abbiamo bisogno di un sindacato diverso, fondato sulla leggittimità che gli viene direttamente dai lavoratori che rappresenta, in cui le delegate ed i delegati siano tutti democraticamente eletti dai lavoratori, senza filtri di organizzazione. Abbiamo bisogno come lavoratori e come delegati di contare di più. In particolare Le delegate ed i delegati RSU, riunitisi a Bologna il 1 dicembre 2001 assumono un programma di lavoro così articolato:
Le delegate ed i delegati RSU riunitisi in "Incontro nazionale" a Bologna il 1 dicembre 2001
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