Formigoni propone per la Lombardia un "Patto per lo sviluppo" 7 agosto 2001
L' obiettivo dichiarato da Formigoni è quello di governare l' economia della regione riducendo la conflittualità. Lo strumento per realizzare questa pace generale è quello di un "Patto per lo sviluppo", ossia di un "tavolo di confronto, periodico e costante" a cui far sedere assieme Industriali, commercianti, associazioni e sindacati in uno spirito di reciproco riconoscimento di ciò che unisce tutti questi soggetti ..(sic !) .. Una idea che, in alternativa alla "Concertazione" (che non piace a Formigoni) assumerebbe la definizione di "Partnerariato". Parola difficilissima da interpretare (e da pronunciare) che nelle intenzioni del "Governatore" vorrebbe dire "Informazione puntuale, confronto nell' autonomia delle rispettive posizioni, negoziato e quindi accordo" Manco a dirlo, Cisl e Uil hanno già siglato un'intesa a riguardo. Ha firmato anche l' Ugl, il sindacato più vicino all' area del centrodestra. La Cgil (per ora) non ha firmato per via di alcune riserve, sopratutto perchè il testo proposto dal "Governatore" Formigoni non si limita a definire tempi, modi e obiettivi del confronto, ma indica a priori anche quelli che dovrebbero essere valori condivisi e obiettivi comuni (facile indovinare ..!! Profitti e rendite prima di tutto ... non per altro ..ma per aumentare la flessibilità, quindi l'occupazione e per ..... bla..bla..bla..) Per ora la Cgil non parla di una vera e propria spaccatura. La firma definitiva dell' intesa è fissata per il 19 settembre in occasione di una riunione straordinaria degli Stati generali dell' economia lombarda convocati per dare maggiore solennità all' evento. Prima di quella data la Cgil della Lombardia ha già convocato per l' 11 settembre il direttivo regionale e da lì uscirà l' ultima parola. Per intanto, Susanna Camusso, neo segretaria Lombarda della Cgil si sbilancia a giudicare "una novità positiva" l'aver definito e proposto luoghi di confronto (quale appunto quello del Patto per lo Sviluppo) e tiene quindi aperto il tavolo della trattativa. Come delegate e delegati RSU della lombardia non ci stiamo a questo modo di condurre il Confronto. La risposta della Cgil deve essere nettamente negativa, non solo per le riserve di merito già espresse in generale (e mai adeguatamente precisate) ma anche per il metodo che la proposta di Formigoni contiene. Accettare il metodo del Governatore (per nulla dissimile da quello proposto da Albertini con il Patto per il lavoro di Milano a cui la Cgil non aveva aderito) vuol dire assumersi la responsabilità di una pesante, insostenibile e pericolosa perdita di autonomia del sindacato. Quello che Formigoni propone è la degenerazione delle relazioni sindacali verso una deriva neocorporativa, un tavolo a cui il sindacato è chiamato a sedersi per fare accordi per permettere e sostenere la realizzazione di obiettivi condivisi, dando al sindacato un riconoscimento istituzionale (di lobby) e svuotando lo stesso sindacato di ogni "velleità" vertenziale e democratica basata su percorsi di definizione degli obiettivi a partire dalla consultazione tra i lavoratori, di aquisizione di un mandato preciso a trattare, di verifiche sull'andamento dei negoziati e sugli obiettivi raggiunti. Quello che Formigoni propone è l'omologazione delle organizzazioni sindacali all'interno dei processi di direzione delle politiche economiche regionali, rompendone i già deboli e residui rapporti che ancora esistono tra queste ed i lavoratori, i luoghi di lavoro. Come delegate e delegati RSU della Lombardia invitiamo quindi la CGIL Lombarda e tutto il sindacato a respingere il modello di relazioni sindacali che Formigoni vuole proporre ed affermare. Altre sono semmai le necessità urgenti a cui il Sindacato (non solo Lombardo) deve volgere la sua attenzione perchè troppi sono oggi i problemi aperti ed i punti di sofferenza che pesano sulle condizioni materiali dei lavoratori che rappresentiamo. Ci sono aspetti su cui è infatti urgente la ripresa dell'iniziativa vertenziale del sindacato regionale lombardo, a partire dalla scuola, dalla sanità, dai prossimi preannunciati aumenti tariffari nel trasporto locale (su gomma e rotaia). C'è urgenza di riprendere l'iniziativa, di tornare nei luoghi di lavoro, di costruire piattaforme capaci di rappresentare i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie sui temi del salario sociale, della tutela e dello sviluppo dei diritti. Invitiamo quindi il direttivo della Cgil Lombardia convocato il prossimo 11 settembre a discutere di queste cose e non di come entrare nei "Trappoloni" che la Giunta di centro destra della Lombardia sta oggi più di ieri disseminando davanti agli incerti e timorosi percorsi di una struttura sindacale che sembra non essere capace di produrre una propria strategia su come uscire dal fallimento della concertazione. Le delegate ed i delegati del Coordinamento RSU della Lombardia
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