| Notizie dalla Zastava Nei giorni 22-23-24 marzo, una delegazione della Cgil di Brescia,
accompagnata da rappresentanti della associazione ALJ di Bologna, delle Rsu di Milano e
dell'associazione SOS Zastava di Trieste, si è recata alla Zastava di Kragujevac.
Il prossimo 5 aprile partirà la delegazione dei delegati rsu e dei sindacalisti Cgil del
piemonte con altre adozioni.
In questa occasione sono state consegnate le quote di 274 adozioni già attive e di 13
nuove adozioni oltre a numerose lettere e regali di lavoratori italiani alle famiglie dei
lavoratori Zastava adottate.
La Consegna è stata fatta nella giornata del 22 marzo in una affollata assemblea.
Il confronto con le famiglie dei lavoratori della Zastava e con i delegati dello
stabilimento è stata anche occasione per verificare la situazione in cui versano i
lavoratori della Jugoslavia a due anni dai bombardamenti.
Per quanto riguarda la zastava le prospettive sono tutt'ora incerte. Dopo la decisione
della nuova direzione aziendale di fermare la produzione delle due linee che con tanta
fatica erano state riavviate la preoccupazione rimane altissima anche alla luce del fatto
che il nuovo Governo non ha
ancora predisposto alcun impegno preciso riguardo ad un eventuale piano di investimenti
utile alla ripresa della produzione. D'altro canto, sempre il nuovo Governo, con la legge
che favorisce l'importazione e la commercializzazione di auto usate ha chiuso praticamente
il potenziale mercato interno su cui poteva appoggiarsi una pur difficile speranza di
rilancio del lavoro e della occupazione alla zastava.
(confermiamo, per averlo visto con i nostri occhi alla frontiera serba, come
l'importazione di auto usate sia ormai un fenomenro visibile anche ad occhio nudo. Almeno
2 tir carichi di auto usate dall'austria e dalla germania stavano per essere sdoganati
quando siamo passati in frontiera)
Per quanto riguarda la situazione economica e sociale in generale, confermiamo come
l'aumento dei prezzi abbia ormai toccato tutti i generi ed i servizi (compresi quelli di
prima necessità) con incrementi pari al 70 -110 % rispetto allo stesso periodo dell'anno
precedente.
L'allentamento dell'embargo (comunque ancora efficace e visibile nelle sue conseguenze) ha
riaperto l'importazione di medicinali che però risultano quasi del tutto irreperibili
presso le strutture pubbliche.
Gli unici beneficiari dell'allentamento dell'embargo sono in questo caso le farmacie
private presso le quali i medicinali sono reperibili solo a pagamento.
Il tutto in una situazione nella quale almeno 450.000 lavoratori in tutta la Jugoslavia
sono tutt'ora senza lavoro e senza reddito a causa dei bombardamenti delle fabbriche, il
pagamento delle pensioni rimane dimezzato ed in tempi incerti.
I più fortunati sono costretti a lavori precari e saltuari ai limiti della legalità in
condizioni di vero caporalato ed a condizioni di sfruttamento vergognose. Una situazione
di cui favoriscono solo i nuovi esponenti del nuovo e arrogante liberismo che in
Jugoslavia è molto presente nei piccoli commercianti e nelle piccole attività economiche
(sopratutto tessili e meccaniche) alcune rilevate dai soliti imprenditori occidentali
(sopratutto tedeschi, ma si affacciano anche gli italiani).
(abbiamo visto in televisione un servizio in cui si annunciava come un pool di piccole
imprese tessili Italiane del veneto avessero deciso di investire in piccole imprese
tessili di Kragujevac. Il servizio parlava chiaramente di trasferimenti di produzioni
dall'italia alla jugoslavia - Stiamo informandoci sul nome e sul tipo di aziende che
avrebbero fatto questi accordi con l'amministrazione di Kragujevac e vi terremo
informati).
Gli scioperi degli insegnati contro il non pagamento degli stipendi intanto continuano (è
appena finito uno sciopero di 15 giorni). E' bene sottolineare (senza voler fare polemica)
come questi scioperi siano iniziati già durante il governo milosevic e come anche la
nostra stampa e televisione desse loro molta pubblicità come a sottolineare che la
situazione degli insegnanti fosse causata dalle
politiche del precedente governo e come quegli stessi scioperi fossero sostenuti
attivamente dalle forze della DOS. Ora gli scioperi continuano anche più decisamente di
prima, sempre per il mancato pagamento degli stipendi, ma a differenza di prima di questi
scioperi non si parla più e gli scioperanti sono ormai impegnati in completa solitudine a
sostenere i loro diritti.
Sempre nei giorni in cui la delegazione italiana era presente a Kragujevac si sono tenute
le elezioni per il rinnovo delle cariche sindacali del gruppo zastava.
Un fatto importante anche perchè seguiva un periodo di forti tensioni dentro al
sindacato.
Come già vi avevamo raccontato in precedenza il risultato delle elezioni politiche in
jugoslavia aveva portato nei mesi precedenti a vere e proprie agressioni nei confronti dei
sindacalisti della zastava che non apparivano garanti del nuovo ordine politico.
Alla zastava auto ed alla iveco rappresentanti sindacali che si riconoscevano nella DOS
avevano costretto alle dimissioni i delegati eletti dai lavoratori autonominandosi nuovo
rappresentanti. Una decisione al di fuori di ogni regola e statuto e chiaramente illegale
e coercitiva che però il sindacato nazionale confederale ha infine riconosciuto (anche se
con una iniziale opposizione da parte del sindacato nazionale metalmeccanico).
In risposta a queste agressioni ed a queste azioni illecite la rappresentanza sindacale
del gruppo zastava aveva proposto che venissero convocate libere elezioni perchè fossero
i lavoratori a verificare ed eleggere la loro legittima rappresentanza. Queste elezioni
sono state osteggiate dalla componente sindacale che fa riferimento alla DOS che
rivendicava una corrispondenza ed un automatismo tra risultati delle elezioni politiche e
il cambio della rappresentanza sindacale. Alla fine, le elezioni convocate nel dicembre
del 2000 venivano boicottate con atti di vero squadrismo e quindi sospese.
Queste agressioni sono continuate anche sucessivamente da parte della componente della DOS
del sindacato autonomo della zastava.
Proprio lo scorso 15 marzo, la componente della DOS del sindacato zastava ed il sindacato
indipendente avevano organizzato una manifestazione a Kragujevac che si è risolta in un
assalto alla sede del sindacato cittadino di Kragujevac (la nostra camera del lavoro) con
una agressione fisica al segretario cittadino costretto a firmare le dimissioni. Abbiamo
recuperato il filmato di questa
manifestazione e delle agressioni e risulta chiaramente come la manifestazione (a cui
hanno partecipato un migliaio di persone) sia stata concepita proprio come mera
agressione. Infatti la manifestazione era guidata da quei sindacalisti zastava che si
erano autonominati senza verifica nei reparti ed era chiaramente apoggiata
dall'amministrazione comunale di Kragujevac (il sindaco era presente ed ha incontrato ed
incitato i manifestanti). Alla manifestazione erano presenti solo poche decine di
lavoratori della zastava (alcuni per altro convinti che si trattasse di una manifestazione
contro la chiusura della fabrica), gli altri, quasi tutti portati dal sindacato
indipendente sono arrivati a Kragujevac con camion e pulmann organizzati da altre città
della jugoslavia e, dalle interviste loro fatte dalla televisione, si capiva chiaramente
che non sapessero nulla delle vicende zastava, erano li solo perchè gli era stato
chiesto. Comunque, anche a causa di questa ennesima agressione e per evitare
degenerazioni, l'attuale presidentessa del sindacato zastava (Sig.a Rusika) rassegnava le
dimissioni a condizione che si tenesserp ufficiali elezioni per il rinnovo delle cariche
sindacali
del gruppo per il giorno 23 marzo, proprio quando la nostra delegazione era presente a
Kragujevac. Si è temuto sino all'ultimo l'ennesimo boicottaggio delle elezioni che
comunque si sono tenute regolarmente anche se in presenza di una discussione accesissima.
Le elezioni delle cariche per il gruppo funzionano così. Ogni reparto (che loro chiamano
fabbrica) è rappresentato nel coordinamento di gruppo con un numero di delegati in
proporzione al numero dei lavoratori.
Questi delegati effettuano una consultazione nei loro reparti e poi portano il risultato
alla riunione del coordinamento.
I candidati alle elezioni erano 4.
L'attuale presidente del sindacato di gruppo della zastava (la Sig,a Rusika) non si è
ripresentata motivando la decisione come iniziativa utile a togliere ulteriori elementi di
strumentalizzazione da parte della componente della DOS del sindacato, proponendo in sua
sostituzione il delegato del reparto di utensileria.
Altri candidati facevano riferimento alle varie anime della componente della DOS.
Le assemblee in preparazione della elezione sono state sicuramente molto accese ma alla
fine il risultato delle elezioni è stato chiarissimo.
Il candidato presentato dall'attuale gruppo di delegati che hanno fino ad ora portato
avanti l'esperienza del sindacato autonomo Zastava ha preso 23 voti, mentre gli altri
candidati (forti dell'appoggio dei delegati che si erano autonominati in precedenza) hanno
preso rispettivamente 3,6, e 2 voti soltanto.
Il che dimostra come la maggioranza dei reparti e dei lavoratori sostenga l'attuale gruppo
dirigente del sindacato del gruppo zastava.
E' un risultato importante, che dimostra come l'attuale sindacato del gruppo zastava abbia
il consenso dei lavoratori che riconoscono la validità e l'efficacia della loro linea
sindacale. Una linea che punta alla difesa delle prospettive di lavoro e di ripresa
produttiva della zastava, condotta
in chiara autonomia dal quadro politico e imprenditoriale. Una autonomia difficile da
praticare oggi come ieri in Jugoslavia per il tentativo delle forze politiche al governo
di controllare ogni struttura sociale e sindacale.
E' bene ricordare come i delegati del sindacato autonomo zastava, già durante i
bombardamenti ed a differenza di ogni altra struttura sindacale jugoslava , abbiano saputo
prendere immediatamente contatto con i lavoratori europei. Invitata in Italia dal
coord.rsu hanno fatto assemblee in numerose
realtà, collegandosi col movimento dei lavoratori italiani contro la guerra e costruendo
quella rete di solidarietà che oggi rappresenta uno dei pochi concreti ed efficaci
interventi di sostegno alla lotta ed alla resistenza dei lavoratori jugoslavi per il
lavoro e per l'occupazione e di impegno all'unità internazionalista tra i lavoratori.
La vittoria alle elezioni per il sindacato di gruppo non risolverà certamente le tensioni
comunque ancora presenti ma è sicuramente un risultato ed una conferma del consenso tra i
lavoratori molto importante.
Continua intanto il lavoro per l'allargamento dell'impegno di solidarietà a favore delle
famiglie dei lavoratori della zastava.
Per informazioni e contatti potete collegarvi al sito internet del Coordinamento RSU - http://www.ecn.org/coord.rsu/ e (dal link
'notizie in evidenza') scaricare i materiali e le informazioni sulle iniziative attive -
adozioni a distanza e raccolta fondi tramite la vendita di un CD.
Per quanto riguarda il CD potete anche averne un certo quantitativo in conto vendita da
utilizzare in occasione di iniziative o da distribuire e vendere in occasione di riunioni
sindacali.
Per contatti Alma Rossi 055-8498256
ciao
Alma Rossi - email - alma@pmp.it
indirizzo email del coordinamento RSU - coord.naz.rsu@ecn.org
indirizzo internet del Coordinamento RSU - http://www.ecn.org/coord.rsu/
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