Col Governo Berlusconi non si tratta
dopo la rottura su fisco, previdenza, lavoro e contratti
è ancora più necessario costruire lo

SCIOPERO GENERALE
per una piattaforma del mondo del lavoro
per la difesa del salario, del lavoro, della previdenza pubblica, per l'estensione dei diritti
Contro la guerra

Non servono nuove iniziative articolate che non rendono evidente il carattere generale dello scontro oggi aperto. E’ il momento di unire tutto il mondo del lavoro su una piattaforma generale che a partire dallo sciopero generale rilanci una stagione di lotte, anche oltre i tempi della finanziaria, per sconfiggere la strategia del Governo e per dare risposte concrete ed efficaci al quadro di bisogni che i lavoratori esprimono.

  • sul salario, dove la politica concertativa, ormai indifendibile (come dimostra la vicenda del biennio metalmeccanico) deve essere superata da una proposta che renda esigibile ed automatico l’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione reale;
  • sul lavoro, dove c’è necessità di ridurre il ricorso al lavoro precario e flessibile;
  • sulla previdenza, dove non vanno solo respinte le ipotesi di decontribuzione e di allungamento dell’età lavorativa, ma riconquistate quelle certezze che la controriforma Dini ha smantellato a partire dalla solidarietà intergenerazionale;
  • sullo stato sociale, dove vanno battute le ipotesi di privatizzazione anche con l'ampliamento quantitativo e qualitativo dei servizi pubblici e delle prestazioni;
  • sui diritti, dove vanno respinti l’attacco all’articolo 18 ed ogni ipotesi di allargamento dell’arbitrato ed estese le tutele ed i diritti nele aziende sotto i 15 dipendenti, ai lavoratori precari, ai lavoratori delle cooperative ed ai lavoratori immigrati.

Non condividiamo la debole risposta sin qui realizzata e proposta da Cgil Cisl Uil. Una risposta disarticolata, di stampo emendatario, di "riduzione del danno", tesa unicamente a contenere gli aspetti peggiori dell'ipotesi governativa nel tentativo di difendere una ormai fallimentare politica concertativa.

Una risposta che non favorisce l'unità del mondo del lavoro, che nasconde il carattere generale e strategico dello scontro aperto, che non definisce una piattaforma del mondo del lavoro da contrapporre alle strategie smantellamento e di subordinazione del lavoro all'ideologia di impresa.

Centinaia di delegate e delegati Rsu, centinaia di ordini del giorno presentati nelle assemblee di luogo di lavoro hanno chiesto che venisse proclamato lo sciopero generale. Una richiesta non più rinviabile che pone con forza all’ordine del giorno anche il superamento della linea concertativa, l'esigenza di maggiore democrazia sindacale, l’urgenza di dotare il mondo del lavoro di una piattaforma unitaria e di una iniziativa di lotta capace di rappresentare le risposte necessarie per sconfiggere l’offensiva liberista di Governo e Confindustria.

Dai luoghi di lavoro, dalle delegate e dai delegati RSU
può e deve partire una forte azione per dare all’iniziativa sindacale maggiore incisività.

Assemblea Nazionale
delle delegate e dei delegati RSU

Venerdì 11 gennaio 2002 dalle ore 9.30

presso il "Salone Di Vittorio" alla Camera del Lavoro di Milano
C.so di Porta Vittoria 43

 

Le delegate ed i delegati RSU (riunitisi a Bologna il 1 dicembre 2001) promotori del movimento per un "Coordinamento Nazionale delle RSU"

per info - www.ecn.org/coord.rsu/