8-9 dicembre 2000

Una delegazione del coordinamento rsu si è recata nei giorni scorsi alla Zastava di Kragujevac.


Una sintesi della situazione che abbiamo trovato:

Continua il braccio di ferro tra le varie componenti sindacali. Dopo il boicottaggio delle elezioni per la verifica delle cariche sindacali ad opera della componente sindacale del DOS e del sindacato indipendente, sono riprese le azioni coercitive e le agressioni per imporre con la forza le dimissioni degli attuali rappresentanti sindacali.
Azioni favorite esplicitamente dalla nuova dirigenza aziendale della Zastava. Dopo le elezioni presidenziali infatti la precedente dirigenza (orientata a realizzare ogni sforzo per la ripresa della produzione .. ne è riprova l'essere riusciti a riavviare due linee di produzione) è stata ormai quasi completamente sostituita da elementi che sostengono l'opportunità di "dismettere" e privatizzare lo stabilimento (ne è riprova il fatto che subito dopo il loro insediamento la produzione è stata bloccata rimandando a casa quei pochi lavoratori che avevano ripreso a lavorare).
La nuova dirigenza sta infatti gestendo lo stabilimento con una posizione liquidatoria in attesa che a livello governativo si facciano accordi con patner stranieri al fine di privatizzare ed incassare così liquidità.
Su queste trattative vige il più assoluto silenzio, ma si è venuto a sapere dalla germania (Fonte IG Metal) che interessate all'aquisizione della Zastava possono essere la Wolsvaghen e la Peugeot che aspetterebbero però di vedere come andranno le prossime elezioni politiche del 23 dicembre prossimi.
L'interesse delle due aziende automobilistiche non sta nell'aquisizione di uno stabilimento che non hanno alcun interesse a riavviare stornando ingenti investimenti, ma nell'aquisizione del mercato, da coprire sopratutto con l'importazione in Jugoslavia di auto nuove ed usate.
D'altronde la politica del nuovo governo si è già mossa in questo senso con le recenti leggi di rimozione degli ostacoli all'importazione di auto usate (presumibile quindi un allargamento anche del riciclaggio di autovetture rubate).
Intanto sono in gioco le prospettive di lavoro per 36.000 dipendenti. Da notare che nei reparti dove ancora la dirigenza non è stata cambiata, è iniziata tra i lavoratori (sopratutto dopo che il nuovo direttore ha bloccato la produzione) una raccolta di firme a sostegno dei dirigenti e dei capi reparto non ancora destituiti e sostituiti.
Da notare inoltre che al gioco della nuova dirigenza sembra essersi apiattito anche il sindacato indipendente che è uscito con un volantino di attacco ai delegati sindacali della zastava ed alla vecchia dirigenza, incolpati di aver lasciato la vita dei lavoratori a repentaglio per non averli dissuasi dall'essere accorsi allo stabilimento, come scudi umani, nel tentativo di convincere le forze della Nato a non bombardare la fabbrica.
Invece di prendersela con la Nato se la prendono con i lavoratori ??
Comunque da quello che abbiamo potuto vedere, dietro allo scontro sindacale aperto oggi in zastava c'è proprio il destino della fabbrica. La questione non può infatti essere ridotta ad una meccanica lettura politica (tra ipotetici filo Milosevic o anti Milosevic), ma va riportata alla questione principale, ossia tra chi sostiene la necessità di lottare per difendere gli sforzi sin qui prodotti e per riprendere la produzione salvaguardando così le prospettive occupazionali per migliaia di lavoratori, e chi si accoda alla linea di "Privatizzare è bello" nell'illusione che liberismo e colonizzazione economica siano segnali di progresso e di benessere.

Sulle vicende Zastava e sulle prospettive (in attesa dei mesi di gennaio e febbraio) dove probabilmente la lotta per l'occupazione in zastava assumerà forme e contorni più definiti, stiamo preparando un piccolo documento che illustra la situazione e dove riprodurremo anche i volantini che sono stati distribuiti in questi mesi nello stabilimento. Il documento sarà messo sul sito internet del coordinamento rsu.

In occasione di questa visita si è anche fatto il punto dei progetti di solidarietà. Le adozioni a distanza, da parte delle Rsu e di varie associazioni, sono ormai 1.400 (in un anno di avvio dell'iniziativa) per un totale (finora versato) di circa 700.000.000 di lire.
Un risultato enorme, viste le poche forze in campo ma ancora insufficiente a coprire il fabbisogno di aiuto alle famiglie (sono 36.000 i lavoratori e solo 1.400 sono stati sostenuti dal programma di adozioni a distanza).
Un bisogno di solidarietà che potrebbe aumentare l'anno prossimo proprio in coincidenza con una difficile fase di lotta per la difesa di una prospettiva di ritorno al lavoro.
Per questo si dovranno trovare le forme per rilanciare l'iniziativa di adozione a distanza in favore dei lavoratori della zastava.
Una di queste è il CD del concerto del 15 luglio scorso che è finalmente pronto e disponibile (trovate il volantino sul sito del coordinamento Rsu) col quale pensiamo di poter finanziare almeno altre 180 adozioni.
Il 19 dicembre, a Roma, ci sarà la conferenza stampa di lancio del CD. Su questa iniziativa seguiranno prossimamente altre informazioni, ma chi volesse contribuire alla vendita del CD può scrivere ad alma@pmp.it


Il Coordinamento Nazionale delle delegate e dei delegati eletti nelle RSU