SCARPENOTIZIE - Aprile
2000
A cura del Coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori calzaturieri della Riviera del Brenta ADDIO AL CONTRATTO NAZIONALESI LAVORA SOLO QUANDO SERVE (AL PADRONE) E arrivata una "pre-intesa". Le organizzazione sindacali e Federtessile hanno firmato un preliminare di contratto per i circa 700 mila lavoratrici e lavoratori del tessile e abbigliamento a cui si aggiungono i calzaturieri e le altre categorie collegate. Una pre-intesa che pone le basi per il superamento del contratto nazionale: da qui al 18 di aprile, giorno previsto per la firma ufficiale, si tratterà essenzialmente sul Mezzogiorno. Questo contratto ci ha mostrato ancora una volta linesistenza della democrazia reale: operaie e operai non hanno potuto leggere, discutere e decidere la piattaforma. Ora dobbiamo chiedere di discutere in tutti i luoghi di lavoro almeno la pre-intesa contrattuale. Nessuna informazione e nessun sciopero: mentre il padronato si scaglia con violenza contro il diritto di sciopero, verifichiamo che senza scioperi e senza lotte non si porta a casa nulla. A questo sindacato tutto proteso verso la competitività dellimpresa, operai e operaie rispondono, con i piedi, con labbandono silenzioso ed individuale del posto di lavoro, tanto più in questi settori con i salari più bassi di tutta lindustria. Lo spostamento delle fabbriche nellEuropa dellest e in altri paesi è necessario al padronato settentrionale perché con la bassa disoccupazione non trova più manodopera disposta a lavorare a ritmi frenetici e a salari infimi. Qualcuno mugugnerà come al solito, qualche sindacalista non sarà proprio daccordo ma poi come in ogni occasione diranno non si poteva fare più di così. La svolta impressa negli ultimi anni dalle organizzazione sindacali sembra precisa: basse richieste, scarsa se non nulla informazione e discussione sulle piattaforme di rinnovo, decisioni prese in alto e che gli stessi funzionari provinciali faticano a fare proprie. Ma i sindacati parleranno della competitività del settore, della necessità di fare concorrenza agli altri paesi (cioè agli altri operai/e). Occorre competere con i cinesi? No, occorre rimpinguare le tasche dei padroni con altri profitti, possibilmente qui, senza correre tanti rischi in paesi lontani e pericolosi! Basta guardare a Benetton, che facendo maglioni si è comperato lAutostrada o qui più vicino, il sig. Luigino Rossi che si è comperato il Gazzettino, o ancora Marzotto che dopo aver acquistato una ditta pubblica come la Lanerossi pagata la solita pippata di tabacco, la chiude e la sposta in Lituania perché si ritrova con operaie e operai indisponibili alla flessibilità a tutti i costi. La firma posta in questo contratto è un ulteriore arretramento, anzi è il peggiore arretramento che le organizzazioni sindacali potessero accettare.DOVE HA SFONDATO FEDERTESSILE SALARIO La piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali prevedeva un aumento per il 3° livello un aumento di 68.000 lire sulla base di uninflazione programmata dell1,2% nel 2000 e all1,1% nel 2000. Si sono ottenute 64.000 lire, ma linflazione oggi è più del doppio di quella programmata (2,5%)!!! E da dieci anni che il salario non cresce realmente e che il costo della vita continua a correre. Le 64.000 sono divise in due tranche una di 34.000 a maggio 2000, le altre 30.000 lire ce le daranno nel febbraio del 2001. E che dire poi dell"una tantum" di 120.000 lire ad aprile? Una carità pelosa, mentre operai ed operaie delle ditte che lavorano in conto terzi (cioè i tre quarti) avranno diritto a questi miseri aumenti in modo molto più graduale; ciò significa che per loro gli aumenti saranno spostati oltre febbraio del 2001. La concertazione pacifica ha portato a salari ridicoli fermi da anni mentre le linee continuano a correre sempre più forti. ORARIO La conquista di un orario massimo giornaliero e di un orario massimo settimanale è stata ottenuta con dure battaglie operaie: ora quella conquista è scomparsa. Durante lanno il numero di ore settimanali potrà variare da 32 a 48 ore in base alle "esigenze del mercato" (cioè in base alle esigenze del padrone). Siamo così obbligati a lavorare anche il SABATO, magari anche 9 ore al giorno, e forse anche la domenica. Insomma operaie e operaie diventeranno degli "operatori turistici", si lavora in luglio, agosto, o a Natale se serve. Inoltre le 96 ore di flessibilità rimangono tutte a disposizione del padrone, questo per ricordare che il padronato non abbandona nessuna (sua) conquista. Le organizzazioni sindacali dicono che si contratterà in azienda, ma chi può contrattare in settori dove l85% delle aziende è sotto ai 50 dipendenti e pochissimi hanno delegati in fabbrica? MEZZOGIORNO Si vorrebbe fosse chiamato contratto nazionale ma continua a dividerci: tra sud e nord; tra Cfl, apprendisti, indeterminati, determinati; tra aziende terziste e aziende madri. Le lavoratrici e i lavoratori del Mezzogiorno già soffrono salari più bassi e peggiori cattive condizioni di lavoro. Ora le organizzazioni sindacali si sono riservati venti giorni per discutere proprio sul Mezzogiorno, che cosa riusciranno a firmare? Dobbiamo imporre condizioni uguali per uguale lavoro. BANCA ORE E PART-TIME Viste le nostre buste paga (1.400.000-1.700.000) come si può rinunciare a 32 ore di ex-festività per metterle in una Banca Ore? E con questi stipendi chi può lavorare part-time? La risposta operaia deve essere chiara CHIEDETE LA CONVOCAZIONE DELLE ASSEMBLEE PER VOTARE NO AL NUOVO CONTRATTO TRUFFA. GLI INTERESSI OPERAI NON HANNO CONFINI Coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori calzaturieri della Riviera del Brenta S.i.p. Via Cairoli, 80 - Dolo (Ve) Aprile 2000 - stampato in proprio. |