Verbale d'intesa
Il 22 dicembre 1998, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Massimo D'Alema, con il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Dott. Antonio Bassolino, hanno incontrato il Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Vannino Chiti, il Presidente dell'Unione delle Provincie Italiane (UPI), Andrea Lepidi e il Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Enzo Bianco.
L'incontro si è svolto contestualmente alla riunione nella quale il Governo e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, hanno concordato il testo del "Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione" nel quale è contenuto l'impegno del Governo a promuovere un apposito protocollo sottoscritto dalle istanze rappresentative delle Regioni, delle Province e dei Comuni e dalle parti sociali, in cui vengono concordate le forme e i modi della partecipazione delle istituzioni regionali e locali alla concertazione nazionale e all'attuazione, a livello locale, degli obiettivi del patto.
Al termine dell'incontro è stata raggiunta l'intesa
sul testo allegato del "Protocollo sulla partecipazione delle Regioni,
delle Provincie e dei Comuni all'attuazione del "Patto sociale per lo sviluppo
e l'occupazione", che le parti si riservano di firmare dopo aver esperito
le rispettive procedure di verifica e consultazione.
Protocollo sulla partecipazione delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni all'attuazione del "Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione"
1. Il processo di attribuzione legislativa e di decentramento
di compiti e funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni, alle Provincie
e ai Comuni avviato, in attuazione del principio di sussidiarietà
con la legge n.59 del 1997, con i successivi decreti legislativi di attuazione
e con le leggi regionali di puntuale disciplina delle funzioni conferite,
rendono necessario il pieno coinvolgimento dei governi locali e delle istituzioni
che operano a livello territoriale per il raggiungimento degli obiettivi
individuati nel "Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione".
2. In tale contesto le Regioni, le Provincie ed i Comuni italiani intendono costruire in modo concertato la propria partecipazione alla attuazione ed allo sviluppo del Patto sociale in modo da rendere coerente ogni azione di sostegno alla crescita produttiva e allo sviluppo, qualitativo e quantitativo dell'occupazione nel territorio.
3. Il Governo, dal canto suo, si impegna ad estendere alle Regioni, alle Provincie ed ai Comuni, nelle forme che saranno concordate, i meccanismi di verifica previsti dal Patto sociale in relazione alla presentazione del "Documento di programmazione economico-finanziaria" al Parlamento, alla presentazione all'Unione Europea del "Piano d'azione per l'occupazione" ed alla predisposizione della manovra di finanza pubblica collegata con la legge finanziaria.
4. Il Governo si impegna altresì ad assicurare, nelle forme che saranno concordate, una costante partecipazione in ordine alle materie che rientrano nelle sfere di competenza delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni oggetto di concertazione con le parti sociali, nell'ambito dei meccanismi previsti dal "Patto sociale".
5. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni assumono la concertazione territoriale con le parti sociali come metodologia capace di rendere sinergiche le azioni dei diversi soggetti sociali protagonisti dello sviluppo e di saldarla, sulla base di alcuni principi fondamentali quali una visione unitaria delle risorse pubbliche (locali, regionali, nazionali e comunitarie) ed una forte coesione istituzionale, con le strategie e gli obiettivi del "Patto sociale".
6. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni si impegnano perciò ad attivare ed a sviluppare rapporti organici con le parti sociali dei rispettivi territori e ad identificare con esse specifiche sedi di concertazione sui più rilevanti aspetti delle politiche regionali e locali in favore dello sviluppo e della occupazione.
7. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni si impegnano infine
ad individuare nelle singole realtà territoriali metodologie di
concertazione che consentano di specificare, oltre che le singole materie
oggetto della concertazione, anche gli opportuni momenti di verifica degli
obiettivi programmati.