Allegato 4: Formazione, sviluppo locale e Pubblica
amministrazione
La politica delle risorse umane è un elemento centrale
della strategia di sviluppo del Mezzogiorno. Per costruire un intervento
"ordinario" che crei sviluppo occorre un salto di qualità nella
politica delle risorse umane delle pubbliche amministrazioni. Formazione,
aumento di competenze, riorganizzazione degli uffici e delle strutture
devono essere al centro delle politiche nazionali e locali come strumenti
attuativi delle riforma amministrativa e del decentramento.
Gli obiettivi verso i quali far convergere le risorse
a disposizione devono riguardare :
-
la formazione e l’assistenza alle amministrazioni per rafforzare
la loro efficienza ed efficacia, ai fini della promozione dello sviluppo
socioeconomico;
-
la coesione e l’innovazione amministrativa, attraverso il
miglioramento della qualità dei servizi e degli standard di funzionamento;
la sperimentazione e il trasferimento sistematico di pratiche di eccellenza
costituiscono, in questa prospettiva, un efficace strumento di integrazione
e di messa in comune di risorse;
-
i processi di decentramento di compiti statali, mettendo
in condizione le nuove strutture regionali e locali di operare secondo
schemi e regole rinnovate e semplificate;
-
la riqualificazione e l’aggiornamento professionale delle
risorse esistenti e l’acquisizione, da parte delle pubbliche amministrazioni,
di nuove professionalità capaci di gestire le diverse fasi del cambiamento;
-
il sostegno dell’azione delle amministrazioni locali interessate
al decollo dei patti territoriali e delle altre forme di negoziazione programmata;
-
il miglioramento delle forme di integrazione e di scambio
di dati e informazioni tra amministrazioni statali e amministrazioni locali,
in tema di utilizzo dei fondi strutturali, di anagrafe unica dei cittadini,
di sportello unico per il cittadino;
-
lo sviluppo locale, mediante azioni finalizzate a promuovere
il ruolo di sviluppo delle amministrazioni locali e la dotazione di figure
nuove quali gli agenti di sviluppo;
-
l’innovazione amministrativa, mediante un laboratorio sperimentale
finalizzato a individuare le iniziative di eccellenza, da trasferire previa
la loro ingegnerizzazione. Il programma, finanziato con risorse CIPE, è
particolarmente mirato allo sportello unico per le imprese, in coerenza
con le prime iniziative finanziate con il programma PASS.
Il governo, in questo quadro, si impegna ad attivare immediatamente
i progetti del Dipartimento della Funzione Pubblica, coordinati dal Formez,
previsti nella programmazione pluriennale e legati al potenziamento dell’intervento
delle amministrazioni per lo sviluppo locale. Per tali progetti, che saranno
raccordati con la più complessiva offerta di istruzione e formazione
a tutti i livelli, saranno previsti momenti di confronto preliminare con
le forze sociali. In particolare, il governo intende:
-
dare immediata attuazione al progetto RAP di formazione,
assistenza e consulenza delle amministrazioni decentrate sullo sviluppo
locale, che ha l’obiettivo di potenziarne la capacità anche con
la costruzione di una leva di "agenti di sviluppo " interni ed esterni
alle amministrazioni e alle agenzie di sviluppo locale (170 miliardi circa);
-
dare immediata attuazione al progetto di formazione e assistenza
per l’attuazione dello Sportello Unico per le imprese (49 miliardi circa);
-
rafforzare il progetto sulla formazione per il decentramento
del Ministero del Lavoro e per la costituzione dei servizi per l’impiego
locali (11 miliardi circa);
-
completare il progetto Pass con interventi ulteriori per
circa 100 miliardi.
Il totale di questi interventi immediatamente cantierabili
prevede complessivamente un investimento di risorse nazionali (al netto
di risorse aggiuntive delle amministrazioni locali e regionali) pari a
230 miliardi circa, che potranno essere utilizzati anche come quota di
cofinanziamento nazionale per attivare progetti comunitari in grado di
mobilitare risorse complessive assai superiori.
Il governo si impegna, inoltre, a dare attivazione immediata
ai seguenti progetti previsti e finanziati nella programmazione pluriennale
straordinaria del Dipartimento della Funzione Pubblica e coordinati dal
Formez:
-
progetto sull’innovazione amministrativa e sulla riorganizzazione
e coesione delle amministrazioni -CIPA (50 miliardi circa);
-
progetto di estensione dei corsi concorso alle amministrazione
locali e regionali (20 miliardi circa);
-
progetto di formazione sulla protezione civile (10 miliardi
circa);
-
progetto di formazione sulla legge 626 nel settore pubblico
(finanziamento da definire);
-
progetto di formazione (coordinato dall’Aipa) connesso all’applicazione
della rete unitaria della Pubblica Amministrazione.
Il totale di questi interventi prevede complessivamente un
investimento di risorse nazionali (al netto di risorse aggiuntive delle
amministrazioni locali e regionali) pari a circa 100 miliardi circa, che
potranno essere utilizzati anche come quota di cofinanziamento nazionale
per attivare progetti comunitari in grado di determinare risorse complessive
superiori.
Il governo si impegna infine ad acquisire nuove risorse
nell’ambito del prossimo Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006, essendo
evidente che la coesione e l’omogeneità degli standard di efficienza
delle amministrazioni dei vari Paesi sono elementi irrinunciabili nel contesto
del mercato unico europeo. I progetti per lo sviluppo locale e per la coesione
e l’innovazione amministrativa vanno ricompresi tra le linee prioritarie
d’azione da sviluppare mediante il ricorso ai prossimi finanziamenti europei.
L’aumento delle risorse per la formazione deve consentire
di raggiungere in tempi certi la soglia dell’1 per cento del monte salari
del settore pubblico
-
Il governo si impegna sia a presentare alle parti sociali
entro l’aprile 1999 un piano straordinario sulla formazione del settore
pubblico che raccolga le varie proposte e linee programmatiche sia a procedere
al riordino del settore anche con l’attuazione della delega relativa e
con la riorganizzazione della SSPA.
A tal fine il Governo si impegna a costituire con le parti
sociali presso il Dipartimento per la Funzione Pubblica un gruppo di lavoro
finalizzato a definire nel termine di 4 mesi:
-
gli obiettivi a breve e medio termine di una politica formativa
per i lavoratori pubblici secondo le seguenti priorità:
a1 – favorire la riconversione professionale dei lavoratori
interessati dai processi di mobilità indotti dal decentramento istituzionale
e amministrativo;
a2 – predisporre gli interventi e gli strumenti formativi
indotti dall’applicazione dei nuovi ordinamenti professionali;
a3 – riqualificare i dirigenti delle PP.AA., con particolare
riguardo ai nuovi compiti in materia di gestione economica per centri di
costo, di conduzione delle relazioni sindacali, di responsabilità
organizzativa;
a4 – riqualificare e rafforzare, con particolare riguardo
agli uffici periferici del Ministero del Lavoro, i supporti amministrativi
pubblici di sostegno alle nuove procedure extragiudiziali di conciliazione
e di arbitrato.
-
i principi e il disegno generale del nuovo sistema formativo
dei lavoratori pubblici, favorendo le sinergie tra le diverse competenze
e i vari soggetti istituzionali.
-
i principi organizzativi e le competenze professionali per
l’introduzione sistematica nelle PP.AA. di strutture preposte alla formazione
dei lavoratori pubblici quale fondamentale elemento di una nuova politica
del personale.
-
le forme di partecipazione e il rapporto con l’attività
contrattuale delle fasi di attuazione dei progetti formativi.
-
i sistemi di certificazione e monitoraggio dell’offerta pubblica
e privata di formazione.
Ulteriori risorse saranno reperite nell’ambito dei bilanci
delle singole amministrazioni, i cui programmi formativi dovrebbero armonizzarsi
con gli obiettivi strategici sopra richiamati.
Lo strumento dell’accordo di programma ai diversi livelli
e il coinvolgimento della Conferenza unificata Stato - Regioni - Autonomie
locali dovranno assicurare le necessarie sinergie e forme di collaborazione
tra i vari soggetti istituzionali, nel rispetto dei reciproci ruoli. Con
gli stessi strumenti di concertazione va promosso il coinvolgimento delle
organizzazioni sindacali e l’interscambio di esperienze con il mondo delle
imprese.