La sanzione
disciplinare deve essere proporzionale alla gravità
dellinfrazione, considerata negli aspetti oggettivi
e soggettivi Questo principio deve essere
applicato sia del datore di lavoro che dal giudiceIn materia disciplinare, nel
rapporto di lavoro subordinato vige il fondamentale
principio, affermato dallart. 2106 cod. civ., in
base al quale la sanzione deve essere proporzionale alla
gravità della infrazione.
Questo principio
deve essere applicato sia da parte del datore di lavoro
nellesercizio del suo potere disciplinare, sia dal
giudice che sia chiamato a controllare la legittimità
della sanzione. Al fine di stabilire se il principio di
proporzionalità sia stato rispettato, il giudice deve
tener conto non solo delle circostanze oggettive, ma
anche delle modalità soggettive della condotta del
lavoratore, in quanto anche queste ultima incidono sulla
determinazione della gravità della trasgressione e
quindi della legittimità della sanzione. Può essere
ritenuta congrua la sanzione di cinque giorni di
sospensione inflitta a due lavoratrici addette a servizi
di ristorazione aziendale che abbiano eseguito vendite a
prezzi maggiorati rispetto al listino (Cassazione Sezione
Lavoro n. 736 del 23 gennaio 2002, Pres. Saggio, Rel.
Balletti).
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