| Patto per lo sviluppo delleconomia, del lavoro, della qualità e della
coesione sociale in Lombardia
Milano, luglio 2001
PREMESSO CHE
- La Regione, nel tutelare e perseguire linteresse generale della
società lombarda, valorizza il ruolo delle rappresentanze organizzate degli specifici
interessi economici e sociali e, coerentemente allo Statuto regionale e ai principi
fondanti della Repubblica Italiana e dellUnione Europea,
- Promuove il concorso dei cittadini, delle loro formazioni sociali,
degli altri corpi intermedi della società lombarda e delle Autonomie Territoriali e
Funzionali, alla realizzazione delle funzioni di programmazione, regolazione ed intervento
in cui si sostanzia lazione del Governo regionale, favorendo ed attuando la rigorosa
applicazione del principio di sussidiarietà, orizzontale e verticale;
- Afferma e riconosce nel partenariato economico-sociale e nella
cooperazione con le Autonomie Territoriali e Funzionali, gli strumenti con cui affrontare
e dare risposta alle grandi questioni dello sviluppo economico, sociale, amministrativo e
del lavoro in Lombardia;
- La Regione e le Parti riaffermano ladesione ai principi e ai
metodi di partenariato indicati nel "Patto per lo sviluppo delleconomia e del
lavoro in Lombardia" siglato il 19 maggio 1998 che viene ulteriormente esplicitato
nel presente atto quale complesso di procedure di informazione, consultazione preventiva e
concertazione;
- La Regione e le Parti, sulla base di tali convinzioni e di quanto
positivamente verificato nella realizzazione degli obiettivi del Patto sottoscritto
durante la VI legislatura, si impegnano, col presente atto a:
- rinnovare, estendere e qualificare ulteriormente - in riferimento
agli obiettivi individuati per lattuale legislatura il metodo del
partenariato e gli strumenti così sperimentati;
- promuovere presso il Consiglio regionale e nel pieno rispetto delle
sue prerogative, la piena valorizzazione nello Statuto regionale dei principi e dei metodi
del partenariato;
- Le Parti, nel riconoscere lessenziale ruolo della Regione quale
istituzione di programmazione e nel prendere atto delle scelte e degli obiettivi contenuti
nel Programma Regionale di Sviluppo per la VII legislatura, si impegnano a confrontarsi e
a cooperare con il Governo regionale - nel rispetto dei ruoli di ciascuno e a partire dal
comune impegno per il conseguimento degli obiettivi indicati come prioritari nel presente
Patto - per la realizzazione di un costante e significativo percorso di crescita civile,
economica, sociale ed amministrativa della Lombardia.
TUTTO CIO PREMESSO
La Regione e le Parti concordano sugli
obiettivi, le linee dazione, gli strumenti e le modalità di partenariato indicati
nel presente "Patto per lo Sviluppo delleconomia, del lavoro, della qualità e
della coesione sociale in Lombardia per la VII legislatura".
PATTO PER LO SVILUPPO
DELLECONOMIA, DEL LAVORO, DELLA QUALITA E DELLA COESIONE SOCIALE IN LOMBARDIA
PER LA VII LEGISLATURA
PARTE I
OGGETTO E FINALITA DEL PATTO
Il "Patto per lo Sviluppo delleconomia,
del lavoro, della qualità e della coesione sociale in Lombardia per la VII
legislatura" (di seguito "Patto per lo Sviluppo") è laccordo con il
quale la Regione, le Parti Sociali e gli altri soggetti del partenariato economico-sociale
indicano ed esplicitano le comuni scelte strategiche, le priorità condivise e gli
interventi conseguenti rispetto ai quali ciascuno secondo il proprio ruolo e
nellautonomia delle proprie competenze e prerogative assumono il reciproco
impegno a cooperare e ad agire sinergicamente, secondo le modalità individuate nello
stesso Patto.
Gli obiettivi e le modalità di attuazione del
presente Patto, fanno riferimento allo Statuto regionale e agli strumenti di
programmazione regionale annuale e pluriennale e si articolano sulle aree-obiettivo
indicate nella Parte II di questo documento.
Con il presente Patto, la Regione e le Parti
assumono limpegno a:
- Cooperare nella realizzazione di una politica organica di sviluppo
economico-sociale finalizzata allinnalzamento dei livelli di qualità,
sostenibilità e innovazione dei fattori e dei processi. In tal senso, la Regione e le
Parti, si impegnano a:
- promuovere la competitività del sistema delle imprese, la crescita
di unoccupazione qualificata, il benessere dei cittadini e dei lavoratori lombardi;
- rimuovere le cause di marginalità ed esclusione e favorire
lintegrazione e la coesione sociale;
- valorizzare il ruolo dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e
dei lavoratori, innanzitutto accrescendone la libertà di scelta e dazione e,
contemporaneamente, promuovere in un contesto di federalismo solidale - la costante
modernizzazione dellassetto normativo, amministrativo, fiscale, infrastrutturale e
di servizi in cui sono chiamati a vivere ed operare;
- concorrere, favorendo lopportuno raccordo con le politiche
adottate in sede nazionale e comunitaria, alla ripresa, a tutti i livelli, di una politica
dei redditi e tariffaria che incida positivamente sulla vita delle famiglie e dei singoli
cittadini, nonché sul sistema di garanzie sociali ad essi rivolto;
- ricercare sistematicamente, secondo le modalità indicate nel
presente Patto e nel rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascuna parte, il confronto
finalizzato allindividuazione di soluzioni condivise nei passaggi più significativi
dellazione di Governo regionale e nei relativi provvedimenti di programmazione
regionale;
- convergere sugli obiettivi prioritari individuati e cooperare
nellattuazione dei conseguenti atti programmatori e amministrativi.
PARTE II
Obiettivi del Patto
2.1 Attuazione del federalismo e
semplificazione normativa
La Regione e le Parti prendono positivamente atto
che il contesto istituzionale italiano ed europeo è avviato verso laffermazione di
un modello federale e reputano tale modello il più idoneo per la crescita del benessere e
dei diritti dei cittadini e per lo sviluppo del sistema sociale, economico e territoriale
lombardo.
La Regione e le Parti, coerentemente alle scelte e
alla normativa nazionale ed europea, intendono valorizzare tale percorso, al fine di
costruire un modello di governo capace di:
- Promuovere un ordinamento statale più adeguato ad operare nel
processo di integrazione europea e a reggere le sfide della globalizzazione, anche
attraverso una coerente ridefinizione della sua organizzazione interna;
- Promuovere una forte semplificazione e
modernizzazione istituzionale, al fine di avere uno Stato più efficiente, articolato in
un solido sistema di istituzioni nazionali, regionali e locali tra loro integrate, in modo
da valorizzare e coniugare, al tempo stesso, le virtù dell'autogoverno e della
cooperazione ed assicurare la solidarietà e la coesione sia tra i diversi sistemi
territoriali sia tra le diverse fasce della popolazione;
- Realizzare compiutamente il ruolo delle Regioni quali istituzioni di
indirizzo e di alta programmazione, dando così piena attuazione alla Costituzione della
Repubblica e ai Trattati fondanti dellUnione Europea.
- Riconfermare le garanzia dei diritti costituzionali in un contesto in
cui la differenziazione territoriale riguarda le politiche, gli strumenti, i modelli
organizzativi, non i diritti dei cittadini garantiti dalla Costituzione e dalle leggi
nazionali, i quali, al contrario, hanno bisogno, di una più forte fondazione a livello
sovranazionale, come è avvenuto con l'elaborazione della Carta europea dei diritti
fondamentali.
- Avvicinare il più possibile le funzioni di interesse pubblico svolte
dalla Pubblica Amministrazione al territorio e alle istituzioni più prossime ai
cittadini, alle famiglie e alle imprese, a partire dal livello istituzionale inferiore,
derogando a tale principio solo per oggettive, limitate e chiaramente identificate
esigenze di mantenimento delle funzioni al livello superiore (sussidiarietà verticale).
- Valorizzare lautonoma capacità dei cittadini, singolarmente o
attraverso le formazioni sociali, di perseguire interessi di carattere generale e svolgere
funzioni di interesse pubblico tramite il mercato e il privato sociale, in un quadro di
regole e di standard qualitativi (sussidiarietà orizzontale).
- Coerentemente a questi principi, la Regione e le Parti si impegnano a
cooperare per il raggiungimento dei seguenti obiettivi prioritari:
- Attribuire alle Regioni tutte le funzioni che non necessitano di una
gestione unitaria a livello nazionale o comunitario, in linea con quanto già previsto dal
testo di riforma del Titolo V della Costituzione, licenziato dalle Camere e sottoposto a
referendum confermativo, attuando la piena devoluzione delle competenze legislative e
amministrative e delle leve di controllo delle stesse, con il relativo trasferimento delle
risorse dallo Stato alle Regioni agli EE.LL e alle Autonomie Funzionali
- Consentire alle Regioni di procedere nella assunzione e
nellesercizio dei nuovi poteri con formule che assicurino la scelta dei tempi
ritenuti più consoni;
- Valorizzare ed accrescere tutti gli spazi di autonomia già insiti
nel processo di decentramento di funzioni amministrative statali a Costituzione invariata
avviato con la legge 59 / 97 e nella nuova formulazione del Titolo V della Costituzione
così come licenziato dalle Camere e sottoposto a referendum confermativo
- Promuovere, nelle opportune sedi istituzionali, la piena attuazione
del processo di riforma in senso federale dello Stato, anche attraverso listituzione
di un Senato Federale rappresentativo delle Regioni e la conseguente riforma della Corte
Costituzionale.
- Avviare e sperimentare meccanismi permanenti, iniziative e programmi
atti a sviluppare la cooperazione interregionale, specie con le Regioni del Mezzogiorno,
al fine di valorizzarne la complementarità e di creare percorsi virtuosi a sostegno dello
sviluppo reciproco.
La Regione e le Parti, nel quadro della
realizzazione del federalismo, considerano fondamentale lattuazione di un effettivo
federalismo fiscale che metta in sintonia i principi dell'autonomia, della
responsabilizzazione e della cooperazione di ogni livello di governo. Ogni livello di
governo deve poter disporre di una propria autonomia finanziaria, e va pertanto assicurato
che vengano trattenute quote rilevanti di risorse fiscali sul territorio regionale,
superando i meccanismi della finanza derivata dal centro. Al tempo stesso vanno affrontati
i problemi della perequazione tra aree forti e deboli del Paese, tra Nord e Sud.
In tal senso, la Regione e le Parti auspicano una
graduale ma sostanziale modifica del sistema fiscale verso un modello basato sui principi
di invarianza e in prospettiva di riduzione della pressione fiscale generale; di
semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese contribuenti; di
competitività e solidarietà tra le Regioni; di accrescimento di una significativa
autonomia fiscale regionale e locale.
La riforma in senso federalista dello Stato deve
altresì accompagnarsi con la riorganizzazione delle istituzioni di governo regionali e
locali. Le Regioni devono diventare sede di governo di una rete di amministrazioni locali
tra loro integrate. In tale contesto è da innovare fortemente la maglia amministrativa
comunale, incentivando unioni e associazioni intercomunali.
Nellambito di tale processo, la Regione si
impegna, coinvolgendo e promuovendo la partecipazione delle Parti e delle Autonomie
locali, ad una conseguente riforma dellassetto normativo regionale, sia in un ottica
di effettivo adeguamento allimpianto normativo nazionale e comunitario orientato al
federalismo, sia ai fini di una effettiva ed ampia semplificazione del dettato normativo
stesso.
A tal fine, la Regione e le parti individuano quale
obiettivo iniziale lapprovazione e la realizzazione di un Programma Annuale di
Semplificazione e Delegificazione della normativa regionale, volto a snellire e
razionalizzare il corpus normativo regionale (semplificazione amministrativa e
riordino legislativo), anche attraverso la predisposizione di Testi Unici per materia.
2.2 Programmazione regionale, programmazione
negoziata e rapporti con lEuropa
2.2.1. Programmazione Regionale
La Regione e le Parti condividono il processo
che ha portato in questi anni a superare la concezione centralista della pianificazione e
concordano sullesigenza di proseguire ed accelerare ulteriormente il processo di
innovazione della metodologia di programmazione già in atto, per configurare sempre
meglio il ruolo della Regione quale istituzione di alta programmazione e di indirizzo
strategico dello sviluppo lombardo e in particolare individuano quali obiettivi
prioritari:
- il completamento della connessione e dellintegrazione
trasversale tra gli strumenti regionali di alta programmazione (Programma Regionale di
Sviluppo, Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale) e i documenti di
programmazione e rendicontazione finanziaria (Bilancio di previsione, Legge finanziaria,
Conto consuntivo);
- la piena affermazione di un sistema di valutazione e controllo
strategico e gestionale sulla realizzazione del Programma Regionale di Sviluppo che sia di
effettivo supporto alla costante crescita di efficacia ed efficienza dellazione
regionale, nonché un veicolo per la sua massima trasparenza;
- la revisione organica e la messa a sistema degli strumenti di
finanziamento delle priorità definite in sede di programmazione (FRISL, FIP, Accordi di
programma, etc.), nonché lattivazione di forme strutturali di compartecipazione di
risorse private allazione regionale (valutazione del rischio di credito, finanza di
progetto, cartolarizzazione, leasing internazionale, etc.) al fine di dotare il Governo
regionale degli strumenti atti a sostenere in modo flessibile ed adeguato le domande
prioritarie di sviluppo della realtà lombarda.
Al fine di favorire una crescente
interazione e coerenza tra le funzioni di programmazione ed indirizzo proprie della
Regione e le esigenze specifiche del territorio lombardo, espresse per il tramite: i)
della programmazione locale propria delle Province, ii) delle iniziative e dei programmi
realizzati dalle altre Autonomie territoriali e funzionali, iii) della fattiva presenza
delle Organizzazioni imprenditoriali, dei Sindacati dei lavoratori e delle altre Autonomie
sociali, la Regione e le Parti, si impegnano a sostenere la piena territorializzazione
della programmazione regionale, sia cooperando alladeguamento degli strumenti di
programmazione propri della Regione, sia promuovendo con idonee e permanenti modalità di
interazione e di dialogo - innanzitutto tramite i Tavoli Territoriali di Confronto e le
sedi della programmazione negoziata - il confronto e la selezione sulle priorità
dintervento espresse dalle specifiche aree-sistema omogenee che costituiscono il
territorio lombardo.
Tale processo di selezione delle priorità, a
parità di risorse impegnate dalla programmazione regionale, deve essere finalizzato:
- ad una maggiore efficacia dellintervento regionale nel
rispondere ai fabbisogni di ciascun territorio;
- allintegrazione tra la programmazione e le linee
dintervento della Regione, delle altre istituzioni e dei soggetti privati al fine di
evitare sprechi e sovrapposizioni;
- allattivazione di risorse aggiuntive rispetto a quelle
disponibili sul bilancio regionale;
- alla trasparenza delle scelte effettuate e dei risultati conseguiti.
2.2.2 Programmazione negoziata
La Regione e le Parti considerano positivo lutilizzo
degli strumenti di programmazione negoziata con il Governo nazionale (Intesa Istituzionale
di programma, Accordi di Programma Quadro) finora realizzatosi, e ne auspicano la
prosecuzione al fine sia di far accedere la Lombardia alle risorse aggiuntive già
concordate col Governo, sia di estendere tale modalità di collaborazione tra Stato e
Regione ad ulteriori ambiti dintervento. La Regione e le Parti si impegnano a
cooperare per la formulazione di proposte al Governo nazionale atte a migliorare
ulteriormente tale metodologia di lavoro.
La Regione e le Parti, nel constatare la scarsa
funzionalità degli strumenti di programmazione negoziata a livello locale (Patti
territoriali, Contratti dArea rispetto alle esigenze di sviluppo del tessuto
socioeconomico lombardo, si impegnano a promuovere a livello regionale una rapida riforma
della programmazione negoziata, così da introdurre ed applicare strumenti innovativi,
idonei alle specifiche esigenze della realtà economica e sociale lombarda e ispirati
alla massima semplicità amministrativa.
Le Parti alle quali la Regione riconosce,
insieme agli Enti locali e alle Autonomie Funzionali, il ruolo di primario attivatore
degli strumenti di programmazione negoziata , si impegnano a sostenere la
qualificazione, la diffusione e la realizzazione di tali strumenti sul territorio
lombardo, in sintonia con la programmazione regionale.
2.2.3. Rapporti con l'Europa
La Regione e le Parti si impegnano altresì a
determinare una crescente integrazione tra gli strumenti di programmazione comunitaria da
un lato e quelli di livello regionale e nazionale dallaltro, con particolare
riguardo per le risorse e i programmi previsti dalla programmazione comunitaria 2000-2006.
La Regione e le Parti, ritengono che vada proseguita
e intensificata l'azione di coordinamento e semplificazione nella programmazione e
nellutilizzo dei fondi comunitari finora realizzata dal Governo regionale,
innanzitutto per il tramite della Cabina di regia regionale per le politiche comunitarie.
A tale fine si impegnano a favorire, anche mediante
unadeguata rappresentanza degli interessi espressi per il tramite dei Soggetti
promotori del Presente Patto e il coinvolgimento delle Autonomie Territoriali e
Funzionali:
- la riprogrammazione dei fondi in una logica di priorità per le
misure finalizzate alla valorizzazione, al sostegno ed allo sviluppo del sistema del
lavoro e delle imprese, avuto particolare riguardo alle PMI, sulla base della qualità
delle proposte progettuali e della loro coerenza con gli obiettivi di cui al presente
patto;
- lindividuazione di modalità innovative per la gestione dei
fondi comunitari ai fini della massima efficacia ed efficienza della programmazione, della
semplificazione delle procedure, dellanticipazione di fondi regionali nel
finanziamento di interventi rientranti in programmi comunitari;
- lulteriore potenziamento degli strumenti e degli organismi di
coordinamento ed indirizzo intersettoriale preposti ad integrare i diversi strumenti
attivati dalla programmazione comunitaria in sede regionale e locale.
La Regione e le Parti, consapevoli della crescente
rilevanza che la dimensione comunitaria assume ai fini dello sviluppo della Lombardia, si
impegnano in coerenza con la politica nazionale, a rafforzare la propria azione
congiunta per promuovere gli interessi della Lombardia a Bruxelles e nei confronti delle
altre Regioni dEuropa.
A tal fine dichiarano la propria comune volontà a:
- svolgere una rappresentanza di sistema della Lombardia e dei
suoi interessi economico-sociali, utilizzando ed attivando le opportune
sinergie con gli strumenti messi a disposizione dalla Regione (Delegazione
regionale e Casa di Lombardia a Bruxelles);
- consolidare e rafforzare le occasioni di confronto, dialogo e
cooperazione con altre Regioni europee e con le analoghe rappresentanze degli interessi
economico sociali, delle Autonomie Funzionali e Territoriali, a partire dalla
valorizzazione delle esistenti reti bilaterali e multilaterali a cui la Lombardia
partecipa;
- promuovere la nascita e il consolidamento di un Club delle Regioni
leader dEuropa, a partire dallesperienza dei Quattro Motori, anche favorendone
linterazione e il dialogo con il Comitato delle Regioni e con il Comitato Economico
Sociale.
2.3 Sviluppo sociale, valorizzazione della
persona e della famiglia e innovazione del sistema di Welfare
La Regione e le Parti, a fronte degli innovativi
processi di riforma in atto nei sistemi sanitario e socio assistenziale, avviati in
Lombardia con la legislazione regionale e nazionale sottolineano la necessità di
qualificare ulteriormente la dotazione e laccessibilità di sistema dei servizi
pubblici e privati ai cittadini e alle famiglie lombarde, al fine di tutelare e promuovere
le esigenze di sviluppo e coesione sociale e di contemperarle con i nuovi processi di
erogazione dei servizi atti a valorizzare le professionalità coinvolte e a soddisfare le
aspettative degli utenti. A tal fine si concorda sullopportunità di ricercare
soluzioni condivise per lattuazione di alcuni obiettivi della politica
sanitaria e sociale, che saranno indicati nel Piano Socio Sanitario Regionale.
La Regione e le Parti, concordano sulla opportunità
che il Governo nazionale proceda alla definizione del P.S.N., allinterno del
quale definire i livelli essenziali di assistenza da garantire sul territorio nazionale e
le correlate risorse economiche, nonchè di confermare e dare piena realizzazione al
processo di regionalizzazione del sistema socio-sanitario, attuando e rafforzando la
normativa atta a consentire alla Regione un responsabile e pieno governo della spesa e
dellautonomia regionale nella gestione delle competenze in materia di sanità in un
quadro di compatibilità con i conti pubblici e i relativi impegni.
In tali contesti la Regione e le Parti si impegnano
a completare la riforma della sanità e del sistema socio sanitario e socio assistenziale
partendo dagli obiettivi definiti dalla legislazione regionale e nazionale e in
particolare si impegnano a:
- migliorare la capacità di cura del sistema socio-sanitario e
promuoverne la qualificazione, anche accrescendo la libertà di scelta consapevole del
cittadino e valorizzando il suo primario ruolo quale destinatario dei servizi;
- riorganizzare la rete dellofferta ospedaliera e del sistema
dellurgenza e dellemergenza e sviluppare la rete dei distretti e dei presidi
territoriali
- attuare compiutamente una reale contrattazione tra ASL e soggetti
erogatori accreditati,
- attuare la valutazione dellappropriatezza e della qualità
delle prestazioni erogate;
- razionalizzare ulteriormente la spesa sanitaria, a parità di servizi
offerti, accrescendone lefficienza tramite la piena applicazione delle norme che
distinguono, tra funzioni di indirizzo e controllo e funzioni di gestione del servizio.
La Regione e le Parti si impegnano a cooperare per
la realizzazione del Piano socio-sanitario triennale e dei relativi Obiettivi di salute e
di benessere sociale, con le seguenti priorità:
- attuazione di un sistema di offerta dei servizi più ampio,
articolato e qualificato, basato sullintegrazione e la messa a sistema dei soggetti
erogatori pubblici e privati, del no-profit e delle reti di solidarietà familiare, nella
prospettiva di una comunità che cura;
- realizzazione di un sistema a rete di servizi socio-sanitari erogati
da strutture accreditate, che, a partire dal ruolo degli enti locali anche in forma
associata, contempli, accanto allo sviluppo dellofferta di servizi e prestazioni,
lutilizzo di strumenti di sostegno economico, come i buoni servizio socio-sanitari e
gli assegni di cura a sostegno della capacità di auto-soddisfazione dei bisogni;
- sviluppo della qualità e miglioramento della rete delle strutture
sanitarie e socioassistenziali, tramite la riduzione degli sprechi e delle strutture
sottoutilizzate da riconvertire o riqualificare, la qualificazione e valorizzazione delle
risorse umane impegnate, la promozione dellaccessibilità della rete di strutture di
erogazione dei servizi, lo sviluppo della ricerca e dellinnovazione;
- concentrazione delle risorse e crescita dei servizi, in volume e
qualità, rivolti ai soggetti più deboli del tessuto sociale lombardo, con particolare
riguardo per le fasce di disagio sociale per gli anziani in condizioni di difficoltà e,
in generale, per le persone non autosufficienti;
- recupero delle persone a rischio di marginalità e di esclusione
sociale, anche attraverso specifici interventi per il loro mantenimento o neo-inserimento
in attività a carattere economico e socialmente utili;
- sviluppo di nuovi strumenti atti a combattere tutte le forme di
discriminazione e diseguaglianze del mercato del lavoro al fine di favorire
linserimento professionale e lavorativo di soggetti deboli ;
- attuazione del Progetti Obiettivo Anziani
La Regione e le Parti si impegnano altresì a
sostenere e promuovere la diffusione di Fondi e strumenti integrativi tra i
lavoratori, le famiglie e i cittadini lombardi, al fine di integrare ed arricchire
lofferta di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie previste dai livelli essenziali
di assistenza, contrattati dalle parti anche attraverso leventuale attivazione di
Fondi di rotazione.
La Regione e le Parti convengono di dedicare
prioritaria attenzione alle politiche di prevenzione e di educazione alla salute, con
particolare riguardo alle politiche di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro e alle
politiche per la sicurezza alimentare, la qualità dellaria, delle acque e
dellambiente e per la riduzione dellinquinamento acustico. La Regione si
impegna in tal senso a predisporre e a realizzare, coinvolgendo attivamente le Parti
sociali, un Programma di intervento pluriennale, anche a partire dalla messa in piena
operatività dellARPA.
In considerazione dellincidenza persistente
del fenomeno infortunistico ed in particolare degli infortuni mortali in Lombardia, la
Regione si impegna inoltre ad attuare una verifica nelle sedi opportune per garantire
leffettiva attuazione del Progetto Obiettivo Prevenzione, anche attraverso la
dotazione di personale e di risorse adeguate.
Riconoscendo e promuovendo il ruolo della famiglia
quale soggetto responsabile di funzioni sociali e anche per favorire politiche di
contrasto alla denatalità, la Regione e le Parti si impegnano ad attivare pienamente gli
strumenti e a valorizzare sistematicamente le opportunità - prestiti donore, buoni
famiglia, banche del tempo, consultori pubblico-privati, nidi famiglia, etc -
offerte dalla normativa nazionale e regionale per la tutela e il sostegno della famiglia,
anche favorendo la crescita della quantità e qualità dei servizi sociali ed educativi a
sostegno della maternità, dellinfanzia e del lavoro di cura, finalizzati anche alla
conciliazione del ruolo di genitori con il lavoro.
Rispetto a tale obiettivo e, più in generale,
riguardo allintera gamma dei servizi alla persona, la Regione e le Parti si
impegnano a sostenere, lo sviluppo del volontariato e a disciplinare e qualificare il
settore non-profit (cooperazione sociale, associazionismo, fondazioni) attraverso una
politica organica volta alla:
- costante qualificazione delle risorse umane operanti nel non-profit;
- diffusione delle logiche di managerialità e di trasparenza
gestionale nel non-profit;
- piena valorizzazione, integrazione e interazione delle
organizzazioni non-profit con gli operatori pubblici e di mercato in un sistema a rete,
basato sui principi di sussidiarietà e complementarità, anche promuovendo la
semplificazione e ladeguamento procedurale degli strumenti per lassegnazione
dei servizi di interesse pubblico e contrastando il principio del massimo ribasso;.
La Regione e le Parti ribadiscono la necessità di
garantire, anche ai fini di un corretto sviluppo del mercato del lavoro in Lombardia, il
diritto di accesso alla casa per i cittadini lombardi e per i lavoratori e gli studenti
provenienti da altre regioni o dallestero. In tal senso si impegnano a cooperare per
realizzare, con il varo dei necessari strumenti normativi e di programmazione, una
innovativa politica per la casa, in grado di:
- porre al centro le esigenze delle famiglie, delle giovani coppie e
dei singoli aventi bisogno, valorizzando e agevolando il ruolo delle loro aggregazioni in
forma cooperativa e associativa;
- semplificare ed integrare gli strumenti di intervento regionale
aumentandone nel contempo lefficacia;
- modulare e qualificare lofferta sulla puntuale articolazione
dei bisogni,
- accrescere la trasparenza del mercato, anche tramite
listituzione del Fondo sociale di rotazione per la casa e il riordino delle Agenzie
di Edilizia Residenziale Pubblica.
2.4 Lavoro e valorizzazione delle risorse umane
La Regione e le Parti, prendendo positivamente
atto che la Lombardia presenta oggi tassi di disoccupazione largamente inferiori alla
media europea e che molte sue aree godono della piena occupazione, anche grazie agli
opportuni provvedimenti di sostegno della Regione e al ruolo positivo svolto dalle Parti
in coerenza con le politiche comunitarie in materia sociale e del lavoro, richiamano i
seguenti obiettivi prioritari, rispetto ai quali nelle diverse sedi del partenariato si
impegnano a ricercare soluzioni condivise in grado di elevare la qualità e la stabilità
delle forme di impiego, favorendo la libertà di scelta dei lavoratori:
- innalzamento della quota di popolazione attiva, tramite sia il
miglioramento degli strumenti di politica attiva del lavoro, sia una decisa politica di
prevenzione e contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e favorendo il
consolidamento della regolarità dopo lemersione, specie tra le fasce deboli in
particolare laumento del tasso di attività femminile presuppone lattivazione
di misure e strumenti di conciliazione tra tempi di cura e di lavoro per entrambi i
genitori;
- partecipazione al pieno governo dei flussi di immigrati
extracomunitari, attivando politiche di accoglienza sul piano abitativo,
dellalfabetizzazione linguistica, dellintegrazione sociale,
dellapprendimento professionale, anche in raccordo con i Paesi di origine;
- valorizzazione e qualificazione delle risorse umane, innanzitutto
tramite una decisa azione sul sistema scolastico e formativo che, a partire dal pieno
rispetto dellobbligo formativo, miri ad innalzare il tasso di scolarizzazione e il
numero dei diplomati e dei laureati;
- individuazione, valorizzando tutti gli spazi offerti
dallevoluzione della normativa, di strumenti a sostegno di sperimentazioni
territoriali, concordate tra le parti, soprattutto in ambiti caratterizzati da forte
dinamismo e significativo ricorso a forme di lavoro parasubordinato, tali da favorire un
corretto equilibrio tra impiego delle flessibilità, esercizio dei diritti e crescita
professionale;
- potenziamento della capacità della Lombardia di essere al centro del
mercato globale delle risorse umane di alta qualità, favorendo laccesso e
lattrattività della Regione ai flussi di persone più qualificate, accrescendo le
opportunità di lavoro e formazione allestero, innanzitutto in Europa, intervenendo
a sostegno delle Università per accrescere quantità e qualità delle attività di
ricerca, in particolare nelle facoltà scientifiche;
- sostegno del ruolo degli organismi bilaterali costituiti dalle parti
promotrici del presente Patto, in materia di formazione e servizi.
In tale contesto, la Regione e le Parti si impegnano
a completare la riforma della Formazione professionale, innanzitutto attraverso la
realizzazione dei seguenti obiettivi:
- introduzione del sistema di accreditamento degli erogatori pubblici e
privati; istituzione ed erogazione dei buoni formativi, spendibili presso le agenzie
accreditate, nellambito di un catalogo di servizi e offerte formative, le cui
modalità, vincoli e procedure siano oggetto di accordo tra le parti.
- attuazione di un piano di riordino, riqualificazione e riconversione
dei Centri di Formazione Professionale, al fine di mettere a sistema la rete di agenzie
formative accreditate in grado di garantire una più ampia gamma di prestazioni, non solo
formative, in stretta connessione con i territori;
Nel rispetto delle competenze attribuite dalla
Costituzione ai diversi livelli istituzionali in materia di scuola e di educazione, la
Regione e le Parti ribadiscono il diritto delle famiglie alla scelta consapevole in
materia di educazione e si impegnano a:
- sostenere una celere e piena attribuzione alle Regioni delle
competenze organizzative, finanziarie e gestionali in materia di scuola ed educazione,
responsabilizzando e valorizzando le competenze e le capacità degli Enti locali e delle
Autonomie Sociali;
- favorire la modernizzazione del sistema scolastico, attraverso: la
messa a norma e il miglioramento delle strutture; il sostegno allautonomia delle
Istituzioni scolastiche; lattuazione di un sistema paritario pubblico-privato basato
su standard di qualità nellerogazione del servizio e nelle competenze del
personale; lerogazione e la messa a regime del "buono scuola" secondo
modalità atte, il rafforzamento del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore,
anche per innalzare il tasso di scolarità dei giovani lombardi.
La Regione e le Parti si impegnano a sostenere
lo sviluppo del sistema di alta formazione, sia promuovendo una più ampia autonomia delle
Università lombarde e dei centri di alta formazione, sia favorendone linterazione
con il territorio e con il mondo dellimpresa. innanzitutto per il tramite di nuovi
meccanismi ed organismi di confronto e di codecisione quali le Fondazioni universitarie,
avendo come obiettivi primari:
- lavvio e il decollo delle nuove lauree triennali, coerentemente
ai bisogni del sistema economico lombardo;
- lattuazione di master di specializzazione annuale di
aggiornamento e formazione permanente post-laurea;
- la diffusione sistematica di forme di raccordo e di integrazione tra
mondo della scuola, formazione e mondo del lavoro (stage, orientamento al lavoro, servizi
di consulenza e accompagnamento al lavoro).
La Regione e le Parti si impegnano inoltre a
sostenere e ad allargare il diritto dei cittadini lombardi ad accedere alle opportunità
di alta formazione, innanzitutto tramite una riforma del sistema regionale per il diritto
allo studio e degli I.S.U. che, attraverso la separazione tra organismi deputati
allerogazione del servizio ed organi di indirizzo e controllo, consenta di porre al
centro il ruolo degli utenti, ampliare e qualificare lofferta in un sistema di
erogazione pubblico-privato.
La Regione e le Parti confermano inoltre
limpegno a sostenere la qualificazione costante e laggiornamento professionale
dei lavoratori lombardi, attraverso una politica per la formazione continua che garantisca
il raccordo tra fondi interprofessionali gestiti dalle parti sociali e ruolo di
programmazione della Regione, nonché il sostegno alla formazione e allattrazione di
figure professionali necessarie allo sviluppo delle filiere produttive e di servizi più
innovative e a maggior valore aggiunto, anche promuovendo la riconversione e il
reinserimento di figure espulse dal mercato del lavoro.
La Regione e le Parti si impegnano a garantire ai
cittadini e alle imprese condizioni ottimali di fruizione dei servizi allimpiego, a
migliorare il funzionamento dei Centri per limpiego conferiti alle Province e il
loro ruolo nelle attività di orientamento e di supporto al sistema regionale, a cooperare
per la piena attuazione della riforma dei servizi allimpiego promuovendo un sistema
a rete di agenzie pubbliche e private, opportunamente monitorato, integrato con altri
sistemi regionali e nazionali, basato su standard qualitativi definiti ed in capo a
soggetti autorizzati e/o accreditati.
Ai fini di una ulteriore e costante qualificazione
del mercato del lavoro lombardo, la Regione e le Parti, si impegnano altresì a:
- implementare adeguate politiche attive del lavoro per accrescere le
opportunità occupazionali di reinserimento per i soggetti in difficoltà occupazionale e
a rischio di esclusione sociale (LSU, disoccupati di lunga durata, soggetti deboli, crisi
aziendali, etc.);
- promuovere la drastica diminuzione degli incidenti e degli infortuni
sul lavoro tramite il potenziamento degli strumenti e degli interventi di prevenzione,
informazione e formazione ai lavoratori sia dipendenti sia autonomi, e la massima
integrazione tra imprese ed enti pubblici;
- sostenere lavvio di iniziative di lavoro autonomo, a carattere
professionale o imprenditoriale, con particolare riguardo per le attività a maggiore
valore aggiunto economico-sociale e a più elevata capacità di attivazione di nuova
occupazione.
2.5 Sviluppo economico e competitività del
sistema di impresa
La Regione e le Parti, consapevoli
dellesigenza di una innovativa politica di sistema atta ad accompagnare le oltre
700mila imprese lombarde nel passaggio verso un mercato caratterizzato da una più
accesa competitività, dalla terziarizzazione e dalla globalizzazione, si impegnano a
sostenere la costante modernizzazione e qualificazione del sistema dimpresa lombardo
tramite:
- il consolidamento e il costante adeguamento del livello di
competitività assicurato allimpresa dal contesto locale in cui opera, in
particolare attraverso:
- il potenziamento del tessuto infrastrutturale, fisico (reti
infrastrutturali tradizionali, trasportistiche e per le public utilities) e immateriale
(reti telematiche, sistemi satellitari, cablaggio, etc.);
- la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure e degli
oneri amministrativi (valutazione di impatto sul sistema economico e qualità dei
testi legislativi e regolamentari; realizzazione di Testi unici; telematizzazione delle
procedure, punti di accesso unico alla P.A., etc.);
- luso strategico di strumenti fiscali regionali e in prospettiva
della leva fiscale come strumento per lo sviluppo.
- il sostegno ai fattori qualitativi e ad elevato valore aggiunto della
competitività dimpresa anche attraverso lo stimolo alla qualità e
allinnovazione continua dellofferta mediante sistemi di accreditamento
qualitativo degli erogatori;
- la razionalizzazione, semplificazione e innovazione degli strumenti
di agevolazione, incentivazione e sostegno diretto al tessuto imprenditoriale, favorendo
lintegrazione tra strumenti regionali, nazionali e comunitari e la concentrazione
delle risorse su quelli più efficaci e a maggiore impatto sul sistema economico;
- la selezione e concentrazione delle risorse sulle aree di eccellenza,
capaci di trainare lo sviluppo dellintero sistema salvaguardando gli interventi
prioritari relativi ai punti deboli del sistema;
- la valorizzazione dei corpi intermedi, delle Autonomie sociali,
funzionali e territoriali nella progettazione e nella gestione degli interventi per lo
sviluppo economico e imprenditoriale;
2.5.1 Valorizzazione e qualificazione della
Piccola impresa, dellartigianato e dellimpresa cooperativa
La Regione e le Parti individuano quali obiettivi
caratterizzanti della politica per lo sviluppo economico:
- riconoscimento della impresa di piccola e piccolissima dimensione nel
sistema economico regionale quale forma originale e peculiare delleconomia lombarda;
- sostegno allo sviluppo, alla nascita, alla crescita,
allinterazione a sistema della piccola e media impresa, dellimpresa artigiana
dellimpresa cooperativa, e del lavoro autonomo, anche promuovendo forme di
riorientamento e innovazione per le fasce dimpresa più deboli (terziario
"povero", contoterzismo, artigianato e piccola impresa con bassi margini di
remuneratività e valore aggiunto);
- Stimolo alla capacità della piccola impresa di associarsi, fare
sistema e mettersi in rete (politiche e strumenti intersettoriali e di filiera per le
eccellenze lombarde, anche attivando collaborazioni interregionali; sostegno alla
cooperazione interaziendale; sostegno allinnovazione organizzativa e di processo;
valorizzazione dei sistemi economici locali, etc.).
- Sostegno e accompagnamento alla crescita della piccola e media
impresa, dellimpresa artigiana e dellimpresa cooperativa, con particolare
riguardo per quelle di nuova costituzione o ad elevato contenuto tecnologico, tramite:
- la diffusione di strumenti innovativi di accesso al mercato
finanziario e di gestione finanziaria;
- il sostegno alla organizzazione di servizi finalizzati ad
accompagnare le imprese nella promozione e nella commercializzazione in ambiti competitivi
e innovativi;
- il sostegno alla ricerca finalizzata al miglioramento qualitativo del
prodotto e del processo;
- la promozione della partecipazione delle piccole imprese e delle
imprese artigiane, anche in forma associata, ai processi di privatizzazione e
liberalizzazione dei servizi pubblici locali;
- politiche e percorsi formativi per la crescita della cultura
dimpresa e in particolare, per quella in forma cooperativa, iniziative per la
qualificazione dei soci lavoratori, del management cooperativo e per la crescita di nuove
figure professionali atte a sostenerne la competitività.
2.5.2 Promozione dellinnovazione,
trasferimento tecnologico e sostegno alla ricerca
La Regione e le Parti sottolineano la necessità
di accrescere la qualità e la quantità degli investimenti nel sistema della ricerca
pubblica e privata; di potenziare gli interventi finalizzati alla promozione
dell'innovazione tecnologica soprattutto di processo, nonché di prodotto; di favorire
lincontro tra istituti di ricerca, università e imprese; di promuovere la
diffusione delle tecnologie di rete e lo sviluppo della New economy in Lombardia. In
particolare, La Regione e le Parti, individuano i seguenti obiettivi prioritari:
- Consolidamento, accelerazione e potenziamento del processo di
integrazione tra mondo della ricerca e sistema delle imprese, anche attraverso
ladozione di opportuni e innovativi strumenti (consolidamento e crescita dei centri
di eccellenza, pooling di risorse pubblico-private, fondi di rotazione, etc);
- Sostegno a programmi e iniziative di cooperazione tecnologica e
creazione di reti di imprese per linnovazione, capaci di proiettarsi sul mercato
globale dellinnovazione e della ricerca;
- Promozione di iniziative formative finalizzate a fornire anche alle
PMI più tradizionali, canali di informazione e di trasferimento tecnologico (reti fisiche
e telematiche per il trasferimento tecnologico, sportelli innovazione);
- Diffusione di nuovi strumenti di assistenza finanziaria per
linnovazione attraverso la costituzione di appositi fondi;
- Sostegno al processo di crescita delle PMI innovative attraverso la
diffusione dellutilizzo di nuove tecnologie telematiche, il sostegno
allinfrastrutturazione telematica e allampliamento quali-quantitativo della
connettività (cablaggio) su tutto il territorio lombardo;
- Promozione della nuova imprenditorialità e di nuove imprese
"internet-based" sostenendo piani e programmi di formazione, di educazione e di
istruzione alluso e allo sfruttamento delle nuove tecnologie.
2.5.3 Promozione dellinternazionalizzazione
avanzata del sistema delle imprese lombarde e attrazione degli investimenti esteri in
Lombardia
La Regione e le Parti concordano sulla
necessità di consolidare e adeguare costantemente gli strumenti e le politiche di
sostegno allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione, al fine di assicurarne la
competitività sul mercato globale, con particolare riguardo per:
- Il sostegno ad una internazionalizzazione avanzata delle imprese
lombarde, non limitata alla penetrazione commerciale ma orientata alla
internazionalizzazione strutturale dellimpresa attraverso investimenti diretti
allestero, acquisizioni, joint-ventures produttive e accordi commerciali, creazioni
di sedi allestero;
- Una politica regionale di attrazione di investimenti dallestero
e da altre regioni che faccia leva sui fattori di eccellenza del territorio e del sistema
economico, occupazionale e sociale lombardo (adozione di politiche organiche e di
strumenti di marketing territoriale, sostegno ai fattori di attrattività, etc.);
- La concentrazione delle risorse dedicate agli strumenti di diretto
sostegno alle imprese tramite la definizione condivisa delle priorità di intervento e
sostegno, per ambiti settoriali e filiere da un lato, per aree territoriali e mercati
obiettivo dallaltro;
- Il potenziamento e diffusione degli strumenti di sostegno indiretto
nellambito delle azioni di cooperazione e relazione avviate dalla Regione a livello
internazionale (cooperazione internazionale, organismi interregionali internazionali,
delegazioni e missioni allestero, relazioni internazionali con altre Regioni e
Stati);
- Semplificazione, potenziamento e radicamento territoriale di un
sistema integrato e sussidiario di assistenza e supporto alla PMI tramite lorganica
revisione e messa a sistema della normativa regionale e la sua integrazione con quella
nazionale (Testo Unico), nonché tramite listituzione della rete degli Sportelli
Unici per linternazionalizzazione.
- Valorizzazione e stimolo alle forme di cooperazione di impresa anche
attraverso la creazione di opportuni strumenti e reti, al fine di accrescere la capacità
di partecipazione delle PMI e delle imprese artigiane, ai programmi comunitari, agli
appalti internazionali e alle altre forme avanzate di integrazione nei mercati esteri.
- Accrescimento dellaccessibilità, da parte delle imprese, dei
lavoratori e dei cittadini, alle opportunità offerte dalle reti globali in materia di
formazione, studio, lavoro tecnologie e strumenti finanziari.
2.5.4 Valorizzazione sostegno e sviluppo alla
qualificazione dei settori del commercio e dei servizi nel territorio lombardo ed ai
processi di terziarizzazione delleconomia lombarda
La Regione e le Parti, nel prendere
atto del crescente ruolo assunto dalle imprese dei servizi nelleconomia
lombarda, intendono adottare una politica organica di sostegno alla sua ulteriore
qualificazione. In tal senso, individuano quali obiettivi prioritari:
- Tutela e valorizzazione delle imprese di servizi anche
favorendo forme di regolazione e supporto più adeguate alle loro specificità e
affermando tramite una legge di settore, un complesso di misure specifiche
,
che ne valorizzino il ruolo di moltiplicatori dello sviluppo e di fattore di
qualificazione dellintero tessuto economico lombardo, cogliendone ed esaltandone le
peculiarità;
- Potenziamento e sostegno della internazionalizzazione delle imprese
di servizi e degli scambi commerciali, in particolare con i Paesi in via di sviluppo ;
- Realizzazione di un Programma per la diffusione della Net Economy,
per supportare la nascita e la crescita delle nuove forme di servizi (innanzitutto
telematici), la loro applicazione e integrazione alle attività della Pubblica
Amministrazione, del tessuto produttivo e commerciale più tradizionale;
La Regione e le Parti, si impegnano a promuovere la
modernizzazione del tessuto commerciale lombardo, salvaguardandone il patrimonio di
piccola impresa e garantendo il servizio di prossimità sul territorio. In tale ambito,
individuano quali obiettivi prioritari:
- la valorizzazione della qualità e la tutela del consumatore,
innanzitutto nelleconomia dei servizi, ma anche nelle forme di attività economica
più tradizionali;
- la piena attuazione della riforma del commercio avviata nella VI
legislatura, secondo una logica di sviluppo equilibrato del tessuto commerciale lombardo e
di sostegno ai suoi processi di innovazione e modernizzazione, il sostegno
allinnovazione e allaggregazione in rete dei piccoli esercizi commerciali,
attraverso strumenti di agevolazione allinnovazione, la promozione
dellacquisizione di servizi tramite il potenziamento dei Centri di Assistenza
Tecnica;
- la promozione di una presenza diffusa e capillare degli esercizi
commerciali sul territorio, anche ai fini della conservazione dellequilibrio
socio-economico dei piccoli centri e periferie (progetti di riqualificazione urbana,
valorizzazione dei centri storici, tutela della sicurezza degli esercizi, etc.).
2.5.5 Valorizzazione, qualificazione e
ottimizzazione dellofferta turistica
La Regione e le Parti concordano sulla
necessità di sostenere la crescita del sistema turistico lombardo, anche tramite il varo
di una legge organica di riordino degli strumenti per la promozione e la valorizzazione
turistica ed utilizzando le opportunità offerte dalla legislazione nazionale e
comunitaria per valorizzare le imprese lombarde. A tal fine individuano i seguenti
obiettivi prioritari:
- Innovazione e ammodernamento degli strumenti per il sostegno al
turismo in Lombardia in una logica di razionalizzazione e qualificazione organica degli
strumenti locali e regionali, integrandoli sempre di più a quelli nazionali e comunitari
ed attivando forme di compartecipazione dei privati alla loro gestione;
- Valorizzazione e sostegno alla ulteriore qualificazione della
tradizionale offerta alberghiera (ammodernamento e riqualificazione strutture ricettive
esistenti) e individuazione e sostegno a nuove forme di ricettività;
- Sostegno allo sviluppo di sistemi turistici locali competitivi
(parchi ricreativi e tematici, sistemi termali, poli congressuali, eno- ed agriturismo,
turismo fluviale, lacuale e montano), in una logica di specializzazione e messa in rete
delle eccellenze lombarde rispetto alle sfide e ai percorsi del turismo globalizzato, sia
attraverso interventi di promozione specifici sia tramite il sostegno ad interventi di
infrastrutturazione, di riqualificazione urbana, ambientale, territoriale, viabilistica.
2.5.6 Accrescimento della competitività del
comparto agricolo e agroalimentare
La Regione e le Parti, si impegnano a sostenere
lo sviluppo e la competitività della filiera agroalimentare lombarda, innanzitutto
valorizzando il ruolo dellimpresa agricola, specie di quella di piccole dimensioni o
in forma cooperativa, e il suo rapporto con il consumatore. Individuano a tal fine i
seguenti obiettivi prioritari:
- Piena attuazione del riordino degli strumenti di indirizzo,
promozione e sostegno alla filiera agroalimentare (produzione, trasformazione,
commercializzazione), anche tramite la crescente
integrazione con gli
strumenti e le politiche comunitarie e nazionali;
- Sostegno alla costante qualificazione della filiera agroalimentare,
con particolare attenzione per le politiche volte alla sicurezza alimentare e al rapporto
con i consumatori, anche in una logica di prevenzione delle emergenze agro-alimentari;
attivazione di processi di ristrutturazione e rigenerazione della filiera agroalimentare
mediante interventi di adeguamento organizzativo, tecnologico e formativo delle
imprese e listituzione di un sistema di coordinamento per le politiche di sicurezza
alimentare;
- Sostegno allinnovazione delle strategie di gestione finanziaria
delle imprese attraverso facilitazioni dellaccesso al credito, la diffusione di
forme di garanzia e la facilitazione alla formazione di capitale di rischio.
- Promozione della commercializzazione dei prodotti agricoli e
agroalimentari lombardi sul mercato nazionale e globale, valorizzandoli attraverso
lattivazione di iniziative finalizzate allo sviluppo dei sistemi di
rintracciabilità e certificazione, attraverso lo sviluppo di appositi servizi
allimpresa mirati allinformazione, al supporto nelle fasi di export e di
pacchetti finanziari specifici al fine di accrescere la capacità di penetrazione e di
consolidamento nei mercati italiani ed esteri.
- Valorizzazione del ruolo multifunzionale dellimpresa agricola
nellintero territorio lombardo, con particolare riferimento alle zone montane
e marginali, tramite la remunerazione dei servizi al paesaggio, alla società, ai
cittadini, al territorio rurale e allambiente al fine di conseguire redditi
addizionali e aumento delle possibilità di occupazione.
- Valorizzazione del comparto distributivo agroalimentare attraverso
una concreta politica di sostegno all'ammodernamento ed alla ristrutturazione dei mercati
agroalimentari, con revisione della l.r. 12/75.
2.6 Sviluppo e qualificazione infrastrutturale,
territoriale e ambientale
La Regione e le Parti confermano la comune
convinzione che la qualità del tessuto infrastrutturale, del contesto territoriale ed
ambientale costituisca una imprescindibile quanto primaria condizione per rafforzare e
sostenere la competitività del sistema economico ed assieme migliorare la vivibilità ed
il benessere dei cittadini lombardi. Ritengono perciò prioritaria la necessità di
colmare il deficit infrastrutturale accumulato dalla Lombardia operando una rapida
e profonda modernizzazione del tessuto infrastrutturale lombardo nei suoi diversi
aspetti (trasportistico, informatico e di telecomunicazioni, di pubblica utilità,
culturale, sanitario, etc.).
A tal fine, condividono la necessità di intervenire
in modo organico attraverso la realizzazione di un Piano Decennale delle Infrastrutture in
Lombardia, e si impegnano in particolare a cooperare per il raggiungimento dei seguenti
obiettivi:
- realizzazione prioritaria delle grandi opere necessarie per evitare
il collasso del sistema nel medio-lungo periodo, nel governo delle compatibilità
ambientali, anche favorendo una consistente compartecipazione del capitale privato al loro
finanziamento ed impegnando corrispettivamente la Regione a definire contratti di servizio
che fissino la remuneratività del capitale stesso e, contestualmente, il regime
tariffario applicato. La Regione e le Parti, ferma restando lesigenza di intervenire
anche sui micronodi locali, indicano, quale prioritaria, la realizzazione di un programma
di grandi opere imperniato:
a.1 sul completamento del sistema delle
infrastrutture atte a sostenere la piena funzionalità
a 1.1) del sistema Malpensa e a garantire
lintegrazione a rete del sistema aeroportuale lombardo intorno a tale HUB,
a 1.2) del passante ferroviario di Milano e delle
altre grandi opere ferroviarie legate al capoluogo regionale,
a 1.3) del sistema di attraversamento AlpTransit e
dei collegamenti viabilistici e ferroviari con lEuropa;
a.2 sulla realizzazione e la piena integrazione del
Polo fieristico milanese e del sistema di Alta Capacità ferroviaria, sul potenziamento
del Sistema Autostradale lombardo con riferimento: al Sistema Tangenziale di Milano e
degli altri capoluoghi, al Sistema Viabilistico Pedemontano, al nuovo collegamento
autostradale Milano-Brescia, al raccordo autostradale Tirreno-Brennero e
allintegrazione della maglia complessiva, anche utilizzando il nuovo strumento
normativo delle concessioni regionali;
a.3 sullaggiornamento e lattuazione del
Piano regionale per lIntermodalità e la Logistica, che consenta di affrontare
lemergenza anche attraverso la realizzazione di un sistema di piattaforme delle
merci cui concorrano le imprese e sulla valorizzazione delle aree contigue o sotterranee
alle arterie di transito su gomma e su ferro;
- dotare la Lombardia di uno strumento di programmazione degli
interventi infrastrutturali in materia trasportistica, tramite il nuovo Piano Regionale
della Mobilità e dei Trasporti, intervenendo così in modo organico per promuovere
lefficacia, lefficienza, laffidabilità e la sicurezza del trasporto in
un quadro di piena sostenibilità ambientale;
- completare la riforma del Trasporto Pubblico Regionale, avviata con
la l.r. 22 / 98, con particolare riguardo per il varo e lattuazione dei Programmi
Triennali dei Servizi degli Enti Locali, listituzione del Servizio
Ferroviario Regionale e il passaggio ai Contratti di servizio per la definizione e
regolamentazione dei servizi di Trasporto Pubblico Locale, dal 2003 a seguito delle gare,
sulla base di un capitolato tipo che garantisca principi di rispetto delle normative
contrattuali, di concorrenzialità, qualità ed efficienza anche per sostenere la
competitività delle aziende di gestione dei trasporti lombarde sul piano europeo ed
internazionale e garantire standard di servizio adeguati a tutto il territorio regionale.
La Regione e le Parti, nel ribadire la necessità di
sostenere lo sviluppo economico-sociale anche attraverso una gestione moderna e
qualificata delle reti dei servizi di pubblica utilità, individuano quale prioritario
obiettivo lattuazione di una pianificazione integrata, normativa ed amministrativa,
dello sviluppo delle grandi reti infrastrutturali per le public utilities e per la
gestione dei servizi e delle risorse ambientali strategiche (Trasporti, Energia, Acqua,
Aria, Difesa del suolo), necessari per garantire un elevato standard qualitativo del
territorio regionale.
In particolare concordano sulla necessità di:
- intervenire nella relazione fra fabbisogno energetico e sviluppo
economico, attraverso politiche volte a massimizzare il ricorso a fonti energetiche locali
ed ecocompatibili e volte a favorire la produzione di energia salvaguardando i vincoli
ambientali, nonché attraverso la stimolazione dell'innovazione tecnologica finalizzata al
risparmio energetico, sia sul versante del trasporto dell'energia che su quello
dell'utilizzo. La Regione e le Parti si danno reciprocamente atto che tali obiettivi
dovranno caratterizzare il Piano energetico regionale;
- operare perché i processi di trasformazione e privatizzazione in
atto nei servizi pubblici locali avvengano in contesti che garantiscano continuità e
qualità dei servizi e favoriscano il contenimento o la riduzione delle tariffe;
- diffondere e razionalizzare lo sviluppo delle infrastrutture di rete
dei servizi di pubblica utilità, attraverso l'indicazione di livelli di standard minimi
nella gestione dei servizi e mediante l'introduzione di una normativa uniforme sull'uso
del suolo e sottosuolo da parte degli operatori, l'indirizzo di una politica di
investimenti nelle reti di telecomunicazioni a banda larga a sostegno della competitività
del sistema impresa della Regione;
- rendere compatibile in una logica di sviluppo sostenibile, l'utilizzo
delle risorse idriche tramite la piena attuazione degli strumenti di pianificazione
previsti dalle normative comunitarie, nazionali e regionali (definizione e connessione tra
i servizi previsti per i diversi ATO, investimenti previsti dal Piano Regionale di
Risanamento delle Acque);
In materia infrastrutturale, la Regione e le Parti
concordano sulla necessità di sostenere la modernizzazione dellimpiantistica
sportiva anche attraverso la realizzazione di impianti polivalenti e polifunzionali che
consentano, da una parte, la diversificazione dellofferta, e dallaltra, lo
sviluppo di forme di aggregazione sociale.
La Regione e le Parti ribadiscono il comune
obiettivo a favorire una crescita economica della Lombardia che sia durevole e sostenibile
e in particolare si impegnano a cooperare per realizzare una maggiore integrazione tra lo
sviluppo economico e le problematiche ambientali, in coerenza con le direttive comunitarie
contenute nel VI programma dazione, anche tramite la predisposizione di un bilancio
ambientale sperimentale e di uno specifico piano regionale "in favore
dellambiente e dello sviluppo sostenibile".
In particolare, la Regione e le Parti, assumono
lobiettivo di realizzare in Lombardia una politica ambientale capace di coinvolgere
tutti i soggetti e basata sulla diffusione del metodo di programmazione noto come
"Agenda 21", anziché sulla logica del comando e controllo,
favorendo un insieme di strumenti che privilegiano la partnership tra istituzioni, mondo
economico imprenditoriale e sociale come modalità di costruzione di linee di azione
condivise.
A tal fine, la Regione e le Parti, si impegnano a:
- dare impulso alla messa in opera di sistemi di gestione ambientale e
di tecnologie innovative dei processi produttivi;
- diffondere e sostenere i Piani di azione ambientale degli Enti Locali
"Agenda 21";
- concordare iniziative per lintegrazione della dimensione
ambientale in alcuni programmi e misure economiche settoriali con rilevanti impatti
negativi;
- promuovere lattuazione e la diffusione sul territorio delle
normative e dei piani amministrativi atti a prevenire e ridurre linquinamento
acustico, atmosferico e delle acque, con particolare attenzione per gli interventi di
bonifica delle aree a rischio;
- valorizzare la piena affermazione di un ciclo di smaltimento e
riutilizzo dei rifiuti che li consideri come risorsa, secondo quanto già avviato nella
passata legislatura, anche sostenendo il potenziamento e lintegrazione a rete delle
strutture per il riciclaggio e la termodistruzione.
La Regione e le Parti, consapevoli della necessità
di assicurare lo sviluppo equilibrato del territorio, con una specifica attenzione
allefficacia dellazione amministrativa, individuano quale prioritario
lobiettivo di operare una riforma della normativa urbanistica e di governo del
territorio, innanzitutto tramite:
- lelaborazione di una nuova normativa quadro in materia
urbanistica, incentrata sulle modalità della cooperazione e della concertazione
,
e la conseguente stesura di un testo unico;
- la predisposizione del Piano Territoriale Regionale quale strumento
strategico, dinamico e aggiornabile mediante un Sistema informativo territoriale, di
riferimento per le politiche regionali;
- un sistema di supporto alle decisioni per la valutazione degli
impatti generati da Piani e Programmi quale strumento funzionale alla procedura di
Valutazione Ambientale Strategica, da definirsi nei contenuti e nelle modalità
applicative successivamente allapprovazione della Direttiva comunitaria in materia
- la promozione e la diffusione degli strumenti di programmazione
territoriale negoziati, quali i programmi Integrati di Intervento, i Piani dArea, i
Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo sostenibile del territorio;
- la peculiare attenzione alla valorizzazione dei centri storici e alla
qualificazione delle periferie, grazie ad interventi attenti a promuovere e salvaguardare
le piccole attività commerciali e artigianali.
In tale contesto e al fine di prevenire i rischi
dimpresa e i danni che il contesto socio-economico e la popolazione subiscono dalle
calamità naturali, la Regione e le Parti si impegnano a rafforzare le politiche di
prevenzione del rischio idrogeologico e di difesa del suolo, secondo una logica di
manutenzione ordinaria, tramite una approfondita e dettagliata conoscenza del territorio
anche mediante lutilizzo di moderni strumenti di controllo e monitoraggio e azione
di programmazione, interventi integrati di investimento e risanamento, nonché attraverso
ladozione di meccanismi di gestione delle emergenze orientati alla massima efficacia
e tempestività della risposta verso i cittadini, i lavoratori e le imprese colpiti
dallemergenza, anche ai fini di un pronto risarcimento dei danni e perseguendo
obiettivi di sicurezza.
PARTE III
SISTEMA DI PARTENARIATO ECONOMICO-SOCIALE E
MODALITA DI ATTUAZIONE DEL PATTO
- MODALITA DI CONFRONTO E COOPERAZIONE
La Regione e le Parti, ai fini della
realizzazione degli obiettivi indicati nel presente Patto e allo scopo di rafforzare le
sinergie nella conduzione delle rispettive attività a sostegno dello sviluppo economico,
sociale e del lavoro, si impegnano ad approfondire, sviluppare ed estendere il metodo del
Partenariato economico-sociale già positivamente sperimentato nel corso della VI
legislatura.
La Regione e le Parti affidano lattuazione
degli obiettivi qui indicati e degli impegni assunti, ad una triplice modalità di
confronto e di cooperazione da applicarsi consensualmente e distintamente a seconda dei
temi e dei provvedimenti oggetto di confronto:
- Confronto ordinario e informazione: il Governo regionale si impegna
ad attivare linformazione e il confronto con le Parti nellistruttoria dei
provvedimenti di particolare rilievo per il raggiungimento degli obiettivi (anche
settoriali o specifici) indicati nel presente Patto. Il Governo regionale si impegna, in
ogni caso, ad assicurare alle Parti, per il tramite delle sedi e degli strumenti di
partenariato individuati di comune accordo, un flusso informativo costante sulle scelte e
sulle azioni di alta amministrazione assunte ai fini dellattuazione del presente
Patto. Allo stesso modo, le rappresentanze delle Parti, riconoscono nelle sedi e negli
strumenti di partenariato individuati nel presente Patto il canale primario di
informazione preventiva e di confronto con la Regione sulle rispettive scelte e
iniziative.
- Confronto preventivo (con parere obbligatorio non vincolante) il
Governo regionale si impegna a procedere ad un confronto preventivo con le Parti
finalizzato allacquisizione di un parere con eventuali proposte modificative, in
ordine a:
- Programma Regionale di Sviluppo (PRS) e Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria Regionale (DPEFR) adottati dalla Giunta Regionale e loro
aggiornamenti;
- Bilancio annuale e pluriennale di previsione, Legge finanziaria
regionale e relativi collegati.
Per lattuazione di tale procedura di
cooperazione e consultazione, la Regione e le Parti concordano sulla seguente procedura:
- la Regione provvederà a illustrare tempestivamente il percorso e la
metodologia per lelaborazione dei documenti in oggetto, promuovendo il
coinvolgimento delle Parti nella fase di stesura dei documenti stessi;
- la Regione si impegna a trasmettere alle Parti la documentazione
utile entro un congruo lasso di tempo al fine di consentirne lesame e
lopportuno approfondimento preventivamente alla data stabilita per il confronto con
le Parti stesse;
- qualora non si sia raggiunto il consenso per la formulazione di un
Parere nel corso della seduta a tal fine convocata, le Parti possono riservarsi di inviare
un parere congiunto o loro singole proposte alla Regione entro il decimo giorno da quello
in cui si è tenuta la seduta di confronto.
La Regione e le Parti riconoscono tale parere quale
obbligatorio ma non vincolante. La Giunta regionale citerà lesito di tale procedura
di consultazione nelle premesse del provvedimento deliberativo oggetto della consultazione
stessa.
- Confronto per Accordi (Concertazione) il Governo regionale e le Parti
si impegnano ad attivare sui temi specifici congiuntamente individuati nelle sedi
di partenariato attivate e sui provvedimenti regionali di programmazione e amministrazione
particolarmente qualificanti per il raggiungimento degli obiettivi indicati nel presente
Patto - apposite sedi di confronto e di approfondimento finalizzate allelaborazione
di soluzioni condivise per le proposte conseguenti.
Qualora gli esiti del percorso di confronto attivato
lo consentano, il risultato della concertazione costituirà oggetto di accordi e
protocolli tra la Regione e le Parti interessate, preliminari a successivi provvedimenti
ed iniziative, nel rispetto delle normative vigenti e delle prerogative di ciascun organo
regionale.
Nelladozione di questa procedura la Regione
indica alle Parti un termine temporale entro il quale concludere laccordo.
La Regione e le Parti, tramite le sedi del
partenariato definite nel presente Patto, si impegnano a:
- Monitorare periodicamente le attività di confronto e di cooperazione
così realizzate ed i risultati raggiunti nel perseguimento degli obiettivi condivisi;
- Darne opportuna diffusione, attraverso idonei canali di informazione,
al Consiglio regionale, ai cittadini, agli operatori economici e sociali lombardi e a
tutti i soggetti da ciascuno rappresentati.
3.2 SOGGETTI DEL PARTENARIATO
I soggetti promotori del Partenariato
economico-sociale di cui al presente Patto, sono:
- La Regione Lombardia;
- Le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della
Lombardia;
- Le Associazioni più rappresentative degli interessi del sistema
delle imprese lombarde, individuate ai sensi dei meccanismi previsti dalla legge 29
dicembre 1993 n. 580 di riordino delle Camere di Commercio Industria, Artigianato e
Agricoltura;
- I Sindacati più rappresentativi degli interessi dei lavoratori
lombardi, già rappresentati nella Commissione Regionale Politiche del Lavoro della
Lombardia.
Possono aderire al partenariato economico-sociale,
nelle sedi e secondo le modalità di seguito indicate:
- le altre Autonomie funzionali presenti in Lombardia aventi un ruolo
rilevante nei processi di sviluppo economico, sociale e del lavoro;
- le Associazioni più rappresentative delle formazioni e delle
aggregazioni sociali lombarde e degli organismi di rappresentanza del settore non-profit
in Lombardia;
- le Organizzazioni più rappresentative dei professionisti e degli
operatori economici non organizzati in forma dimpresa;
- le Associazioni più rappresentative degli interessi dei consumatori
e degli utenti in Lombardia;
- gli Enti gestori di grandi funzioni infrastrutturali e di regolazione
funzionale in Lombardia di rilevante interesse per lo sviluppo economico, sociale e del
lavoro, nonché gli altri Enti in grado di esprimere una funzione rilevante
nellaggregazione e nel supporto degli interessi e dello sviluppo del sistema
socio-economico lombardo.
- SEDI DEL PARTENARIATO
La Regione e le Parti concordano che le sedi
istituzionali in cui realizzare le attività di partenariato e gli obiettivi di sviluppo
di cui al presente Patto sono:
- gli "Stati Generali dellEconomia, del Lavoro e della
Società Lombarda" (di seguito "Stati generali"), quale organo di
espressione sintetica e trasversale del livello di rappresentanza politica delle Parti
Sociali lombarde e quale sede del confronto politico-istituzionale con il Governo
regionale;
- il "Tavolo di Segreteria del Patto per lo Sviluppo " (di
seguito "Tavolo di Segreteria"), quale sede di supporto allimplementazione
del Partenariato economico-sociale regionale tra le Parti e il Governo regionale. Il
Tavolo di Segreteria è il luogo di sintesi e di coordinamento di tutte le relazioni
attivate dal Patto, nonché di definizione sotto il profilo tecnico dei risultati del
confronto; assicura le funzioni di segreteria operativa degli Stati Generali e funge da
cabina di regia tecnica rispetto ai Tavoli territoriali e Tematici del sistema di
partenariato, favorendone il raccordo e linterazione a rete. Il Tavolo di Segreteria
è composto dai rappresentanti del Governo regionale e dai Soggetti Collettivi promotori
del Patto.
- i "Tavoli tematici", costituiti di norma presso
lAssessorato primariamente competente per materia, quali sedi di rappresentanza,
confronto e negoziazione, a livello politico e/o tecnico, su specifici ambiti, temi od
obiettivi di rilevante interesse sui quali la Regione e le Parti coinvolte condividano
lesigenza di dotarsi di strumenti di partenariato a carattere continuativo per il
raggiungimento di apposite intese ed accordi negoziali;
La Regione e le Parti si danno altresì atto che:
- rientrano nel sistema di partenariato i "Tavoli Territoriali di
Confronto", (di seguito "TTC") attivati dalla Regione a livello
territoriale, congiuntamente agli attori istituzionali e socio-economici locali ed
avvalendosi di norma dei Tavoli di partenariato già istituiti a livello territoriale
dagli stessi.
- I TTC sono le sedi politiche e tecniche di declinazione a livello
locale del confronto e del partenariato istituzionale ed economico-sociale sulle materie e
sugli interventi propri della programmazione regionale;
- i TTC costituiscono inoltre le sedi istituzionali di rilevazione dei
fabbisogni locali oggetto di intervento regionale, di selezione, co-progettazione e
verifica dei relativi provvedimenti e delle iniziative atte a rispondere a tali bisogni.
I TTC interagiscono biunivocamente con gli organi
regionali del partenariato istituzionale ed economico-sociale secondo modalità stabilite
dalla Regione in accordo con i soggetti del Partenariato.
Le modalità e le procedure di funzionamento delle
sedi del partenariato economico-sociale sono definite nel Regolamento allegato al presente
Patto e contestualmente sottoscritto dalla Regione e dalle Parti.
3.4 DURATA E
AGGIORNAMENTO DEL PATTO
Il presente Patto ha vigore per lintera
durata della VII Legislatura regionale.
Le Parti sottoscrittrici potranno, di comune
accordo, procedere allaggiornamento del presente Patto sulla base degli eventuali
mutamenti intervenuti nei presupposti normativi e di fatto (evoluzione dello scenario
istituzionale, economico, occupazionale e sociale) al fine di assicurarne la piena e
costante coerenza con i fabbisogni e le domande della società e delleconomia
lombarda.
Promuovono il Patto
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
Aderiscono al Patto
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
Prendono atto del Patto, condividendone finalità,
obiettivi e metodologia
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
----------------------------------
Allegato
REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI
PARTENARIATO ECONOMICO-SOCIALE
Nelladozione del sistema di partenariato
economico-sociale previsto nel "Patto per lo Sviluppo delleconomia, del lavoro,
della qualità e della coesione sociale in Lombardia per la VII legislatura", del
quale il presente regolamento è parte integrante, la Regione e le Parti sottoscrittrici
individuano le seguenti procedure e regole di funzionamento del sistema di partenariato
stesso, si impegnano ad applicarle ed osservarle.
Sezione I
"Stati generali dellEconomia, del Lavoro e
della Società Lombarda"
Art. 1
Composizione
Gli Stati generali sono presieduti dal Presidente
della Giunta Regionale, ne sono membri di diritto gli Assessori della Giunta Regionale, il
Presidente di Unioncamere Lombardia, i Presidenti delle Associazioni imprenditoriali, i
Segretari Generali dei Sindacati dei lavoratori, i Presidenti (o i rappresentanti con
equivalente funzione) dei Soggetti Aderenti al presente Patto.
La composizione degli Stati Generali può essere
aggiornata periodicamente dalla Regione sulla base dei dati e delle informazioni inerenti
la rappresentatività delle Parti sociali secondo quanto indicato nel presente
regolamento.
Art. 2
Sessioni ordinarie
Gli Stati generali si riuniscono di norma almeno due
volte lanno, in una sessione primaverile e in una sessione autunnale, per lo
svolgimento delle funzioni di cui al successivo art. 4.
In coerenza con la normativa dellUnione
Europea, qualora vengano poste allodg tematiche concernenti provvedimenti originati
dalla programmazione comunitaria, partecipano di diritto agli Stati generali i
rappresentanti dellassociazionismo ambientalista e femminile.
Art. 3
Sessioni allargate
Il Presidente della Regione può invitare a
partecipare agli Stati Generali, riuniti in sessione allargata e a seconda dei temi
allordine del giorno, i Presidenti:
- delle Associazioni rappresentative delle Autonomie territoriali
lombarde o degli organismi regionali di raccordo istituzionale con esse;
- delle società e delle Agenzie regionali lombarde nonché di altri
Organismi ed Enti tecnici di rilevanza strategica per lo sviluppo economico-sociale
regionale.
Art. 4
Funzioni
Gli Stati Generali sono la sede del partenariato
regionale in cui:
- si realizza il confronto tra Governo Regionale e Parti Sociali in
ordine allanalisi e allelaborazione delle scelte strategiche per lo sviluppo
economico, sociale e del lavoro della Lombardia, e dei conseguenti atti amministrativi;
- si monitorano e valutano congiuntamente le attività svolte in
attuazione del presente Patto e il conseguimento degli obiettivi indicati;
- si assumono le decisioni risultanti dalla concertazione e dalla
negoziazione condotta nelle sedi del partenariato economico-sociale istituite o collegate
al presente Patto.
Sezione 2
Tavolo di Segreteria
Art. 6
Composizione
Sono componenti del Tavolo di Segreteria del Patto
per lo Sviluppo - il cui funzionamento e coordinamento è assicurato dai competenti uffici
regionali - i vertici della struttura (o loro delegati permanenti) di ciascuno dei
Soggetti promotori del Patto.
In particolare, a seconda dei temi trattati, il
Tavolo di segreteria si riunisce:
- in sessione ordinaria, con la partecipazione dei rappresentanti dei
Soggetti Promotori del presente Patto;
- in sessione straordinaria, allargata anche alla partecipazione dei
rappresentati dei Soggetti Aderenti al presente Patto;
Partecipano alle sedute del Tavolo i Direttori
generali e i Dirigenti regionali competenti sulle materie allordine del giorno delle
sedute del Tavolo di Segreteria.
Qualora vengano poste allordine del giorno
tematiche concernenti provvedimenti originati dalla programmazione comunitaria, vale
quanto analogamente stabilito allart. 2 del presente Regolamento.
Art. 7
Modalità di funzionamento
Lordine del giorno è formulato dalla Regione
Lombardia anche su proposta dei componenti del Tavolo di Segreteria.
Il tavolo può essere altresì convocato dalla
Regione su richiesta delle altre Parti promotrici del Patto.
Qualora siano inserite allo.d.g. questioni
inerenti gli interessi da esse rappresentati, possono essere invitati alle sedute del
Tavolo di Segreteria i vertici tecnici (o loro delegati) di altri Enti, Istituti e
Organizzazioni.
Art. 8
Funzioni
Il Tavolo di segreteria, anche avvalendosi dei
Tavoli Tematici e dei Tavoli Territoriali di Confronto, assicura listruttoria e il
confronto su tutti i temi di rilievo regionale oggetto del presente Patto, con diversi
livelli di analisi e confronto:
- promuove, attiva e coordina la circolazione dellinformazione
verso le Parti rispetto a decisioni, atti e provvedimenti della Giunta Regionale nelle
materie di reciproco interesse e raccoglie linformazione proveniente dalle Parti
sulle rispettive iniziative, i pareri, le decisioni e le segnalazioni attinenti i problemi
generali dello sviluppo economico, sociale e del lavoro in Lombardia;
- assicura lattivazione delle procedure di cui al par. 3.1 del
Patto
- sviluppa e coordina processi e modalità di confronto e partenariato
più specifici nelle materie e sulle iniziative giudicate prioritarie e strategiche, anche
promuovendo lattivazione dei Tavoli tematici previsti di comune intesa tra le parti
e il raccordo sistematico tra le attività dei Tavoli tematici, del Tavoli Territoriali di
Confronto e degli organismi regionali del Partenariato;
- assicura linterfaccia con le altre sedi del partenariato, anche
favorendo il raccordo con quelle relative al partenariato con le Autonomie Territoriali; a
tal fine promuove e gestisce, tramite i competenti uffici regionali, un sistema
informativo telematico di raccordo tra tutte le sedi del Partenariato economico-sociale
regionale.
Sezione 3
Tavoli tematici
Art. 9
Funzioni
I Tavoli Tematici operano quali strumenti
finalizzati al confronto organico e alla determinazione negoziata dei contenuti relativi a
specifici temi individuati congiuntamente dalla parti sottoscrittrici del presente atto
laddove se ne ravvisi la necessità.
Il Tavolo di Segreteria, ai fini dellesame di
specifiche questioni di particolare rilievo, per lo svolgimento dellattività
istruttoria e per i necessari approfondimenti, può avvalersi dei Tavoli Tematici già in
essere presso i diversi Assessorati, di appositi ulteriori Tavoli per materia, obiettivo o
settore istituiti come di seguito specificato e può promuoverne listituzione presso
la Giunta Regionale.
I Tavoli tematici sono istituiti di norma presso la
Direzione Generale regionale competente per materia o - qualora abbiano un rilievo
trasversale alle aree di competenza individuate dagli atti di assetto organizzativo della
Giunta regionale - presso la Direzione Generale Presidenza in raccordo alle altre
Direzioni Generali competenti per materia. Il raccordo e linterfaccia tra i diversi
tavoli tematici è assicurato dal Tavolo di Segreteria del patto per lo Sviluppo.
Art. 10
Modalità di funzionamento
Ai lavori dei Tavoli Tematici possono essere ammessi
o invitati ulteriori soggetti rispetto ai sottoscrittori del Patto qualora la specificità
delle problematiche in questione lo richieda.
Gli esiti del lavoro istruttorio condotto nei Tavoli
tematici vengono riportati al Tavolo di Segreteria del Patto per lo Sviluppo per
lopportuna presa datto.
Gli uffici regionali competenti alla tenuta della
segreteria di ciascun tavolo Tematico, assicurano la necessaria e costante circolazione
dellinformazione a tutti i componenti del Tavolo di segreteria e delle altre sedi
del partenariato regionale, circa la composizione dei Tavoli stessi, gli ordini del
giorno, i verbali delle sedute svolte.
Sezione 4
Tavoli Territoriali di Confronto
Gli uffici regionali competenti assicurano
linterazione e un flusso di informazioni costante tra i TTC e le altre sedi del
partenariato regionale, al fine di supportare lapporto delle espressioni locali del
sistema socio-economico ed istituzionale lombardo alla focalizzazione e
allaffinamento delle politiche regionali di intervento, anche arricchendolo tramite
linserimento di proposte di specifico interesse locale.
Tramite il Tavolo di Segreteria, il processo di
partenariato regionale può avvalersi dei TTC per approfondire in sede locale questioni di
interesse complessivo per tutto il sistema lombardo e per assicurare alle istituzioni e
alle organizzazioni di rappresentanza locali una corretta e tempestiva informazione delle
scelte e delle iniziative trattate a livello di partenariato regionale.
Sezione 5
Criteri e metodo di verifica della rappresentatività
La rappresentatività delle organizzazioni
associative promotrici ed aderenti al Patto sarà verificata dal Presidente della Regione:
- sulla base dei dati e delle informazioni disponibili grazie agli
strumenti di rilevazione istituzionale della consistenza associativa;
- tenuto conto delleffettiva operatività e significatività di
ciascuna organizzazione nello svolgimento delle attività di cui al proprio Statuto e nel
perseguimento degli interessi generali di sviluppo economico, sociale e del lavoro della
Lombardia.
La Regione promuove listituzione
dellOsservatorio regionale sulle rappresentanze associative in ambito economico,
sociale e del lavoro.
LOsservatorio regionale fornirà il supporto
tecnico per la realizzazione delle attività di cui alla presente Sezione e, in
particolare, ai fini dellindividuazione delle Associazioni aderenti più
rappresentative degli interessi organizzati di cui al presente Patto.
|