Raccogliamo ed estendiamo l’appello lanciato da 380 insegnanti di Padova contro il nuovo concorso per merito distinto

Il maxiconcorso per superdocenti (art. 29 del CCNL e art. 38 CCNI) è stato certamente l'elemento centrale della opposizione di Alternativa sindacale alle logiche del Contratto e del Contratto integrativo.
D'altra parte chi di noi frequenta le scuole in queste settimane ha ampiamente modo di costatare quale sia il fastidio con il quale si attende questa scadenza, le profonde riserve sulle modalità di selezione e la diffusissima preoccupazione sulle conseguenze che questa operazione potrà avere sulla categoria e sull'utenza.
Finora come Alternativa sindacale abbiamo fatto poco per dare seguito alla nostra formale presa di posizione contraria al CCNL e in particolare a questo istituto contrattuale. In questo periodo (la scadenza del 15 novembre come data di avvio della macchina concorsuale), una nostra presenza su questo tema sarebbe molto utile, anche ai fini di rilanciare un nostro ruolo in difesa della scuola pubblica e per una sua
riqualificazione non aziendalistica.
Da alcuni compagni/colleghi di Padova è già partito un'appello sul quale in quella città si sta procedendo ad una massiccia raccolta di firme nelle scuole. Questo appello ha avuto anche una certa risonanza sulla stampa locale e anche sul "Manifesto" di alcuni giorni fa.
Si è provveduto ad apportare all'appello un paio di piccolissime correzioni per precisare meglio alcuni aspetti che, altrimenti, potrebbero essere presi a pretetsto per criticarlo e si propone che esso inizi ad essere oggetto anche per la nostra area programmatica di un'iniziativa nazionale di raccolta di firme.

Le adesioni all'appello possono essere mandate ai seguenti indirizzi email:

burattini@lazio.cgil.it   oppure a blami@lazio.cgil.it


Il testo dell'appello

Aumenti salariali, senza discriminazioni

I sottoscritti insegnanti chiedono l'abrogazione dell'articolo 29 del Contratto di Lavoro (firmato il 26 maggio 1999) e dell'articolo 38 del Contratto integrativo (firmato il 31 agosto 1999). Tali articoli, a fronte di un aumento salariale di circa 200.000 lire lorde per tutti, prevedono un meccanismo concorsuale selettivo per gli insegnanti che abbiano maturato 10 anni di servizio di ruolo che comporta, per il 20% del personale docente, una maggiorazione di 6.000.000 annui. Riteniamo che tali norme contrattuali: non corrispondano alle esigenze dei docenti che mai hanno chiesto un aumento salariale irrisorio per tutti in cambio di consistenti aumenti salariali per una presunta élite di insegnanti; svalorizzino, umiliandola, la funzione docente introducendo surrettiziamente meccanismi di divisione fra docenti di serie A e di serie B che tendono oggettivamente ad incentivare atteggiamenti e pratiche individualistiche. Inoltre, esse sono in palese contraddizione con la necessità, sempre più impellente in questo particolare momento di transizione (modifiche dei cicli scolastici, sperimentazioni e attuazioni di progetti per l'autonomia scolastica, nuove richieste culturali a livello territoriale), di sviluppare attività scolastiche, curricolari ed extracurricolari, centrate strategicamente sulla collaborazione attiva e progettuale tra gli insegnanti; violino un principio fondamentale dello Statuto dei Lavoratori che prevede, a parità di funzione e di orario di lavoro, pari salario e pari trattamento pensionistico, oltre che l'art. 3 della Costituzione.

"Da anni si chiede di valorizzare la funzione docente con aumenti salariali dignitosi per il lavoro che già viene svolto nelle scuole e che è andato via via aumentando in questi anni (attività connesse al nuovo esame di stato, all'autonomia scolastica, all'aggiornamento, ecc.). Chiediamo la revoca delle norme in oggetto e la ridistribuzione equa della quota prevista tra tutti gli insegnanti. Chiediamo, comunque, che scelte contrattuali così importanti per la ridefinizione della professione docente siano sottoposte a serie e democratiche consultazioni. Invitiamo gli insegnanti a far sentire la propria voce superando il senso di rassegnazione che serpeggia ormai nelle scuole e aprendo un proficuo dibattito a tutti i livelli.

Nome e Cognome    Scuola/Istituto Firma