O.d.G. Conclusivo del Seminario dell'Area programmatica in CGIL Alternativa Sindacale tenutosi ad Impruneta il 20 e 21 febbraio in merito alle:
 
 

PRIVATIZZAZIONI NEL SETTORE ENERGIA



Il 20 e 21/2/1997, presso il Centro Studi di Impruneta, Alternativa Sindacale area programmatica della FNLE-CGIL ha tenuto un convegno seminariale sulle privatizzazioni dei servizi energetici e sulle modifiche della previdenza e dello stato sociale.
 
 

A conclusione dei lavori si propongono al dibattito negli organismi sindacali e tra i lavoratori alcune linee di confronto con l'obiettivo di arrivare alla costruzione di una piattaforma e di una strategia da contrapporsi a quelle espresse dal padronato, dal management pubblico e dal Governo.
 
 

Globalizzazione e ritardo sindacale
 
 

La globalizzazione delle economie sta producendo una competizione internazionale che, guidata dal concetto liberista della ricerca del massimo profitto, è fondata principalmente sulla demolizione dei diritti acquisiti dai lavoratori nelle aree più avanzate senza produrre, viceversa, una proporzionale crescita di questi per i lavoratori delle aree in via di sviluppo; si accentuano così ulteriormente le ingiustizie sociali, gli squilibri territoriali, la precarietà dei rapporti di lavoro.
 
 

Questo processo è la base su cui il padronato innesta le sue strategie di trasformazione delle aziende, delle politiche contrattuali, previdenziali e dello stato sociale; in particolare per le aziende energetiche ciò si materializza nel recepimento delle direttive europee in materia.
 
 

Si sconta qui un fortissimo ritardo di elaborazione e di iniziativa del movimento sindacale nel contrastare gli effetti negativi che questi riassetti stanno producendo contro i lavoratori.

Alternativa sindacale intende impegnarsi per contribuire a colmare questa grave insufficienza.
 
 

ENEL e aziende elettriche: un contratto, una tariffa
 
 

La presenza di una molteplicità di aziende diverse per dimensione, tipo di proprietà e normative contrattuali, la tumultuosa fase di superamento di normative di tipo dirigista e protezionista, le nuove possibilità di modifiche societarie (trasformazioni in S.p.A., alleanze internazionali), l'accavallarsi di nuova legislazione per la definizione delle concessioni e dei bacini di utenza (con le conseguenti fusioni societarie) impongono al sindacato di superare logiche contrattuali sostanzialmente aziendaliste e ormai insufficienti alla necessità.

Le controparti tenteranno di recuperare i vantaggi della perduta certezza del mercato garantito:

- colpendo di volta in volta le normative di una parte isolata dei lavoratori elettrici, creando così una perversa spirale al ribasso contrattuale (sull'esempio di Federelettrica con la forzatura della "disdetta" in occasione del recente rinnovo);

- con fusioni societarie e le relative razionalizzazioni;

- con maggior libertà tariffaria verso l'utenza.
 
 

Tutto ciò impone al sindacato una mobilitazione generale di tutta la categoria per:

  Conquistare il Contratto Collettivo Unico che regoli tutti coloro che producono, trasportano e distribuiscono l'energia elettrica o che lavorano nei servizi tecnico-gestionali collegati.
 
 

  Conquistare un Protocollo di Garanzia, con validità paragonabile al CCL, che salvaguardi i diritti dei lavoratori coinvolti in razionalizzazioni a seguito di fusioni societarie o di ristrutturazioni.
 
 

  Contribuire a difendere la trasparenza e la certezza della tariffa e del servizio per gli utenti domestici, che devono essere uguali su tutto il territorio nazionale, azione che deve attuarsi con il coinvolgimento indispensabile delle associazioni dei consumatori.
 
 

I problemi nelle aziende per il presente e l'immediato futuro
 
 

Sebbene gran parte dei problemi che pesano oggi sui lavoratori siano sostanzialmente simili a tutte le aziende si è convenuto che per quelle regolate dalla legge 142 sia necessario un particolare approfondimento da attuarsi in una apposita iniziativa nazionale.
 
 

Nello specifico dell'ENEL sosteniamo:
 
 

  La nostra opposizione alla frammentazione ulteriore del sistema elettrico, come proposto dalla relazione della Commissione Carpi, la necessità del mantenimento di una azienda " verticalmente integrata", quale presupposto di massima efficienza ed economicità, il cui controllo, ancorché in forma di S.p.A. ad azionariato diffuso, sia mantenuto dal potere pubblico.
 
 

  La nostra opposizione alla politica economica dell'azienda basata sui tagli agli investimenti, sia in corso che prospettati, che con i salari stanno diventando gli unici "costi governabili" per la redditività dei bilanci, sacrificando all'utile immediato le prospettive produttive future.
 
 

  La nostra opposizione ai processi di destrutturazione aziendale quali il trasferimento di alcune attività di progettazione e ricerca, lo scorporo dei servizi tecnico-gestionali, il ricorso continuo a consulenze e manager esterni.
 
 

In particolare intendiamo contrastare quanto affermato nel documento Tatò. Riteniamo il suo contenuto molto grave per il futuro dell'azienda, per le condizioni dei lavoratori e per come questo vertice aziendale considera le relazioni industriali con il sindacato.

In questo documento sono contenute indicazioni, tra l'altro già recepite da varie Direzioni, che sconfessano quanto dichiarato dal vertice aziendale durante i confronti sull' UNBUNDLING, vanificando così il ruolo delle Segreterie Nazionali, in special modo per quel che riguarda gli investimenti previsti, il livello degli organici, la missione aziendale e il ruolo strategico dell'azienda nel contesto nazionale e internazionale.
 
 

  L'apertura di un confronto vero a livello nelle strutture sindacali sia nazionali che periferiche e soprattutto tra i lavoratori sulle seguenti questioni:
 
    Utilizzo e rilancio di tutte le infrastrutture oggi presenti in azienda, consistenti assunzioni nei settori operativi, ripresa immediata dei piani di manutenzione programmata.
 
 

  Ridefinizione delle attività appaltabili, mantenimento delle professionalità e capacità di intervento operativo e tecnico presenti in azienda, opposizione all'utilizzo di CCL non del settore elettrico, rigoroso rispetto dei diritti dei lavoratori degli appalti, eliminazione delle sacche di lavoro nero e di precariato, anche se camuffati da assunzioni a termine o di collaborazione.
 
 

  Conoscenza dei "contratti d'area" provinciali stipulati o un via di definizione come primo passo per un loro corretto utilizzo.
 
 

  Riduzione d'orario a 35 ore a parità di salario per contrastare la disoccupazione tecnologica, considerato il contesto di un già avvenuto forte aumento della produttività del lavoro e del contemporaneo formarsi di eccedenze di personale.