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La polemica di Cremaschi sui dati del primo round congressuale liberazione - 05-01-06
Secondo il segretario nazionale della Fiom i conti non tornano. «Prima del 10 dicembre le tesi di Rinaldini erano al 22% e dopo sono scese al 16%». L’appunto di Cremaschi è, in sostanza, sulla gestione dei dati. Dopo quella data, infatti, sono stati conteggiati i numeri provenienti dal Sud. Qui, secondo lui, si sono verificati alcuni picchi di partecipazione davvero inusuali: Napoli per esempio registra una percentuale di afflusso al voto più alta di Bologna. La Filcams del Lazio, poi, avrebbe addirittura fatto il pieno segnando l’80%. Tutte cose che dovranno essere chiarite. «Il dato politico di fondo - sottolinea Cremaschi - è che le tesi di Rinaldini prendono più di Patta». C’è da aggiungere che le tesi alternative del segretario generale della Fiom sono state presentate solo nel 10% dei congressi. «E quindi è un risultato che vale doppio». «Questo dato deve essere rappresentato», aggiunge Cremaschi. Su questo ci sarà lo scontro a partire da domani. Il rischio è che non essendo un congresso basato su documenti contrapposti i sostenitori delle tesi alternative non ricevano una adeguata rappresentanza nei vari congressi territoriali. Cremaschi cita il caso della Funzione pubblica di Milano. Qui le tesi alternative sono riuscite a spuntare un 4% di consensi ma a questo non ha corrisposto nemmeno un delegato. L’arcipelago della sinistra sindacale che si è ritrovata nelle tesi di Rinaldini ha deciso di darci un nuovo appuntamento a dopo le elezioni politiche. E’ lì che si deciderà sulle forme in cui continuare il confronto dentro la Cgil. I nodi arriveranno al pettine a luglio quando potrebbe arrivare il nuovo accordo sulla contrattazione. |