Chi ha deciso, e quando, che sono venute a meno le ragioni per un documento alternativo al prossimo congresso Cgil ??

 

Si è tenuta lo scorso 28 gennaio, a Bologna, il previsto incontro nazionale promosso da “Lavoro e Società” della Filcams Cgil. Una riunione aperta ai compagni della maggioranza Cgil, con all’ordine del giorno un confronto sui temi del prossimo congresso Cgil.

Un argomento importante ma posto all’ordine del giorno di una riunione (come spesso succede ultimamente nella nostra area) estremamente blindata. Compagni dell’area che si erano iscritti a parlare sono stati esclusi dalla possibilità di intervenire per non bloccare la passerella di interventi già programmati, anche di esponenti della maggioranza Cgil. I compagni dell’area, convocati alla riunione, sono infine sentiti utilizzati solo come “massa per platea”.

Sia nella relazione introduttiva di Maurizio Scarpa (Coordinatore dell’area di Categoria) che nell’intervento conclusivo di G.Paolo Patta (Coordinatore dell’area Confederale) si è affermato che la decisione dell’area è ormai quella di procedere verso un congresso unitario essendo venute meno le ragioni dell’alternatività tra le posizioni delle aree congressuali.

Se questa è la posizione dei nostri coordinatori nazionali non è certo una riunione come quella tenuta il 28 febbraio a Bologna che può ratificarla. Sia perché la riunione non aveva all’ordine del giorno lo scioglimento dell’area congressuale, sia perché in quella riunione non si è potuto fare nessuna discussione degna di questo nome, sia perché non era una riunione dell’area ma un incontro aperto ai compagni della maggioranza.

Per parte nostra, con la riunione del 28 febbraio a Bologna, abbiamo solamente preso atto che esiste, nell’area, su iniziativa di compagni del coordinamento nazionale, la proposta di un congresso unitario con conseguente ed inevitabile trasformazione dell’area programmatica in una sorta di componente e con una fantasiosa ipotesi di ricostituzione di un’area organizzativa (non congressuale) che nessuno sa a quale mandato ed a quale base farà riferimento.

Prendiamo atto di una proposta, sul cui merito però non siamo assolutamente d’accordo.

Le ragioni di una critica e di una alternatività di proposta in Cgil rimangono tutte valide. Anche se il compagno Scarpa, nella sua relazione, non ne ha fatto alcun riferimento, ci dovremmo ricordare tutti le battaglie che abbiamo fatto in categoria (anche recentemente) contro la firma degli accordi del Turismo e del Commercio. L’area di categoria si è opposta a quegli accordi sostenendo il voto contrario nelle assemblee, il ritiro della firma, il referendum.

Cosa è successo di nuovo e di notevole da far venire meno anche solo la memoria della nostra recente opposizione alle linee contrattuali sostenute dalla maggioranza in categoria.

Non possiamo essere favorevoli alla riedizione della storica “terza componente”.

Cos’è questa fretta di dichiarare di fatto (anche se si evita di dirlo esplicitamente) lo scioglimento dell’area in Filcams, quando invece in Fiom (che sicuramente ha posizioni molto più avanzate) il nostro coordinamento nazionale sta imponendo la ricostituzione dell’area nonostante la maggioranza dei compagni in Fiom ha espresso valutazioni diverse ?

Per fortuna la nostra area ha nella partecipazione e nella democrazia uno dei suoi elementi costitutivi che nessuno ha il potere né il diritto di superare. Chiediamo quindi che i compagni che propongono oggi un congresso unitario esprimano chiaramente la loro proposta in dialettico, franco ed esplicito confronto con la proposta di chi ritiene invece utile e necessario anche oggi riproporre agli iscritti Cgil, nel dibattito congressuale, la possibilità di esprimersi su una linea diversa, di vera svolta dell’organizzazione.

Chiediamo di avviare un percorso che, a partire dai territori, fino ad una assemblea nazionale, metta in condizione tutto il corpo militante della nostra area di esprimersi e di partecipare alla costruzione di una nostra posizione in merito al prossimo congresso Cgil.

Fino a quel punto il nostro riferimento, ed il riferimento dell’insieme dell’area, deve rimanere il documento congressuale alternativo che abbiamo costruito, presentato e sostenuto nel precedente congresso e sul quale abbiamo ottenuto un preciso mandato dai tanti iscritti che lo hanno condiviso e sostenuto.

 

Per adesioni alma@pmp.it