| C'è troppa confusione
nel dibattito in Lavoro e Società Un esempio?? La recente iniziativa del coordinatore nazionale dell'area in Filcams Cgil che prima propone lo scioglimento dell'area, poi dice che non è così ma confermando in raltà quando aveva già affermato. Un pasticcio. Facciamo chiarezza: Apriamo finalmente una vera discussione per decidere sulle due alternative presenti nel dibattito interno - Andare al congresso con un nostro documento alternativo o sciogliere l'area programmatica scegliendo di andare al congresso con un documento unitario con la maggioranza Cgil - Invece di fare tante riunioni con la maggioranza per propagandare la sua proposta di patto con la maggioranza della Cgil, il nostro coordinamento nazionale convochi finalmente una vera assemblea nazionale di tutti i delegati dell'area, per discutere e per decidere quale deve essere la posizione dell'area. La recente iniziativa nazionale, organizzata dal coordinatore nazionale di Lavoro e Società - cambiare rotta della Filcams Cgil conferma l'esistenza di un problema la cui soluzione non può essere rinviata oltre. Da mesi il coordinamento nazionale confederale dell'area è impegnato essenzialmente ed esclusivamente su due iniziative:
Tutte operazioni essenzialmente burocratiche, finalizzate a
consolidare l'attuale gruppo dirigente dell'area come soggetto in grado essere
riconosciuto come soggettività propria, sia sulla sponda del confronto con i partiti che
in Cgil. Il problema che ci troviamo davanti (già precedentemente indicato e sviluppato in precedenti documenti - vedi la pagina del sito che li raccoglie) è quello d una rottura tra l'apparato dell'area ed il suo mandato congressuale. Una rottura che oggi si sostanzia nel tentativo di liberarsi da questo mandato per realizzare un'accordo, un patto unitario con la maggioranza della Cgil, e nel tentativo di autonomizzare l'apparato dell'area da qualsiasi rapporto diretto, di mandato e di verifica con la sua base. Sul piano del merito tutto questo poggia sulla scelta moderata dell'attuale gruppo dirigente dell'area che dichiara di ritenere superata la necessità di una battaglia contro le derive concertative della Cgil e che vuole in cabio incassare il riconoscimento a continuare ad esistere come componente, come cordata, al fine di consolidarsi come gruppo di potere in grado cioè di contrattare posti negli apparati e nelle segreterie. Tutto ciò, ed il modo assolutamente poco democratico e
corretto con cui questo progetto cerca di affermarsi, è dimostrato ancora una volta
proprio dalla recente iniziativa del coordinatore nazionale dell'area in Filcams Cgil. Nell'ambito di iniziative similari (già convocate dalla Slc e da diversi territori) il coordinatore nazionale dell'area Filcams cgil promuove un incontro nazionale, lo scorso 28 gennaio, tra l'area e la maggioranza della Cgil d categoria per discutere sulla possibilità di un patto per un congresso unitario. Nella sua relazione (scarica la relazione) M.Scarpa, afferma che queste condizioni ci sono tutte ma che ciò deve essere accompagnato da un impegno della maggioranza a riconoscere alla minoranza congressuale il diritto a trasformarsi in qualcosa che le permetta di non vedere messe in discussione le sue presenza negli apparati. La relazione di M.Scarpa è un gioiello di tattica sindacalese ed un inimitabile manuale di soppravvivenza del burocrate sindacale.
L'assemblea è gestita malissimo, Come spesso succede nelle
ultime iniziative dell'area, si tratta solo di una passerella confezionata per contenere
una relazione e delle conclusioni già decise. Non c'è dibattito perchè gli interventi
sono già programmati, e divisi equamente tra minoranza e maggioranza. E' raticamente una
recita, utile solo per poter dre poi che le decisioni assunte sono state decise in una
democratica assemblea. Che l'operazione non sia riuscita benissimo se ne accorge anche il coordinatore nazionale M.Scarpa che si muove subito con una sua successiva nota (leggi la nota) a precisare che lui non ha ma parlato di scioglimento dell'area e che i limiti (che pure lui riconosce) nella gestione dell'iniziativa saranno certamente recuparati con iniziative regionali, se e dove i compagni le richiedessero. Ovviamente M.Scarpa nella sua nota cerca ancora una volta di
nascondere la realtà. E' vero che lui non parla di scioglimento dell'area, ma quando
parla di continuità dell'area non si riferisce più all'area programmatica congressuale,
ma ad un altra cosa. A riguardo è bene leggere l'articolo (leggi l'articolo)
apparso sulla "Rivista di Critica Sindacale" di Dicembre 2004, che bene illustra
l'ambiguità di tutta la fraseologia utilizzata che serve in realtà per giustificare la
trasformazione dell'area programmatica congressuale in una componente o corrente
autoreferenziale legata solo alla difesa di parti di burocrazia sindacale che oggi fanno
riferimento alla nostra area programmatica conressuale. L'operazione tentata in Filcams ha quindi dimostrato solo la
fretta con cui una parte dell'apparato, scavalcando i democratici processi di dibattito e
confronto nell'area, vuole consolidare e definire un proprio patto con la maggioranza
Cgil. Una fretta che sottintende la necessità che tutta l'area di categoria venga messa
invece nelle condizioni di discutere seriamente e democraticamente delle scelte su cui
l'area Lavoro e Società deve riproporsi al prossimo congresso Cgil. In questo senso si
muove l'appello per sul quale chiediamo a tutti i delegati e le delegate della Filcams
Cgil di mandare la loro adesione. La questione che i compagni del coordinamento nazionale confederale dell'area hanno posto non è cosa che si possa discutere e decidere così come loro stanno proponendo. La questione da chiarire prima di tutto è se coveniamo tutti sul fatto che la necessità di tenere aperta una battaglia in Cgil nei confronti della linea concertativa sia ancora attuale o meno. E questo richiede una verifica ed un dibattito che coinvolga l'insieme dell'area in modo trasparente, in grado cioè di disutere ed esprimere un orientamento sulla base delle diverse posizioni in campo. La posizione dell'attuale coordinamento nazionale dell'area non è l'unica, nè la sola legittimata ad essere discussa. Esiste nell'area anche chi ritiene necessario oggi prepararsi al prossimo congresso Cgil con un documento alternativo da sottoporre agli iscritti in modo che a questi sia data la possibilità di esprimersi sulla necessità di una vera svolta della linea in Cgil. A riguardo leggi ("Rivista di critica sindacale", dicembre 2004) e la relazione di G.Cremaschi all'attivo nazionale Fiom dei compagni che aderiscono all'area Lavoro e Società, del 5 gennaio 2005 4 febbraio 2004 Delegate e delegati, aderenti a Lavoro e Società - cambiare rotta" della Cgil che si riconoscono nel movimento, per un "Coordinamento Nazionale delle Rsu"
|