Roma, 28 luglio 2004
A
Alessandro Curzi
Direttore
di Liberazione
R O M A Caro Direttore,
la campagna di
attacchi contro Gian Paolo Patta e le compagne ed i compagni aderenti a Lavoro Società
Cambiare Rotta in CGIL è ormai arrivata alle calunnie.
Ora basta, anche
un giornale di partito è tenuto al rispetto della storia, della pratica, e della dignità
di chi, e sono la stragrande maggioranza di Lavoro Società, è in minoranza in CGIL fin
dai tempi dellEur, senza mai perdere la coerenza con le proprie idee a difesa delle
lavoratrici e dei lavoratori.
Devo ricordarti
le battaglie condotte, a partire dal compagno Patta (e non sempre sostenute a sinistra)
contro il patto dellEur e successivo referendum sulle liquidazioni, contro laccordo
FIAT dell80, la svendita della scala mobile con il sostegno alle lotte degli
autoconvocati, contro laccordo che sterilizzò la scala mobile, quello del 92 che ne
sancì la fine, quello del 23 luglio 93, contro le riforme delle
pensioni, contro il pacchetto Treu e la Finanziaria del Governo Prodi, la raccolta di
firme per i referendum (per ben due volte) sullart. 18, contro i rinnovi
contrattuali non soddisfacenti fino agli ultimi del trasporto pubblico locale, dellartigianato,
dei chimici ,
. ?
Credo
sinceramente che la dignità delle compagne e dei compagni di lavoro Società
Cambiare rotta non sarà intaccata da faziosi articoli del tuo giornale ma con altrettanta
forza chiedo che venga rispettata. Molti di loro sono iscritti al PRC, partito di
riferimento di Liberazione, e se possibile meritano ancora più rispetto.
In questi anni
abbiamo sperimentato nella pratica il pluralismo programmatico in CGIL e il pluralismo
nellArea, superando insieme, coesi, anche i momenti di forte turbolenza nei partiti
in cui molti singoli aderiscono. Non farebbe bene una simile pratica alla sinistra
politica? O forse il fatto che esista una tale esperienza disturba?
Da ultimo, con
le nostre battaglie abbiamo conquistato in CGIL il pluralismo programmatico che ha
superato le correnti partitiche. La CGIL è una grande e complessa organizzazione:
rispettarne il dibattito interno è il minimo che si possa chiedere.
Oggi
Confindustria, altre OO.SS. ed esponenti di primissimo piano di partiti del
centro-sinistra chiedono a Gugliemo Epifani la rottura degli equilibri emersi dallultimo
Congresso, invitandolo a rompere con Lavoro Società e con la FIOM.
Chi alimenta il
tentativo, che è e sarà respinto, di rottura tra Lavoro Società e FIOM, oggettivamente
favorisce quel disegno. Al contrario, Lavoro Società e FIOM, in un confronto privo di
strumentalizzazioni faziose, sapranno deludere quanti lavorano per la rottura.
Spero di non
essere costretta a dover pubblicare a pagamento (comè già avvenuto per le
posizioni del Coordinamento di Lavoro Soscietà) questa mia lettera.
Paola
Agnello Modica
Segreteria Nazionale
CGIL |