| POLITICA ECONOMICA E
STRUTTURA CONTRATTUALE SEMINARIO AREA
PROGRAMMATICA LAVORO SOCIETA RIMINI 15 16
APRILE 2004 LA CONTRATTAZIONE
AZIENDALE
Prima di tutto bisogna comprendere i mutamenti che sono avvenuti in questi ultimi anni ed il conseguente mutamento del carattere della contrattazione aziendale. In passato si rinnovava il contratto aziendale di norma ogni
tre anni, poi si gestivano semplicemente i risultati di tale contrattazione, anzi in molti
casi la contrattazione aziendale era propedeutica per i rinnovi dei contratti nazionali di
categoria. Dalla crisi del modo di produzione fordista quindi della
stabilità e programmabilità del ciclo produttivo e distributivo, ha comportato la
diffusione di nuove tecnologie e di tecniche produttive sempre più flessibili ed
instabili dadattamento al turbamento dei mercati. Basta ricordarne alcune: Just in time, total quolity, pull
production, ecc. Dal punto di vista delle relazioni sindacali ha comportato
richieste continue da parte delle aziende ai lavoratori dadeguamento a tale
instabilità, agendo principalmente sugli orari, utilizzo degli impianti, turni, assetti
organizzativi, composizione degli organici, contratti a termine, interinali, ecc. Ad aggravare ulteriormente la situazione sono intervenuti gli
ultimi provvedimenti legislativi: la Legge 368 sui contratti a tempo determinato, la Legge
66 sullorario di lavoro, la legge 276 sul mercato del lavoro. Continuare a gestire la contrattazione aziendale come in
passato, accettando di fatto che le direzioni aziendali da un lato avanzino continuamente
le loro richieste e dallaltro ci dicano che la contrattazione si fa ogni 4 anni,
significa lasciare liniziativa tutta alla controparte. Al contrario, dobbiamo utilizzare ogni occasione in cui lazienda
pone le sue esigenze e trasformarla in unopportunità di contrattazione per
ricostruire la conoscenza/controllo del ciclo produttivo e dellimpresa nel suo
insieme. Dobbiamo costruire una cultura nuova e di pratica della
contrattazione aziendale continua. Senza per questo escludere la tradizionale cadenza quadriennale
che deve diventare momento di sintesi della contrattazione continua e strumento di
stabilizzazione di strumenti contrattuali di rafforzamento della contrattazione continua
aziendale. Unindagine svolta, su un campione di 207 lavoratori di unazienda
metalmeccanica di medie dimensioni, ha rilevato che i problemi più importanti da
affrontare per i lavoratori sono: -
i carichi di lavoro. I lavoratori hanno posto in evidenza che
non esiste solo un problema di pesantezza dalcune mansioni, ma più in generale la
mancanza di chiarezza nelle regole di definizione dei carichi i lavoro. Inoltre un
problema di competenze e responsabilità. -
Al secondo posto la professionalità -
Una serie di problemi con la stessa importanza: lambiente,
rapporti con le gerarchie aziendali, la mensa, i bagni e le docce da migliorare ecc
-
In fondo alle priorità il salario, la formazione e lorario
di lavoro. Alla domanda, come impostare la piattaforma aziendale, i
lavoratori hanno invertito le priorità. Al primo posto è stato posto il problema del
salario poi la professionalità legata allorganizzazione del lavoro, la formazione
ecc
Questindagine dimostra la necessità dei due momenti di
contrattazione aziendale, quella continua sui problemi quotidiani che i lavoratori devono
affrontare giorno dopo giorno e come abbiamo visto in molti casi posti dallazienda e
contemporaneamente di un momento forte di stabilizzazione e consolidamento della
contrattazione. Per svolgere bene tale contrattazione, cioè per non perdersi
sulle singole questioni, è necessario avere una linea vertenziale complessiva che
consenta di agire localmente, pensando globalmente. Per realizzare una contrattazione aziendale efficace e positiva
per i lavoratori è necessario conoscere e controllare quello che cè nella sede,
nello stabilimento, nel magazzino, ecc: cioè abbiamo bisogno di una linea e una pratica
costante di rapporto con i lavoratori (una pratica di massa) per la piena conoscenza e
controllo dellimpresa e dellorganizzazione produttiva. La prassi molte volte praticata di portare dallesterno le
esigenze contrattuali non paga ed impedisce quella costruzione di conoscenza/controllo
dellimpresa fondamentale per realizzare unefficace contrattazione e
coinvolgimento dei lavoratori. Infatti, il momento più alto di conquista e di affermazione
dei diritti, tra la fine degli anni 60 ed i 70, è stato caratterizzato dalla conoscenza
diffusa dei processi produttivi e dal controllo di massa sullorganizzazione del
lavoro, realizzato tramite lesperienza pratica della contrattazione delle condizioni
di lavoro: ritmi, cottimi, la salute e la prevenzione, linquadramento unico, diritti
di informazione e contrattazione, contrattazione estesa dalla fabbrica al territorio,
unione delle lotte contrattuali e lotte per le riforme, ecc. Come sappiamo, dopo gli anni 80, cause oggettive e soggettive
hanno rovesciato quella spirale positiva. E importante cogliere questa occasione per ricordare,
prima di tutto a noi stessi, come si contratta in azienda, quali sono schematicamente i
passaggi fondamentali. Nella preparazione della piattaforma
bisogna avere chiaro e valutare attentamente: a) La linea che meglio rappresenta gli
interessi dei lavoratori articolandola tra una rivendicazione ottimale che potrà essere
realizzata nelle situazioni più favorevoli anche in rapporto ad un rapporto di forza
favorevole, e rivendicazioni meno forti ma più realistiche per la specifica azienda ed il
rapporto di forza. b) Conoscenza del quadro normativo, in altre
parole i precedenti accordi aziendali, la storia sindacale dellazienda, il CCNL e
fondamentale in questa fase la legislazione vigente. c) Il funzionamento e gli obiettivi dellazienda,
nel modo più dettagliato possibile per prevedere quali saranno le rivendicazioni che
incontreranno maggiore resistenza o i contenuti di possibili controproposte aziendali, non
sarebbe una novità che lazienda al tavolo presenti una contropiattaforma. d) Il costo complessivo realisticamente ipotizzabile nellaccordo,
anche per selezionare le priorità, privilegiando le richieste unificanti, escludendo
viceversa quelle che rischiano di contrapporre una parte dei lavoratori ad unaltra
parte. e) Lipotesi di piattaforma, oltre ad
essere costruita con i lavoratori deve essere sottoposta allapprovazione dei
lavoratori. Nella fase di conduzione della vertenza
bisogna saper fare uso intelligente della forma di lotta, sempre con il consenso dei
lavoratori calibrare luso dei vari tipi di sciopero: dimostrativo, per colpire la
produzione, possibilmente evitare le fiammate. Ma utilizzare un passo da montagna. Il fattore tempo è sempre fondamentale, in altre parole
domandarsi in ogni momento se il passare del tempo rafforza noi o la controparte, inoltre
comunicare costantemente con i lavoratori attraverso assemblee, volantini ed altre forme
di comunicazione le difficoltà incontrate ed i risultati raggiunti. Lipotesi daccordo e quindi la conclusione della
vertenza va sottoposta ai lavoratori quando si valuta che ulteriori pressioni non
migliorerebbero i risultati già acquisiti, analizzare con i lavoratori i motivi di
successi ed insuccessi. Laccordo deve essere validato da una votazione dei
lavoratori anche attraverso lutilizzo dello strumento del referendum. Alcune idee per la contrattazione aziendaleEsaminiamo ora, senza pretesa di completezza, alcune valutazioni su esperienze concrete allo scopo di trarne indiazioni che, in ogni caso, dovranno essere adattate alle specificità delle singole aziende. Concentreremo la nostra attenzione sulle tematiche
qualitativamente più rilevanti che tendenzialmente assumeranno un rilievo sempre
maggiore. Relazioni sindacali e dirittiListituto contrattuale dei diritti dinformazione è molto importante, più e meglio si conosce più e meglio si controlla, come anche i diritti di contrattazione attraverso la definizione più ampia possibile dei temi vertenziabili. In genere, però, il limite che riscontriamo non riguarda tanto
la definizione formale di tali diritti ma il loro utilizzo sostanziale. Cè sicuramente un problema di competenza che può essere
risolto con la formazione ed il buon funzionamento dellorganizzazione, ma spesso
capita che gli stessi delegati perdano la memoria storica di quanto contrattato in azienda
sui vari argomenti, quindi quello che serve prima di tutto è utilizzare quello che cè. Uno strumento utile è la raccolta in un testo unico di tutta
la contrattazione realizzata, sullargomento particolare, e la definizione di una
scheda-calendario degli incontri programmati che indichi chiaramente quanto e cosa
discutere. Osserviamo solo di passaggio il tema della salute, prevenzione
e sicurezza che diversamente da come spesso avviene, non deve essere appaltato alle RLS,
come se fosse una questione puramente tecnica. Gli RLS hanno i loro compiti specifici
assegnati dal Dlgs. 626; controllo, indagine, informazione, ecc. ma la contrattazione sullargomento
resta un compito delle RSU. Un altro istituto da qualche tempo trascurato è quello dei
diritti sindacali, rivitalizzarlo con richieste innovative, quali lacquisizione di
una casella di posta elettronica per la RSU, di una bacheca elettronica su intranet, di
video assemblee con le sedi periferiche, e più in generale la possibilità dutilizzo
sindacale del sistema informatico e telematico aziendale quale attualizzazione e
completamento dei vecchi diritti: bacheca, telefono, fax, ecc. PRESTARE ATTENZIONE
ALLE SPECIFICITA E AI COMPORTAMENTI
Inquadramento e FormazioneLintervanto sullinquadramento è sicuramente lo strumento più importante per la conoscenza/controllo del ciclo produttivo dellazienda. Richiede competenza ed un gran lavoro di dettaglio, forse per
questo il tema è spesso dimenticato. Limitarsi alla gestione dellesistente nella situazione di
variabilità e dinstabilità dei sistemi organizzativi di produzione,
significherebbe solo lasciare spazio alla reintroduzione delle paghe di posto (job
evaluation) e riconoscimento unilaterale della professionalità da parte dellazienda. Viceversa, partendo dallo spirito dellinquadramento unico
significa, modificarne la struttura del sistema classificatorio nel CCNL, ed attraverso il
nuovo sistema individuare a livello aziendale percorsi di carriera che
consentono una effettiva percorribilità della scala classificatoria, definendo per ogni
figura professionale il livello dingresso, di motivazione e sbocco, nonché lintreccio
tra le nuove figure professionali (polifunzionali) in relazione a criteri e spazi
oggettivamente verificabili e vertenziabili. Alcune proposte potrebbero essere le seguenti:
Orario di lavoroUtilizzare limpostazione della conoscenza/controllo dellorganizzazione del lavoro e dellimpresa, significa che la questione centrale è il controllo dellorario di fatto. Non è particolarmente utile concordare riduzioni dorario se poi vengono non godute, trasformate in straordinari o monetizzate. Il controllo dellorario di lavoro effettivoLa prima cosa da fare è conoscere esattamente quello che
succede reparto per reparto: quali sono gli orari effettivi, laccumulo del conto ore
(dove esiste), le ferie arretrate, lassenteismo, ecc, fino ai motivi che spingono la
direzione o gruppi di lavoratori a non rispettare la sostanza delle norme in materia. Si tratta quindi di iniziare una battaglia anche culturale:
bisogna spiegare ai lavoratori limportanza del rispetto delle regole, a seguire con
coerenza una linea vertenziale, dirgli che per avere più soldi bisogna lottare per
aumentare i premi di produzione, non fare gli straordinari. Bisogna concordare le norme e le procedure aziendali che
portano realmente in tale direzione anche ai fini della qualità e quantità delloccupazione,
ponendo con chiarezza un limite alla flessibilità che si ritiene sia possibile e utile
evitare. In troppe aziende il calendario annuo e gli eventuali periodi
pluriperiodali, vengono semplicemente comunicati dalla direzione aziendale alle RSU come
speso avveniva in passato quando la struttura dellorario era stabile e si dovevano
semplicemente individuare i periodi di chiusura per le ferie estive. Viceversa nella situazione attuale, anche in rapporto alla
nuova legge 66 sullorario di lavoro, la definizione del calendario annuo è
diventata un momento importantissimo, ricco dimplicazioni che dobbiamo
caratterizzare in senso vertenziale. In alcune aziende la direzione tratta con superficialità la
definizione del calendario annuo o periodi plurisettimanali, confidando sul fatto di
aggiustarlo più volte in corso danno. Noi viceversa, dobbiamo pretendere un
calendario realistico e controllare che venga applicato rigorosamente, è meglio pagare
subito qualche prezzo in termini di flessibilità che farsi prendere in giro definendo uno
schema che non verrà applicato. Affrontando lobiettivo della riduzione degli
straordinari, ci si trova spesso di fronte al dilemma se laumento delle
maggiorazioni disincentivi la direzione ad autorizzare più straordinari e incentivi
alcuni lavoratori a farli, una soluzione potrebbe consistere nella distinzione tra
straordinari collettivi concordati tra azienda e RSU da attribuire con una maggiorazione
elevata e straordinari individuali con una maggiorazione molto più bassa. In questo modo si toglierebbe spazio a quel rapporto di
complicità che a volte si crea tra alcuni lavoratori che usano lo straordinario come
aumento salariale individuale, ed il loro capo reparto che lo usa per affermare il suo
potere e magari per nascondere la sua incapacità a programmare e viceversa, si darebbe un
significativo spazio alle RSU per la valutazione della casistica, degli eventuali problemi
organizzativi, delladeguamento degli organici, ecc. Ci sono poi le flessibilità per il lavoratore: da quella più
sperimentata quali lorario elastico applicabile a quella figura, soprattutto
impiegatizia ma non solo, che svolgono unattività relativamente indipendente da
quella dei loro compagni di lavoro ad altre più innovative quali la tabella ferie e
permessi. Questultima è una procedura concordata che consiste nellesposizione
di una tabella su cui il responsabile di reparto/servizio scrive il numero dassenze
per ferie o permessi compatibili con il buon funzionamento del reparto/servizio stesso e
con la necessità di usufruire nei tempi stabiliti delle ferie/permessi ed i singoli
lavoratori segnano le loro richieste. In questo modo i lavoratori vengono orientati verso una
tendenziale autoregolazione di tali assenze e la RSU acquisisce un valido strumento per il
controllo dellorganizzazione del reparto e degli orari di fatto, della qualità e
quantità degli occupati, ecc. Il tema dellassenteismo viene spessissimo evocato dalle
aziende per metterci in difficoltà e per imporci premi legati alla presenza. Dobbiamo
evitare di lasciare liniziativa alla controparte su questo tema anche perché lesperienza
ha dimostrato che i premi presenza sono inefficaci. Possiamo comunque dichiarare che, se da un lato uno sporadico
numero del ricorso alla malattia è fisiologico né eliminabile né particolarmente
dannoso per lazienda, labuso sistematico crea problemi non solo alla direzione
aziendale ma anche ai compagni di lavoro. In ogni caso il fenomeno deve essere analizzato obiettivamente,
sulla base di unadeguata e dettagliata documentazione, anche in relazione alle
condizioni e allorganizzazione del lavoro, ai rapporti con i capi, alla questione
delle ferie e permessi, alla sperimentazione del giorno dindisposizione
senza certificato medico. La riduzione dellorario di lavoroDopo aver ridotto lorario di lavoro esercitando un forte controllo sullorario di fatto, bisogna anche cercare di contrattarlo per ridurlo ancora. Le occasioni che, in genere, rendono meno difficile tale
ulteriore riduzione dellorario a parità di salario si hanno a fronte delle
richieste padronali di aumentare lutilizzo degli impianti o di attuare forme
flessibili di gestione degli orari in rapporto allandamento del mercato. Le richieste aziendali dintroduzione di nuovi turni sono
state spesso concordate ottenendo in cambio un aumento delle maggiorazioni e, meno
frequentemente ma in numero abbastanza significativo di casi, anche con la riduzione dellorario
settimanale o annuale, un aumento delle ferie o delle pause. Tali riduzioni hanno
riguardato quasi sempre, esclusivamente o soprattutto i turnisti. Lesperienza cinsegna che si può riuscire a
contrattare riduzioni dorario di lavoro anche a fronte desigenze aziendali di
variazione del calendario annuo, oppure di richieste di disponibilità preventiva al
passaggio di uno schema da turno ad un altro in relazione alla stagionalità o alla
variabilità dei mercati. Anche le richieste dorario a disposizione per particolari
figure (es: manutenzione, cambio stampi, ecc) possono essere loccasione per ridurre
lorario di lavoro, anche se sono molto forti le spinte alla semplice monetizzazione. Occupazione, organizzazione e mercato del lavoroBisogna combattere lidea, spesso non espressa, ed una pratica che limitano lintervento sindacale alla tutela degli interessi dei lavoratori stabili a tempo indeterminato. Spesso accade che non solo la direzione aziendale ma anche i lavoratori, scaricano sui precari gli orari più disagiati, le attività meno gratificanti, la copertura delle flessibilità richieste a volte senza neanche garantire alcuni trattamenti salariali o normativi, con lesclusione dal premio di partecipazione, salario dingresso, ecc. Viceversa dobbiamo prestare la massima attenzione alle varie
forme di lavoro atipico: da iniziative minime dinformazione e buonaccoglienza,
alla stabilizzazione degli atipici, ad esempio contrattando liste di priorità con criteri
che definiscono la priorità allassunzione a tempo indeterminato dei contratti a
termine ed in generale quelli atipici. Esperienze di reinternalizzazioneUno strumento utile, non solo per resistere ma addirittura per
iniziare ad invertire la tendenza liberista alle esternalizzazioni e alla diffusione del
precariato, è listituzione di una squadra polifunzionale Tale squadra dovrebbe essere un reparto autonomo (con un
proprio responsabile ed una propria collocazione nellorganizzazione del lavoro); con
compiti specifici, ben definiti, programmati (incarichi manutentivi, di rilevamento dati,
di supporto, ecc, che, sommati, possono consentire nuove assunzioni stabili, invece presi
uno per uno, verrebbero assegnati ad esterni), quindi la eventuale funzione di jolly
dovrebbe essere solo accessoria e si presuppone che gli altri reparti abbiano un organico
sufficiente; adeguatamente formata, addestrata ed inquadrata nel sistema classificatorio;
esplicitamente finalizzata allasorbimento dattività date in appalto e di
rapporti di lavoro atipici. Procedure di verifica e
contrattazione
In generale, una pontuale definizione delle regole ed un
corretto utilizzo delle procedure di verifica, favoriscono levidenziazione delle
eventuali carenze dorganico e quindi lemergere di momenti vertenziali utili
per concordare nuove assunzioni. Ciò vale, ad esempio, per la gestione trimestrale del conto
ore, (se in un reparto il conto ore è elevato vuol dire che o è male organizzato o cè
bisogno di assumere); per lutilizzo della squadra polifunzionale (se viene
usata troppo come jolly vuol dire che gli altri reparti sono o male organizzati o carenti
di personale); per la verifica dello smaltimento delle ferie arretrate e dellutilizzo
della scheda ferie-permessi (se il capo reparto non segna adeguatamente le assenze
compatibili vuol dire che o è incapace di gestire o cè carenza dorganico);
per la verifica delleventuale utilizzo del pluriperiodale e del rispetto dellorario
programmato nel calendario annuo (a meno che non ci siano eventi effettivamente
straordinari che giustificano il suo cambiamento); ecc
Come si può notare, le occasioni vertenziali non mancano. Si
tratta di saperle riconoscere ed avere la capacità e la forza di utilizzarle bene. Salario In molte aziende si è discusso solo di premio di partecipazione. Una corretta impostazione richiede invece, di integrare al massimo la contrattazione del salario con gli altri istituti. La quantità del salarioRiguardo alla quantità del salario contrattato, sia a regime, sia come montante, tenendo conto degli scaglionamenti dobbiamo rilevare che i risultati della contrattazione sono mediamente insufficienti. Lo possiamo dire sulla base del fatto che sono in aumento le
erogazioni unilaterali da parte delle direzioni aziendali, non più limitate ai quadri ed
agli impiegati dalto livello, ma ormai diffuse anche tra le altre figure
professionali, soprattutto tra quelle difficili da reperire sul mercato del lavoro. Ciò conferma la correttezza della linea che assegna al CCNL
anche il compito di ridistribuire una parte della nuova ricchezza prodotta. Ci dice anche
che nella contrattazione aziendale dovremo essere meno timidi sulle quantità, altrimenti
continuerà ad aumentare il salario erogato unilateralmente dallazienda e quindi a
ridursi il potere della RSU. Per lo stesso motivo, dovremo anche trovare un equilibrio tra
lesigenza di tutelare tutti, con particolare attenzione alle categorie più basse e
riconoscimento di quelle figure che hanno un mercato: altrimenti ci consegneremo alla
contrattazione individuale con la direzione aziendale riducendo progressivamente la nostra
base di rappresentanza. La distribuzione del salarioAbbiamo anche il problema della distribuzione delle quantità salariali conquistate. Lobiettivo massimo, difficilissimo da realizzare è il
completo controllo del salario di fatto, cioè una contrattazione talmente forte che non
lasci spazi allazienda per erogazioni unilaterali. Ciò richiede anche lutilizzo di una scala parametrale
corrispondente alle condizioni specifiche dellazienda. Una scala troppo ampia
privilegerebbe gli alti livelli a scapito dei bassi; daltra parte una scala troppo
piatta che a prima vista sembra garantire i livelli più bassi, in realtà favorirebbe
solo le erogazioni unilaterali perché la direzione nella valutazione del costo
complessivo del contratto aziendale, tiene conto del fatto che alle erogazioni contrattate
dovrà aggiungere una quota derogazioni unilaterali per i livelli più alti per
garantire le normali distanze parametrali. Lindividuazione di una scala parametrale realistica
finalizzata al controllo contrattuale del salario di fatto, richiede una conoscenza
dettagliata dei superminimi individuali, delle medie per livello e soprattutto gli zoccoli
dei superminimi, cioè la quantità minima che tutti o quasi tutti i lavoratori di un
livello hanno ricevuto. Lesistenza di tali zoccoli, che contraddice il concetto
stesso di differenziazione individuale basata sul merito, mostra con particolare evidenza
il limite della nostra politica salariale; ma ci mostra anche la strada per recuperare un
certo controllo sul salario di fatto che passa attraverso la contrattazione daumenti
con assorbimento, totale o parziale, dei superminimi individuali e soprattutto di tale
zoccolo. Bisogna avere la consapevolezza che tale soluzione, in mancanza
di una difficile opera di coinvolgimento preventiva, risulterà probabilmente impopolare
tra quei lavoratori che si ritengono indispensabili e quindi fanno un grande affidamento
sulla contrattazione individuale. a) Consolidamento Sulla base di quanto detto sopra, lottare per un controllo del
salario non solo non è incompatibile con lobiettivo del massimo consolidamento del
premio di partecipazione, ma lo richiede. Come farlo dipende dalle condizioni concrete
della singola azienda; consolidamento del premio .. in una 14ª dove questa non esiste,
unificazione di tutte le voci a tempo in un unico premio aziendale consolidato,
consolidamenti annuali o a fine quadriennio, consolidamento solo dei parametri nel rinnovo
del premio variabile successivo, ecc. In generale dobbiamo sostenere che la controparte,
quando raggiunge un obiettivo, non riparte da zero ma almeno in parte lo consolida; quindi
anche noi dobbiamo rivendicare il consolidamento di una parte o di una quota del Premio di
partecipazione. b) Indicatori Nella contrattazione per la scelta degli obiettivi dobbiamo, evitare lutilizzo dindicatori che esprimerebbero una marcata subordinazione allideologia padronale, che contrappone salario occupazione o salario condizioni di lavoro. Ad esempio: il salario legato alla presenza contrappone sani e
malati; indicatore pezzi prodotti numero occupati che è meglio non assumere per
avere qualche euro in più. A volte purtroppo si è puntato solo sulla quantità dei soldi
senza preoccuparsi della qualità del meccanismo. Generalmente gli indicatori di qualità sono i più neutri e
quindi da preferire. Dobbiamo inoltre cercare di utilizzare indicatori
controllabili, quelli produttivi sono generalmente più controllabili e meno aleatori di
quelli economico finanziari. c) Obiettivo La scelta di un obiettivo di per sé, ai fini del risultato salariale quantitativo, non garantisce nulla. Il risultato dipende da come lobiettivo viene associato
tramite un parametro ed un importo. Bisogna innanzi tutto, cercare di concordare una formula che
esclude la possibilità dellazzeramento (somma non moltiplica dei fattori) o,
meglio, che riduce al minimo il campo della variabilità. Per esempio: definire un obiettivo e un importo di riferimento,
realizzabile in condizioni normali, è un buon sistema che consente di vincolare la
direzione aziendale, perché viene messa in gioco la sua credibilità se non è evidente a
tutti i lavoratori che si sono verificati eventi che giustificano il superamento o il non
raggiungimento dellobiettivo e limporto di riferimento concordati. d) Accessori Altri aspetti importanti anche solo accennati: le erogazioni, meglio distribuite che concentrate solo alla fine dellanno; la definizione di norme derogazione per i contratti a termine, interinali, part-time, dimissionari; le clausole di salvaguardia, per rispettare lo spirito dellaccordo a fronte deventi significativi e imprevedibili, cioè per evitare che il premio diventi una sorta di lotteria; gli strumenti e le procedure di verifica. |