| Intervista a
Gian Paolo Patta "La
Cgil, organizzazione di riferimento e di coesione" Una situazione
economica che si sta' facendo sempre più difficile, con una perdita del potere d'acquisto
dei salari, un'inflazione alta, il declino industriale. In questi giorni l'OCSE ha
indicato una crescita modesta per l'Italia, perdita di competitività, prezzi sopra la
media, fiducia zero. Come commenti queste osservazioni? Questo
risultato negativo del Paese è il frutto di politiche maturate nel corso degli ultimi
anni, anni durante i quali il paese ha scelto una strada per la competitività e per il
risanamento dei fondi pubblici basata sui sacrifici dei lavoratori con prezzi altissimi. Qualche giorno
fa c'è stata una imponente manifestazione a Roma per i contratti della sanità, degli
enti locali, delle agenzie fiscali, della Presidenza del Consiglio: la partira dei rinnovi
contrattuali è tuttora aperta. Non solo nel pubblico impiego, ma anche in tante altre
categorie. Sarebbe
necessario rafforzare la domanda interna (in
un momento di crisi del commercio internazionale e delle esportazioni). Rafforzare la
domanda interna a cominciare dal rinnovo di contratti, dignitosamente, cercando di far
uscire le retribuzioni da una erosione continua. Quindi sarebbe molto importante che il
Governo, in quanto datore di lavoro, contribuisse ad una politica espansiva, attraverso il
rinnovo dei contratti dei propri dipendenti. Invece, in 18 mesi, abbiamo si realizzato
alcuni contratti significati e importanti (la cui piena applicazione peraltro è sempre
continuamente ritardata da artifici burocratici), come quello della scuola e dei
ministeriali. Ci sono fondamentali contratti come quello della sanità e degli enti locali
che sono ancora al palo e che peraltro sono emblematici anche delle prospettive politiche
che vuole perseguire questo paese ma in particolare in tema di coesione sociale e coesione
territoriale. Il mantenimento di importati contratti di lavoro nazionali in questi settori
-mentre avanza la politica di decentramento- . Non abbiamo ancora sconfitto
definitivamente la tendenza a regionalizzare i contratti di lavoro: su questi contratti si giocano quindi anche
aspetti rilevanti. Con altre
categorie che hanno preannunciato mobilitazioni e scioperi, come i metalmeccanici per il
17 ottobre. Esatto,
perché oltre a questi temi comuni del recupero del salario e della produttività da parte
dei contratti nazionali di lavoro, i contratti si stanno misurando anche con le
conseguenze delle scelte effettuate da Confindustria e dal Governo nell'attacco ai diritti
dei lavoratori. quindi i contratti stanno cercando di evitare anche una frammentazio del
mercato del lavoro ed una precarizzazione ulteriore dei rapporti di lavoro. Nella stagione
contrattuale, dove riusciamo, cerchiamo anche di recuperare un rapporto positivo con Cisl
e Uil. Potremmo recuperare, in prospettiva, più facilmente gli strappi che ancora pesano
nei rapporti unitari causati dallaccordo separato del patto per lItalia e
dellaccordo separato con i metalmeccanici. Qualche
settimana fa c'è stato il congresso della Ces a Praga. Da qualche giorno l'Italia ha
iniziato il semestre di guida dell'Europa. Vuoi dirci cosa propone il sindacato in questa
direzione? Il sindacato
si interroga circa il proprio futuro, legandolo al futuro dellEuropa, soprattutto in
vista dellallargamento dellUnione Europea ad est, sapendo che fare bene
lallargamento significherà avere maggiori o minori possibilità di mantenere in
vita il modello sociale europeo. Il tipo di relazioni sindacali industriali e quindi anche
il livello di forza dei lavoratori del sindacato europeo. Qualora prevalesse una ipotesi
di "ottica liberista", quindi una concorrenza su retribuzioni e diritti tra i
lavoratori, è chiaro che assisteremmo a fenomeni di riduzione dei diritti verso il
livello dei paesi dellest. La CES guarda con molta apprensione alla costituzione
europea che si sta discutendo: propone che venga fatto un forte richiamo al modello
sociale europeo e alle responsabilità sociali della proprietà e limpresa e che
alcuni diritti fondamentali dei lavoratori vengano garantiti. In maniera particolare
alcuni diritti previsti nella carta di Nizza devono essere assunti nella carta
costituzionale in maniera vincolante per gli Stati. In questo quadro la CES ha promosso
anche delle mobilitazioni, durante il semestre di presidenza italiano è già indetta una
manifestazione a Roma per l11 ottobre. Il semestre italiano rischia nello stesso
tempo di non essere un momento di coesione e di rilancio, ma di rappresentare una battuta
darresto negativa per la costituzione europea, visto che Berlusconi in questo ultimo
anno si è sentito più vicino agli Stati Uniti che gli altri partner europei e quindi la
visione che porta Berlusconi è di unEuropa sotto tutela. La Cgil è
stata in questi anni un punto di riferimento, un baluardo per milioni di lavoratori,
pensionati, giovani: anni difficili ed anche oggi è così. Qual è lo stato di salute
della Cgil e qual è il ruolo che l'area programmatica Lavoro e Società svolge nella
Cgil? La Cgil ha
raccolto la sfida che venne da Confindustria già allassemblea di Parma del 2001 e
fece una scelta importante: difesa del modello sociale della costituzione italiana nei
suoi effetti fondamentali. Stiamo cercando di impedire che intorno ad un progetto che
definiamo pericoloso per il Paese e non solo per i lavoratori, abbiamo cercato di batterci
per impedire che si costituisse un blocco politico, economico e sociale che assumesse
questa prospettiva. Credo che la Cgil sia riuscita a dimostrare che la strada che veniva
indicata è una strada pericolosa. Ha organizzato intorno a sé forze importanti, è stato
un punto di coesione e riferimento anche per altri movimenti che tradizionalmente non
avevano avuto con noi rapporti positivi (pensiamo al movimento dei no global pensiamo a
settori del cattolicesimo solidale e democratico, pensiamo ad altre forme di
associazionismo con le quali non abbiamo sempre avuto rapporti positivi, pensiamo anche
alle lotte per la legalità democratica). Siamo riusciti anche a semplificare la babele
dei linguaggi, rilanciando la parola dordine dei diritti da contrapporre a libertà
non fondata anche su presupposti di uguaglianza tra i cittadini. Certo, loffensiva
era imponente e i prezzi e i colpi che ci sono stati portati sono vistosi. |