Lettera aperta ai compagni di Cambiare Rotta COSE DELLALTRO MONDO! Nel corso della riunione di Cambiare Rotta Snur Piemonte di venerdì 30 novembre sono state dette molte cose ed è stata proposta una conclusione -sulla quale abbiamo meditato a lungo, più volte e da ogni punto di vista- che francamente non condividiamo, anzi ci preoccupa molto. Nelle conclusioni del funzionario Maurizio Poletto -referente di Cambiare Rotta alla Camera del Lavoro- ci è stato comunicato (come spesso accade, non si sa bene chi e quando è stato deciso) che le nostre posizioni sindacali sono incompatibili con la linea ufficiale di Cambiare Rotta. Pertanto non potremo più partecipare a pieno titolo alle riunioni di Cambiare Rotta "D.O.C." se non con un osservatore senza diritto di voto. Nei fatti unespulsione. Da quel che ci è stato detto alla riunione, era qualcosa che i funzionari di Cambiare Rotta di Torino meditavano da tempo, tanto che avevano proposto ai compagni del Politecnico di presentare al congresso di base dellUniversità di Torino una lista di Cambiare Rotta esterna(?) e alternativa(!) alla nostra. Progetto non realizzato solo perché i compagni del Politecnico non hanno accettato linfelice suggerimento. Le motivazioni addotte per spiegare lincompatibilità della nostra presenza in Cambiare Rotta "doc" sono state unaccusa generica di "radicalità" e una scarsa propensione a cogestire il sindacato. Le prove? Eccole: una mail di alcuni anni fa inviata da un nostro compagno ai compagni di Alternativa Sindacale allepoca della guerra in Jugoslavia in cui si rilevava lo scarso impegno di molti dirigenti di Torino sul conflitto allora in corso; la nostra rinuncia a candidarci alle RSU nel 1999 come sintomo di una scarsa propensione a "sporcarci le mani" nellattività sindacale di base; infine la fuoriuscita (ci sembra nel 1998) dalla segreteria regionale Snur. Per quanto riguarda il primo punto, a parte il fatto che era uniniziativa di un nostro singolo compagno, rimaniamo convinti che quanto espresso allora fosse, purtroppo, giusto. Agli smemorati ricordiamo che alle riunioni del "Coordinamento cittadino contro la guerra" (che si tennero spesso alla CdL) non parteciparono mai i responsabili di Alternativa Sindacale di Torino. Non solo, quando invitammo i compagni della Zastava ad un incontro con i delegati Cgil alla CdL non si fece vedere nessun funzionario di AS. Ancora, nellassemblea programmatica di AS a Napoli la proposta dei compagni del Coordinamento Nazionale RSU di inserire un punto di denuncia contro il governo di "sinistra" sullaggressione alla Jugoslavia, i funzionari di Torino presenti o votarono contro o, più coraggiosamente, uscirono dalla sala al momento delle votazioni. Altro che sporcarsi le mani! È vero, invece, che sul caso guerra alla Jugoslavia cera una differenza politica e noi la rivendichiamo pienamente. Se poi, queste differenze debbano essere sanzionate "disciplinarmente" è un altro paio di maniche. La seconda questione: in quelloccasione valutammo non utile svolgere la nostra attività sindacale in una RSU che, come hanno poi confermato i fatti, risultò incapace di avere il benché minimo rapporto con i lavoratori (non promosse una sola assemblea, firmò accordi contro la volontà dei lavoratori) e infatti durò in carica un solo anno, per poi decadere delegittimata dai lavoratori. La nostra scelta di allora (discutibile finché si vuole, ma lungimirante e comunque discussa con i lavoratori più attivi) non fu di principio, per non "sporcarci le mani", tantè che non smettemmo di fare attività sindacale, entrando in merito delle questioni "specifiche". Oggi, dicembre 2001, siamo stati eletti nella nuova RSU, vedendo aumentato il nostro consenso tra i lavoratori. Lultima punto lo liquidiamo velocemente: è legittima o no la scelta di non far parte di una segreteria quando si valuta che la propria presenza è inutile? Oppure dobbiamo stare "sempre e comunque" negli organi di gestione del sindacato, pena il commettere un peccato mortale? Noi non pretendiamo che tutti concordino con le nostre posizioni, ma non accettiamo il fatto che queste vengano considerate "illegittime e dannose" per la ripresa del movimento di classe. Lattività sindacale comune svolta in tutti questi anni dimostra chiaramente che tra i compagni dellarea Cambiare Rotta Snur-Piemonte non vi sono delle posizioni sindacali e politiche incompatibili: la battaglia contro la guerra, la partecipazione attiva al movimento no-global, la lotta contro governo e padroni, contro la precarietà, per il contratto Al contrario, quando qualcuno ha assunto posizioni insanabili su questioni fondanti (ad es. un membro della segreteria regionale proveniente dalla ricerca, sulla questione guerra o sul corretto rapporto tra direzioni sindacali e RSU) è stato naturale ed inevitabile il suo passaggio sulla mozione di maggioranza. Invece secondo il referente di Cambiare Rotta della CdL con quelle posizioni bisognava mediare, far di tutto per "non consegnare alla maggioranza nemmeno un compagno". Secondo voi perché due pesi e due misure? Un fatto "personale"? No! Dietro cè una precisa posizione politica: con le posizioni "moderate" si deve sempre discutere, comprendere e mediare. Invece le posizioni coerentemente di classe sono da considerare pericolose e vanno delegittimate. Compagni, accettare lindicazione di procedere alla nostra esclusione da Cambiare Rotta "doc" sarebbe la negazione di tutto il lavoro svolto finora insieme, creerebbe confusione e sfiducia tra i lavoratori proprio oggi che si fa forte la necessità di rispondere con una posizione/azione di classe agli attacchi di padroni e governo, alla guerra. Ma soprattutto condizionerebbe voi su posizioni più moderate, più concilianti, con la "maggioranza" e con la controparte. Una conferma della strada che si intende intraprendere: nellultimo Comitato Direttivo nazionale Cgil (27.11) Cambiare Rotta non ha presentato una propria proposta di andare comunque, anche la sola Cgil, allo sciopero generale nazionale. Da parte nostra, compagni, non cè alcuna volontà di rottura, lo sapete bene. Però al congresso regionale Snur vi troverete a dover prendere una posizione chiara e definita. Se sarà di non accettazione a pari dignità e piena legittimità della nostra presenza nella componente vi diciamo, con la solita franchezza, che non subiremo passivamente il tentativo di emarginarci dentro il sindacato. Faremo comunque la nostra battaglia tra i lavoratori perché si affermi una politica e un sindacato di classe. I compagni di Cambiare Rotta dellUniversità di Torino Torino, 3 dicembre 2001
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