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lettera di G.P.Patta, segretario nazionale della Cgil (di Lavoro Società - cambiare
rotta) dopo il direttivo nazionale che ha affossato lo sciopero generale contro il Governo
Cari compagni, care compagne Come sapete il 27 novembre si è tenuto il direttivo nazionale della CGIL, nella quale si sono discusse le iniziative da intraprendere contro i provvedimenti preannunciati dal Governo in materia di modifica allo Statuto dei lavoratori, del mercato del lavoro e delle risorse contrattuali. La CGIL ha in queste settimane, definito una analisi critica alla politica del Governo, con precise prese di posizioni contro ogni tentativo di modifica dellart 18 e dellarbitrato, contro i contenuti del libro bianco di Maroni e per ottenere le risorse per i contratti pubblici che anche come Lavoro Società abbiamo in larga parte condiviso. Vi è anche noto che, a differenza della CGIL che ha espresso una posizione contraria su tutta la materia, CISL e UIL sono disponibili alla mobilitazione solo contro lart.18 e larbitrato. Come tutti sapete nella riunione unitaria con CISL e UIL, di fronte alla proposta della CGIL di uno sciopero di 4 ore, si è trovata una intesa unitaria solo sullo sciopero generale della Funzione Pubblica e su due ore di sciopero nazionale articolato su 3 giorni; giudichiamo questa ultima decisione non adeguata ma non al punto di proporre la rottura con CISL e UIL. Posizioni espresse nel direttivo che proponevano la rottura con CISL e UIL e la indizione dello sciopero generale della sola CGIL non sono state formalizzate. Il Direttivo ha unitariamente convenuto che, pur mantenendo in campo la proposta di uno sciopero generale, andava valorizzata questa prima mobilitazione unitaria, anche alla luce del fatto che si potranno svolgere assemblee in tutti i luoghi di lavoro in cui la CGIL illustrerà la propria contrarietà al complesso della delega sul mercato del lavoro. Per quanto riguarda larea di Lavoro Società, in un precedente direttivo con un ordine del giorno, avevamo avanzato la richiesta di uno sciopero generale contro i provvedimenti del governo che manteniamo come obiettivo di sbocco naturale alla mobilitazione in corso. Qualora il Governo non ritirasse i provvedimenti si renderanno necessarie ulteriori iniziative di sciopero generale che, qualora non fossero condivise da CISL e UIL, dovranno vedere, secondo Lavoro Società, la scesa in campo della sola CGIL. Proprio in un contesto di generalizzazione della lotta, questi primi scioperi articolati, devono essere un primo passo importante in questa direzione. Dal 3 al 14 dicembre saremo comunque in presenza di numerosi mobilitazioni, che vanno dal blocco del settore dei Trasporti, alla sciopero della Funzione Pubblica sino allo sciopero di 24 ore delle imprese di pulizia. La piena riuscita di queste prime agitazioni, il coinvolgimento massiccio di lavoratori e lavoratrici, sono per noi premessa indispensabile per giungere allinevitabile sciopero generale, vista la indisponibilità del Governo a ritirare i provvedimenti contestati. Gian Paolo Patta Segreteria Nazionale CGIL Roma 28 novembre 2001 Una nota delle delegate e dei delegati del Coordinamento RSU Molte delegate e delegati che si riconoscono nel "movimento per un coordinamento nazionale delle Rsu" sono iscritti alla Cgil e partecipano alla battaglia congressuale in corso a sostegno del documento della sinistra sindacale Cgil. Diciamo subito che non condividiamo la decisione della Cgil nazionale di affossare lo sciopero generale, ma anche che non comprendiamo quale ruolo abbiano assunto, in sede di direttivo nazionale, i compagni della sinistra sindacale Cgil. Fino al giorno prima, lo sciopero generale era obiettivo di tutta la sinistra sindacale. Abbiamo tutti presentato ordini del giorno nelle fabbriche, nei congressi Cgil, per chiedere lo sciopero generale ed una vera piattaforma. Abbiamo sostenuto la lotta dei meccanici (pur nei limiti di una piattaforma non condivisa da molti perchè ritenuta inadeguata) che chiedeva ora, subito, che la lotta per la difesa dei contratti nazionali diventasse lotta generale di tutte le categorie. Abbiamo letto interviste dei compagni di Lavoro Società (dello stesso Patta) che chiedevano lo sciopero generale come scelta ormai non più rinviabile. Ci chiediamo quindi sulla base di quale mandato, i compagni di Lavoro società - cambiare rotta, non hanno fatto la battaglia nel direttivo nazionale. A quanto risulta solo Cremaschi si è dissociato dalla non iniziativa della sinistra sindacale, e lo stesso Patta, nella sua lettera, conferma che "posizioni espresse nel direttivo che proponevano la rottura con CISL e UIL e la indizione dello sciopero generale della sola CGIL non sono state formalizzate". Ma quello che non ci convince sono sopratutto le argomentazioni che vengono adottate per giustificare la mancata battaglia nel direttivo nazionale, che si riducono sostanzialmente all'importanza di tenere agganciate Cisl e Uil alla battaglia per difendere l'art.18. Una unità nella non chiarezza e quindi pericolosa. Mentre si dice di NO all'intervento sulla giusta causa, questa unità è quella che sta avviando i confronti col governo sulla previdenza, sul lavoro (libro bianco). Tavoli tecnici a cui si siedono tutti, senza una piattaforma, senza un mandato dai lavoratori, con rischiosi sbocchi pasticciati da accordo farsa o accordo bidone. Quale unità esiste oggi con Cil ed Uil sulle modificazioni in merito al lavoro proposte da Maroni? Quale unità sulla difesa dei contratti nazionali ?? sull'arbitrato ?? sulla Previdenza ?? sulla scuola ?? ecc. Il non aver indetto lo sciopero generale riafferma in tutta la sua insostenibilità la linea e la pratica concertativa, esclude completamente i lavoratori dalla discussione e dalla verifica. Il non aver fatto la battaglia per lo sciopero generale ha in se la gravità di non aver considerato la necessità di mantenere sotto critica la riproposizione della linea concertativa in quanto strumento da superare, incapace di reggere e rispondere positivamente sopratutto allo scontro attuale. Non aver fatto la battaglia per lo sciopero generale ha fatto venire meno anche la battaglia per chiedere una piattaforma vera, non solo per rispondere agli attacchi, ma anche e sopratutto per riconquistare maggiori diritti e tutele, parte di ciò che ci è stato tolto in questi anni. Eppure tutto ciò è contenuto nel documento congressuale alternativo che centinaia di delegate e delegati hanno sostenuto nelle assemblee congressuali. Eppure tutto ciò era nelle parole d'ordine delle ultime assemblee nazionali, da quella del teatro nuovo a Milano a quella del Brancaccio a Roma. Nella sua lettera Patta illustra le numerose iniziative di lotta comunque decise ed attivate, ma non comprende il non senso di qualunque iniziativa incapace di rendere oggi evidente uno scontro che è in realtà già generale nel suo impianto strategico, incapace di rendere evidente e produrre una piattaforma generale da contrapporre alla piattaforma dei padroni. Affossare questo percorso, anche in nome di una non utilità oggi di rompere i rapporti con Cisl e Uil, rimane per noi un errore. Siamo ancora senza una vera piattaforma di riferimento, il confronto col governo si snoda solo nella difesa e riproposizione del modello concertativo, la lotta dei meccanici rimane più isolata di prima. E la Sinistra sindacale, in Cgil (almeno a livello nazionale) non si capisce cosa stia facendo. Dovremo certo utilizzare le iniziative e le lotte comunque programmate per portare avanti il nostro obiettivo di una piattaforma e di una definitiva e forte critica alla concertazione. Porteremo anche in queste sedi la richiesta di uno sciopero generale. Ma rimaniamo terribilmente in ritardo sui tempi e sui contenuti che Governo e Confindustria ci stanno imponendo. Comunque, questa vicenda, come altre in precedenza, dimostra la necessità che la sinistra sindacale di strutturi in area programmatica con regole e luoghi di discussione che favoriscano un maggiore ruolo delle delegate e dei delegati Rsu, a partire anche dalla discussione sulla composizione della nostra presenza nel prossimo direttivo nazionale della Cgil che si rinnoverà a febbraio alla fine del percorso congressuale della Cgil. Serve una composizione maggiormente rappresentativa e meno burocratica (almeno la metà dei componenti dovrebbero essere delegati RSU) che renda maggiormente conto ai territori ed alle diverse realtà che costituiscono l'ossatura della sinistra sindacale Cgil. Utile sarebbe, sin da ora, che la sinistra sindacale tutta partecipi e sostenga tutte quelle iniziative (portate avanti dalle delegate e dai delegati) che sono avviate, a livello regionale e nazionale, proprio su quei contenuti che tutti assieme abbiamo sostenuto e che dobbiamo continuare a sostenere. delegate ed i delegati RSU che hanno aderito alla Sinistra sindacale Cgil.
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