"Lavoro Società – Cambiare rotta" della Filcea-Cgil - Lombardia

L'assemblea nazionale del 18 luglio ha approvato il testo definitivo della piattaforma per il rinnovo dei Ccnl Chimico-Farmaceutico ed Energia.

Sulla bozza iniziale di piattaforma, nelle assemblee di luogo di lavoro e nelle assemblee territoriali e regionali, sono pesati i giudizi di inadeguatezza e numerosi sono stati gli emendamenti che alla fine sono giunti all'assemblea nazionale.

Gli emendamenti più significativi usciti dalle assemblee di fabbrica riguardavano:

  • L'eliminazione di ogni apertura sulla questione dell'arbitrato
  • la riduzione d'orario per tutti (8 ore) per consolidare il 2 giugno tornato festivo
  • il raggiungimento con adeguata riduzione d'orario del K6 per i cicli continui
  • norme più rigide per il controllo delle flessibilità della prestazione e dell’orario
  • il consolidamento dei parti significative dei premi di partecipazione
  • una richiesta salariale che garantisse il recupero dell'inflazione (differenziale 2000/2001 e programmata per il 2002-2003 da collocare interamente sui minimi tabellari) a cui aggiungere una ulteriore quota di salario per finanziare le altre richieste (orario, aumento delle indennità ecc)

Nel complesso è uscita evidente dai luoghi di lavoro la richiesta di un contratto forte, capace di realizzare obiettivi al di là dei vincoli imposti dalla politica concertativa.

La Segreteria nazionale della Fulc ha di fatto operato per difendere l'impianto originario della piattaforma, dovendo però cedere (senza molta convinzione) alle pressioni di regioni come l'Emilia, il Piemonte e la Lombardia che unitariamente chiedevano modifiche alla piattaforma sulla base degli emendamenti usciti dalle fabbriche.

Il risultato dell'assemblea è stata una piattaforma finale estremamente contraddittoria, che non ha accolto emendamenti importanti usciti dalle fabbriche (in materia di arbitrato, di rigidità e controllo delle flessibilità, di riduzione di orario per i giornalieri) con motivazioni non condivisibili e tutte interne alla logica concertativa.

La contraddittorietà della piattaforma sta tutta nel fatto che mentre da una parte si difende a denti stretti tutta la logica concertativa (in materia di prestazione e di normative), e mentre si cede non poco sull'istituzionalizzazione e la corporativizzazione del sindacato (vedi arbitrato e fondo sanitario) la FULC Nazionale ha aperto su questioni come:

  • Il consolidamento dei premi di partecipazione
  • l'obiettivo del K6 per i cicli continui
  • la netta divisione tra richieste sul recupero dell'inflazione (differenziale e programmata) che viene richiesto di collocare unicamente ed interamente sui minimi tabellari e l'ulteriore richiesta di salario fresco per finanziare le altre operazioni previste in piattaforma

Elementi questi in controtendenza con le precedenti tornate contrattuali nei chimici e delle recenti vicende del commercio, degli alimentaristi e dei meccanici, che mettono in evidenza il carattere fallimentare delle politiche concertative.

Elementi importanti che però non devono farci dimenticare la debolezza e la contradditorietà di una piattaforma che contiene anche passaggi negativi e non condivisibili.

  • Bisogna ora operare perché la Fulc sostenga fino in fondo il mandato ottenuto dall'assemblea sulla questione del salario (anche per il consolidamento dei P.di Partecipazione), che praticamente comporta una richiesta salariale di almeno 180/190.000 sulla tutela del salario dall'inflazione da mettere unicamente sui minimi tabellari ed ulteriori quote di produttività (30/40.000) per finanziare altre richieste contrattuali (orario, aumenti delle indennità ecc.)
  • Bisogna anche mantenere aperta la battaglia sulle parti negative della piattaforma che sottintendono il permanere della deriva concertativa della FULC.

19 luglio 2001

"Lavoro Società cambiare rotta" della Filcea Cgil della Lombardia