La mancata consultazione dei lavoratori della scuola attraverso il referendum istituzionale non consente, ancora una volta, di avere un quadro oggettivo e certo del grado di condivisione dellipotesi di accordo del 15/2/2001 e dei suoi contenuti. Il CDN si trova quindi nella situazione di affidare un mandato per la firma sulla base solo di considerazioni di carattere politico, senza che neppure ci sia stato il tempo per sviluppare un confronto con i lavoratori mediante una campagna di assemblee capillare e diffusa. Conseguentemente riteniamo che ricada su chi ha condotto le trattative, contribuendo a determinare questo quadro, assumersi ogni responsabilità in ordine alla firma definitiva. In queste circostanze, quindi, non potendo confrontarci con il parere dei lavoratori, non possiamo che riconfermare il giudizio negativo nel merito dellaccordo che già abbiamo espresso col documento presentato nello scorso direttivo, di cui ribadiamo le ragioni di fondo:
Non sottovalutiamo il dato politico per cui il conseguimento di risorse economiche superiori a quelle originariamente previste per coprire linflazione programmata e la diversa distribuzione dei fondi dellex art. 29 costituiscono un risultato per il quale insieme a tanti altri ci siamo battuti, che tra laltro mette sostanzialmente in discussione le compatibilità dellaccordo del 23 luglio 93. Consideriamo, tuttavia, questo accordo contrattuale frutto di scelte sbagliate che, in particolare per il personale ATA, lo connotano con un forte carattere di iniquità, enfatizzata dalle spinte corporative che hanno caratterizzato la definizione dellaccordo. Proprio in questi giorni si sta riproponendo con maggiore forza il tentativo di inseguire sul loro stesso terreno le associazioni professionali dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi rispetto alle vicende contrattuali in corso col rischio di prefigurare una Cgil Scuola organizzata per sindacati di mestiere. La nostra non partecipazione al voto vuole testimoniare limpegno che vogliamo mettere per modificare questo quadro e, in positivo, le regole per la democrazia. Beniamino Lami, Vito Meloni, Vittorino Delli Cicchi, Pino Patroncini, Pino Striglioni, Gianfranco DallAgnese, Carla Franza, Enza Sanseverino, Tonino Varanese, Massimo Terracciano, Adriana Miniati, Laura Baldelli, Aldo Merlassino, Massimo Scavarda, Cristina Lucianetti, Angela Marinoni, Sandro Vitale, Mimmo Stellino, Lalla Odoni.
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