Direttivo nazionale cgil  del 28 gennaio 2000

DICHIARAZIONE DI GIAN PAOLO PATTA, SEGRETARIO CGIL

 

La relazione, il dibattito e le conclusioni di Cofferati hanno segnato differenti posizioni e valutazioni relativamente al rilancio del rapporto con il Governo. Non sono d'accordo su due punti in modo particolare. Non concordo la progressiva estensione dell'area del lavoro atipico che a mio giudizio in Italia mostra già cifre considerevoli e si aggiunge alla piaga del lavoro nero. Lavoro totalmente flessibile per definizione.

Esprimo un giudizio negativo sulle trattative in corso sul al par-time, il tempo determinato e sulla recente intesa per l'estensione del lavoro interinale alle basse qualifiche.

Questi accordi si collocano in un quadro in cui c'è una drammatica e continua caduta del lavoro regolare e del lavoro nelle grandi imprese che sempre più ricorrono al lavoro esterno, impoverendo complessivamente la capacità produttiva del Paese.

Sulla previdenza integrativa non si vuole prendere atto né da parte del Governo né da parte della maggioranza della CGIL che non c'è nessuna idea di come affrontare il problema della fasce più precarie del mondo del lavoro che rischiamo di non avere nessuna pensione. C'è attenzione alla fascia del lavoro forte, c'è l'intervento dello Stato per finanziare le pensioni integrative dei lavoratori con redditi più alti ed un completo disinteresse per le fasce deboli. Oggi né la pensione pubblica, né la pensione privata rispondono alle fasce deboli.

Sulla previdenza deve restare quindi il confronto al 2001 e in questo anno la CGIL deve compiere un bilancio sulla situazione esistente e avanzare le sue proposte.